Pescara, adesso o mai più: a Cosenza l’ultima chance

1 Maggio 2021

Delfino verso il baratro, solo una vittoria può tenere viva la speranza play out

PESCARA. In salita e controvento, ma il Pescara deve provare a mettere la testa avanti e vincere a Cosenza per sperare ancora nei play out. «Questa è davvero l’ultima chiamata», ripete come una mantra l’allenatore Gianluca Grassadonia alla vigilia della sfida in Calabria.
Oggi pomeriggio (ore 14) allo stadio San Vito sono previsti 27 gradi, ma il termometro del Pescara è rovente già da alcuni giorni. Il pareggio con l’Entella non è andato giù all’allenatore, alla società e, soprattutto, all’ambiente biancazzurro. Per la stragrande maggioranza di tifosi e addetti ai lavori, il Delfino non ha alcuna chance di centrare i play out. Probabilmente è così, ma Gianluca Grassadonia non vuole assolutamente alzare bandiera bianca. Magari vincere oggi in Calabria significherebbe prolungare solo l'agonia, intanto bisogna provarci, perchè con qualche incastro favorevole (ko di Ascoli e Reggiana) le cose potrebbero anche aggiustarsi per quanto riguarda la classifica.
L’ultima chiamata. «Questa gara è la più importante di tutte», sottolinea più volte l’allenatore del Pescara. «è la più importante di tutte. Le motivazioni partono da loro e ci vuole grande personalità. Il Cosenza è con la bava alla bocca e questo deve farci capire quanto sarà dura. Le partite vanno giocate dall’inizio e con grande aggressività. «Questa è l’ultima chiamata e non possiamo fallire. Il Cosenza è con la bava alla bocca, vuole vincere a tutti i costi e quindi penso che saranno dei lupi ma noi dobbiamo essere peggio di loro nel senso che voglio vedere grande aggressività». L’approccio alla gara contro l’Entella, però, ha lasciato parecchie perplessità per quanto riguarda la carica agonistica. «Le partite vanno giocate dall’inizio e con grande aggressività. Contro l’Entella potevamo e dovevamo vincere. Oggi a Cosenza dobbiamo tirarci fuori dai pensieri negativi e andare in campo con carattere. Soprattutto dal punto di vista dell’attenzione. Ripeto, questa è davvero l’ultima possibilità che abbiamo e tutto passerà da questa partita».
Le scelte. Brutte, bruttissime notizie dall’infermeria. «Dessena non recupera», sentenzia Grassadonia. «Ha uno strappo muscolare e per lui la stagione è finita qui. Di quelli che hanno contratto il Covid, recupero Ceter che è tornato con noi anche se si è allenato solo ieri. Maistro è recuperato ma ha ancora qualche fastidio al naso». L’allenatore del Pescara dovrebbe confermare il 4-3-3 con Bellanova, Guth, Scognamiglio e Masciangelo in difesa. Valdifiori playmaker, Machìn e Rigoni mezze ali. Maistro potrebbe giocare esterno nel tridente (è in ballottaggio con Capone) con Galano a destra e Odgaard punta centrale. Tutto, però, dipende dalle condizioni di Galano.
Dubbio modulo. Se non dovesse farcela, infatti, Grassadonia potrebbe passare anche al 3-5-2 inserendo Sorensen in difesa e Giannetti in coppia con Odgaard in avanti. Tutto, però, dipenderà dalle condizioni di Galano, che è dolorante alla caviglia, e dalle noie muscolari di Capone, che nel 4-3-3 si gioca il posto con Maistro.
Qui Cosenza. I calabresi, a meno di sorprese, si piazzerannno col 3-4-1-2. L’ex biancazzurro Luca Crecco giocherà a centrocampo sulla fascia sinistra, mentre sul versante opposto ci sarà Corsi, un altro ex pescarese cresciuto nelle giovanili del Delfino. In mezzo Kone e Ba. In difesa, davanti al portiere Falcone, Ingrosso, Idda e Legittimo, in attacco Tremolada alle spalle di Carretta e Gliozzi. Assenti Bittante, Gerbo, Petrucci, Mbakogu per infortunio, oltre allo squalificato Sciaudone.
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