Pescara, Oddo resta nonostante la contestazione: "Andremo avanti senza i tifosi"

18 Dicembre 2016

La sconfitta col Bologna fa scattare la contestazione dei tifosi ma Sebastiani conferma il tecnico e manda la squadra in ritiro

PESCARA. «In questo momento c’è poco da salvare. È un momento delicatissimo, questo è sotto gli occhi di tutti ma siamo tenuti a non mollare un centimetro. La paura la fa da padrona, appena cade una palla in area prendiamo gol anche su cose su cui lavoriamo da settimane, e neanche la fortuna ci assiste. È una sconfitta meritatissima, ma a volte se non prendi gol alla prima occasione o non rimani in 10 dopo 16’, vuol dire che puoi fare qualcosina in più. Così è dura». A dirlo, ai microfoni di Radio Rai, il tecnico del Pescara, Massimo Oddo, dopo la brutta sconfitta casalinga contro il Bologna che ha scatenato una nuova contestazione dei tifosi.

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Dopo l'undicesima sconfitta della stagione è scoppiata la contestazione dei tifosi pescaresi all'indirizzo di squadra, tecnico e dirigenti. Alcune centinaia di ultrà biancazzurri hanno abbandonato prima della mezz'ora della ripresa la parte superiore della curva nord, per recarsi all'esterno della tribuna e attendere l'uscita della squadra. Già durante la gara dalla Nord erano arrivati cori pesanti all'indirizzo della squadra. All'esterno dello Stadio Adriatico sono schierati gli uomini delle forze dell'ordine e gli steward che hanno creato una zona cuscinetto fra la tribuna e gli altri settori dello Stadio. Sono stati esplosi durante la gara e a fine partita diversi petardi anche nel piazzale antistante lo stadio. Già lunedì scorso la squadra era stata contestata al porto turistico prima della cena di Natale.

«È normale - spiega l’ex terzino di Milan e Lazio - La squadra ha fatto 5 punti sul campo, è giusto che il pubblico contesti. Come ci siamo presi gli applausi l’anno scorso ora ci prendiamo i fischi. I tifosi hanno fatto la scelta di non aiutare più la squadra e vorrà dire che andremo avanti da soli».  Secondo Oddo il problema è più psicologico che fisico o tattico: «Abbiamo modificato più volte l’assetto della squadra, a Torino, con la Roma, ma in questo momento non è il modulo ma la testa che non va - afferma -. È difficile, la paura la fa da padrona e quindi il modulo è relativo».

«Sicuramente non me ne vado - aggiunge Oddo -. Non so se la società voglia fare altre scelte, ma io ci metterò la faccia fino alla fine, perché sono il capo di questa squadra e un capo non abbandona mai la sua squadra». Sulla stessa lunghezza d'onda la società. Al termine della gara il presidente Sebastiani conferma il tecnico e annuncia il ritiro punitivo per la squadra nel Park hotel Mancini di Roma.