Pescara avanti col brivido: rimonta e poi resiste in 10

Sofferto pareggio (2-2) con il Gubbio. Oggi il sorteggio per il terzo turno
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PESCARA (4-3-2-1): Sorrentino 6; Zappella 6,5 Ingrosso 5.5 Drudi 5,5 (43’ pt Illanes 6.5) Veroli 6.5 (1’ st Nzita 6.5); Pompetti 7.5 De Risio 6 (18’ st Memushaj 6) Pontisso 6.5 (32’ st Cancellotti sv); Clemenza 5.5 D’Ursi 6; Cernigoi 6 (18’ st Ferrari 6.5). A disp: Iacobucci, Di Gennaro, Diambo, Rauti, Delle Monache, Chiarella, Ierardi. All.: Zauri.
GUBBIO (4-3-3): Ghidotti 6,5; Formiconi 6,5 Signorini 6 Redolfi 6 Bonini 6 (33’ st Righetti sv); Di Noia 6 Cittadino 6,5 (14’ st Bulevardi 6) Malaccari 6 (33’ st Sarao sv); Arena 7 Spalluto 7 Mangni 6,5 (23’ st D’Amico). A disp: Sergiacomi, Meneghetti, Migliorini, Fantacci, Francoforte, Sain-Maza, Tazzer, Lamanna. All.: Torrente.
Arbitro: Cascone di Nocera Inferiore.
Reti: 12’ Formiconi, 41’ pt Spalluto, 44’ pt Pompetti e 23’ st Pontisso.
Note: espulso 29’ st D’Ursi per doppia ammonizione. Ammoniti D’Ursi, Pontisso, Bulevardi, Memushaj, Signorini e Zappella. Dopo il triplice fischio finale espulso D’Amico per proteste. Spettatori 2.564 (ospiti 51) per un incasso di 26.739 euro.
PESCARA
Missione compiuta, ma altra serata di sofferenza pura. Pescara-Gubbio finisce 2-2 e la squadra biancazzurra accede alla fase nazionale che scatterà domenica con gare di andata e ritorno (8 e 12 maggio), ma in caso di parità dopo 180’ non verrà premiata la squadra abruzzese. Oggi i sorteggi per la fase nazionale degli spareggi promozione, con Pontisso e compagni che non saranno teste di serie e giocheranno l’andata in casa contro una tra Entella, Cesena, Renate, Feralpisalò e Palermo.
Nel ticket dell’abbonamento stagionale al 2-2, il Pescara stacca il biglietto più bello con il pass per il terzo turno e questa volta la sofferenza non è figlia della prestazione (ieri positiva), ma delle ingenuità individuali che avevano spedito gli abruzzesi sotto per due reti a zero. Zauri conferma il 4-3-2-1, l’unica novità è Drudi al posto di Illanes, mentre Ferrari parte dalla panchina. I primi 43’ sono l’incubo più brutto vissuto dal Pescara e il paradosso è che la squadra ha giocato il miglior calcio della gestione Zauri. Pronti via e De Risio va a terra dopo una pallonata e serve con urgenza lo staff medico in campo. Poi passa la paura, ma tempo pochi minuti e iniziano i problemi veri. Pontisso si perde completamente Formiconi che tocca in rete in disturbato sugli sviluppi di un calcio d’angolo (12’). Sorrentino? Magari poteva provare ad uscire, ma subire una rete così è da mani nei capelli. Il peggio è passato? Neanche per idea. Il Pescara macina gioco e costruisce palle gol, ma al minuto 42 l’infortunio muscolare di Drudi apre la strada ad Arena che ispira Spalluto e il Gubbio raddoppia. Il copione del film horror è servito, ma Pompetti riscrive tutto in un minuto e ringrazia Cernigoi per l’assist. L’autore della doppietta contro la Carrarese vede l’inserimento del centrocampista, che di piatto accorcia subito le distanze. In un attimo la partita si riapre ed è anche giusto così perché la prova dei biancazzurri è stata da applausi. All’intervallo Zauri è bravissimo a scrivere i capitoli del nuovo libro e Pontisso dopo un’infinità di pali e traverse in stagione concretizza il lavoro della squadra con un pregevole destro a giro (24°). Dall’infermo al paradiso in poco tempo e la missione appare compiuta. Ma la minaccia è dietro l’angolo perché al 29° D’Ursi lancia via il pallone è già ammonito, prende il secondo giallo e lascia i suoi in 10. Zauri aveva disegnato una squadra a trazione anteriore con i vari Nzita, Memushaj, Ferrari e Clemenza e deve fare di necessità virtù senza ulteriori cambi ( Pontisso con i crampi ha lasciato spazio a Cancellotti), ma nell’ultimo quarto d’ora Sorrentino farà lo spettatore non pagante. Dopo 5 lunghissimi minuti di recupero arriva il triplice fischio che spedisce il Pescara nell’urna del sorteggio della fase nazionale. Passata la paura per l’incubo vissuto nei primi 42’, resta la consapevolezza di aver visto una squadra in crescita. E se son rose fioriranno. Appuntamento a domenica all’Adriatico con la speranza che il cammino del Pescara sia ancora lungo e ricco di soddisfazioni.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PESCARA (4-3-2-1): Sorrentino 6; Zappella 6,5 Ingrosso 5.5 Drudi 5,5 (43’ pt Illanes 6.5) Veroli 6.5 (1’ st Nzita 6.5); Pompetti 7.5 De Risio 6 (18’ st Memushaj 6) Pontisso 6.5 (32’ st Cancellotti sv); Clemenza 5.5 D’Ursi 6; Cernigoi 6 (18’ st Ferrari 6.5). A disp: Iacobucci, Di Gennaro, Diambo, Rauti, Delle Monache, Chiarella, Ierardi. All.: Zauri.
GUBBIO (4-3-3): Ghidotti 6,5; Formiconi 6,5 Signorini 6 Redolfi 6 Bonini 6 (33’ st Righetti sv); Di Noia 6 Cittadino 6,5 (14’ st Bulevardi 6) Malaccari 6 (33’ st Sarao sv); Arena 7 Spalluto 7 Mangni 6,5 (23’ st D’Amico). A disp: Sergiacomi, Meneghetti, Migliorini, Fantacci, Francoforte, Sain-Maza, Tazzer, Lamanna. All.: Torrente.
Arbitro: Cascone di Nocera Inferiore.
Reti: 12’ Formiconi, 41’ pt Spalluto, 44’ pt Pompetti e 23’ st Pontisso.
Note: espulso 29’ st D’Ursi per doppia ammonizione. Ammoniti D’Ursi, Pontisso, Bulevardi, Memushaj, Signorini e Zappella. Dopo il triplice fischio finale espulso D’Amico per proteste. Spettatori 2.564 (ospiti 51) per un incasso di 26.739 euro.
PESCARA
Missione compiuta, ma altra serata di sofferenza pura. Pescara-Gubbio finisce 2-2 e la squadra biancazzurra accede alla fase nazionale che scatterà domenica con gare di andata e ritorno (8 e 12 maggio), ma in caso di parità dopo 180’ non verrà premiata la squadra abruzzese. Oggi i sorteggi per la fase nazionale degli spareggi promozione, con Pontisso e compagni che non saranno teste di serie e giocheranno l’andata in casa contro una tra Entella, Cesena, Renate, Feralpisalò e Palermo.
Nel ticket dell’abbonamento stagionale al 2-2, il Pescara stacca il biglietto più bello con il pass per il terzo turno e questa volta la sofferenza non è figlia della prestazione (ieri positiva), ma delle ingenuità individuali che avevano spedito gli abruzzesi sotto per due reti a zero. Zauri conferma il 4-3-2-1, l’unica novità è Drudi al posto di Illanes, mentre Ferrari parte dalla panchina. I primi 43’ sono l’incubo più brutto vissuto dal Pescara e il paradosso è che la squadra ha giocato il miglior calcio della gestione Zauri. Pronti via e De Risio va a terra dopo una pallonata e serve con urgenza lo staff medico in campo. Poi passa la paura, ma tempo pochi minuti e iniziano i problemi veri. Pontisso si perde completamente Formiconi che tocca in rete in disturbato sugli sviluppi di un calcio d’angolo (12’). Sorrentino? Magari poteva provare ad uscire, ma subire una rete così è da mani nei capelli. Il peggio è passato? Neanche per idea. Il Pescara macina gioco e costruisce palle gol, ma al minuto 42 l’infortunio muscolare di Drudi apre la strada ad Arena che ispira Spalluto e il Gubbio raddoppia. Il copione del film horror è servito, ma Pompetti riscrive tutto in un minuto e ringrazia Cernigoi per l’assist. L’autore della doppietta contro la Carrarese vede l’inserimento del centrocampista, che di piatto accorcia subito le distanze. In un attimo la partita si riapre ed è anche giusto così perché la prova dei biancazzurri è stata da applausi. All’intervallo Zauri è bravissimo a scrivere i capitoli del nuovo libro e Pontisso dopo un’infinità di pali e traverse in stagione concretizza il lavoro della squadra con un pregevole destro a giro (24°). Dall’infermo al paradiso in poco tempo e la missione appare compiuta. Ma la minaccia è dietro l’angolo perché al 29° D’Ursi lancia via il pallone è già ammonito, prende il secondo giallo e lascia i suoi in 10. Zauri aveva disegnato una squadra a trazione anteriore con i vari Nzita, Memushaj, Ferrari e Clemenza e deve fare di necessità virtù senza ulteriori cambi ( Pontisso con i crampi ha lasciato spazio a Cancellotti), ma nell’ultimo quarto d’ora Sorrentino farà lo spettatore non pagante. Dopo 5 lunghissimi minuti di recupero arriva il triplice fischio che spedisce il Pescara nell’urna del sorteggio della fase nazionale. Passata la paura per l’incubo vissuto nei primi 42’, resta la consapevolezza di aver visto una squadra in crescita. E se son rose fioriranno. Appuntamento a domenica all’Adriatico con la speranza che il cammino del Pescara sia ancora lungo e ricco di soddisfazioni.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

