Per L’Aquila va tutto liscio: vince e sale a -2 dalla vetta

24 Ottobre 2022

Successo sullo Spoltore mai in discussione, ma la vera gioia viene dal Fadini

L’AQUILA2
SPOLTORE0
L’AQUILA (4-2-3-1): Barbagallo; Bellardinelli, Cassese, Brunetti, Tavoni (23’ st Pietropaolo); Corticchia (46’ st Florindi), Diarra (26’ st Scimia); Sarritzu (26’ st Rei), Carbonelli, Marchionni; Santirocco (31’ st D’Ercole). A disposizione: Mascolo, Scipioni, Miconi, Lorenzini. Allenatore: Epifani.

SPOLTORE (3-5-2): Palena; Zanetti, Terrenzio, Buonafortuna (1’ st Liguori); Rossetti, Colecchia (44’ pt Tahara), Selvallegra, Planamente, De Vincentiis (1’ st Couriol); Tiberi (26’ st Luciani), Pontillo (20’ st Colasante). A disposizione: Bora, Gricia, Molinaro, Sborgia. Allenatore: Di Camillo.

Arbitro: Franchi di Teramo.
Reti: 15’ pt Marchionni, 34’ PT Carbonelli.
Note: ammonito Terrenzi; angoli 10-0; recupero 2’ pt 3’ st; spettatori mille circa.
di Andrea Rapino
L’AQUILA
Tutto liscio come l’olio per L’Aquila, che si prende tre punti di fronte a uno Spoltore pressoché impalpabile. A rendere inaspettatamente pesante il successo dei rossoblù è però la sconfitta interna del Giulianova, contro il Sulmona che la squadra di Epifani aveva strapazzato a domicilio appena sette giorni prima. La vetta si riavvicina così a un tiro di schioppo: appena due punti.
La partita del Gran Sasso non offre in realtà grandissime emozioni: supremazia territoriale dei padroni di casa mai in discussione, come pure il risultato dal raddoppio in poi. L’Aquila spinge sull’acceleratore soprattutto nel primo tempo e, nonostante nella ripresa abbassi leggermente il ritmo, il monologo è ancora più evidente, complice il calo degli ospiti. Se Epifani vuole cercare il pelo nell’uovo, lo può forse trovare nel numero di occasioni da rete create: poche rispetto alla mole di gioco, in particolare dopo il riposo, quando si gioca di fatto a una porta sola.
Epifani comincia col 4-2-3-1 che ha segnato il rilancio dopo un breve periodo di incertezza. I padroni di casa fanno pesare il tasso tecnico superiore, che emerge soprattutto quando lo Spoltore tenta qualche rara sortita offensiva: negli uno contro uno ha sempre la meglio la qualità della difesa di casa, o all’occorrenza la solerzia nei raddoppi. Il 3-5-2 di Di Camillo in realtà è quasi sempre un 5-3-2, con i quinti di centrocampo regolarmente costretti sulla difensiva. Negli ultimi metri L’Aquila fa male col trio che sorregge Santirocco punta più avanzata. Sarritzu dà i primi grattacapi agli spoltoresi, tra fa sponde, appoggi e cross. Suo è anche il primo tiro in porta, al 7’, fuori bersaglio. Al quarto d’ora la sblocca Carbonelli, che da buona posizione trafigge Palena dopo una palla recuperata da Bellardinelli e un rimpallo vinto da Carbonelli. Gli ospiti hanno un paio di momenti buoni, al quarto d’ora e alla mezzora, ma sono brevissimi fuochi di paglia: giusto un paio di imbeccate a Pontillo fermato in fuorigioco. L’Aquila tiene la gara in pugno, pur senza rendersi troppo pericolosa, se non per un paio colpo di testa su corner. Il raddoppio arriva comunque: al 34’ Marchionni scende sulla sinistra e dall’altro lato dell’area piccola Carbonelli si fa trovare puntuale all’appuntamento col gol.
Col doppio vantaggio in tasca la squadra di Epifani controlla e lascia pochi spazi negli ultimi metri. Ma appena spinge fa male: prima del riposo sfiora il tris con una sponda di Carbonelli per Marchionni che al volo spara alto da ottima posizione, e con un cross di Sarritzu che Diarra, solo sul secondo palo, manda di testa a lato. Dopo il riposo la partita non ha storia: ospiti arroccati e rossoblù padroni del campo. Il terzo gol lo getta alle ortiche Carbonelli, che al 10’ cincischia dopo che Diarra lo mette davanti a Palena. Al 22’ Santirocco ci gira e manda fuori. C’è spazio anche per due legni di Scimia: al 30’ prende in pieno l’incrocio con tiro-cross da destra e al 38’ il palo con un tiro a giro, quando nel frattempo Epifani è passato al 4-3-3 con Marchionni centrale. Si conclude così la “settimana perfetta” che aveva chiesto Epifani.