Pescara, Oddo resta nonostante la contestazione: "Andremo avanti senza i tifosi"

La sconfitta col Bologna fa scattare la contestazione dei tifosi ma Sebastiani conferma il tecnico e manda la squadra in ritiro
PESCARA. «In questo momento c’è poco da salvare. È un momento delicatissimo, questo è sotto gli occhi di tutti ma siamo tenuti a non mollare un centimetro. La paura la fa da padrona, appena cade una palla in area prendiamo gol anche su cose su cui lavoriamo da settimane, e neanche la fortuna ci assiste. È una sconfitta meritatissima, ma a volte se non prendi gol alla prima occasione o non rimani in 10 dopo 16’, vuol dire che puoi fare qualcosina in più. Così è dura». A dirlo, ai microfoni di Radio Rai, il tecnico del Pescara, Massimo Oddo, dopo la brutta sconfitta casalinga contro il Bologna che ha scatenato una nuova contestazione dei tifosi.
Dopo l'undicesima sconfitta della stagione è scoppiata la contestazione dei tifosi pescaresi all'indirizzo di squadra, tecnico e dirigenti. Alcune centinaia di ultrà biancazzurri hanno abbandonato prima della mezz'ora della ripresa la parte superiore della curva nord, per recarsi all'esterno della tribuna e attendere l'uscita della squadra. Già durante la gara dalla Nord erano arrivati cori pesanti all'indirizzo della squadra. All'esterno dello Stadio Adriatico sono schierati gli uomini delle forze dell'ordine e gli steward che hanno creato una zona cuscinetto fra la tribuna e gli altri settori dello Stadio. Sono stati esplosi durante la gara e a fine partita diversi petardi anche nel piazzale antistante lo stadio. Già lunedì scorso la squadra era stata contestata al porto turistico prima della cena di Natale.
«È normale - spiega l’ex terzino di Milan e Lazio - La squadra ha fatto 5 punti sul campo, è giusto che il pubblico contesti. Come ci siamo presi gli applausi l’anno scorso ora ci prendiamo i fischi. I tifosi hanno fatto la scelta di non aiutare più la squadra e vorrà dire che andremo avanti da soli». Secondo Oddo il problema è più psicologico che fisico o tattico: «Abbiamo modificato più volte l’assetto della squadra, a Torino, con la Roma, ma in questo momento non è il modulo ma la testa che non va - afferma -. È difficile, la paura la fa da padrona e quindi il modulo è relativo».
«Sicuramente non me ne vado - aggiunge Oddo -. Non so se la società voglia fare altre scelte, ma io ci metterò la faccia fino alla fine, perché sono il capo di questa squadra e un capo non abbandona mai la sua squadra». Sulla stessa lunghezza d'onda la società. Al termine della gara il presidente Sebastiani conferma il tecnico e annuncia il ritiro punitivo per la squadra nel Park hotel Mancini di Roma.

