Pescara raggiunto alla fine L’anno si chiude tra i fischi

Il gol di Vergani non basta, la Fermana acciuffa i biancazzurri in pieno recupero
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6.5; Pierno 5.5 (37’ st Floriani Mussolini 5.5), Brosco 6, Mesik 5, Moruzzi 5; Manu 5 (1’ st Tunjov 4.5), Squizzato 5 (45’ st De Marco 5.5), Dagasso 6.5; Merola 6.5, Cuppone 5.5 (1’ st Vergani 6), Cangiano 6. A disposizione: Ciocci, Barretta, Milani, Di Pasquale, Masala, Mora, Staver; Tommasini. Allenatore: Zeman.
FERMANA (4-3-3): Furlanetto 6.5; Eleuteri 6, Spedalieri 6.5, Gasbarro 6, Pistolesi 5.5; Scorsa 5.5 (33’ st Gianelli sv), Giandonato 6 (41’ st Vessella sv), Misuraca 6; Pinzi 6 (33’ st Curatolo sv), Semprini 6, Tilli 6 (45’ st Grassi 6.5). A disposizione: Borghetto, Mancini, Fort, Santi, Biral, Badji. Allenatore: Protti
Arbitro: Vergaro di Bari
Reti: 16’ st Vergani, 49’ st Grassi
Note: ammoniti: Tunjov, Cangiano, Scorza. Spettatori 2.213, di cui abbonati 1.639 (rateo 9.627), ospiti 117, per un incasso totale di 20.550 euro. Angoli: 7-2 per il Pescara. Recupero: 0’, 4’.
PESCARA
Sotto l’albero di Natale solo tanta delusione (e i fischi alla fine) nonostante un vero e proprio regalo confezionato dai marchigiani che hanno servito a Merola e Vergani la palla dell’1-0. Quattro i minuti di recupero concessi dall’arbitro, da una rimessa laterale forse invertita la Fermana si costruisce l’ultima azione. Eleuteri ha i crampi, ma scappa via a De Marco, il suo cross viene prima controllato male da Misuraca con Mesik che lascia fare, ma il secondo passaggio diventa buono e da due passi Grassi deve solo spingere in rete con Floriani fermo sul secondo palo. Finisce 1-1 l’ultima sfida del girone d’andat e del 2023. E dall’Adriatico piovono fischi. Il più brutto Pescara della stagione si fa imbrigliare da una Fermana brava tatticamente, ma lontana anni luce sotto il punto di vista della qualità. Il pareggio dei marchigiani è meritato, il Pescara al giro do boa chiude al quarto posto a due lunghezze dalla Carrarese. Cesena e Torres? Rispetto a questo Pescara fanno giustamente un campionato a parte. Che fine ha fatto la squadra di Chiavari e Pontedera? Sicuramente le assenze di Aloi, Franchini, soprattutto Pellacani e Accornero si sono fatte sentire, ma questa nuova involuzione nessuno se la poteva aspettare. E lo stesso Zeman - dopo il malore che lo aveva costretto a slaltare due partite - si aspettava un ritorno in panchina diverso, con più sorrisi e meno arrabbiature. E forse con la consapevolezza che tra centrocampo e attacco il mercato di gennaio sarà fondamentale. Le scelte iniziali del boemo non convincono. Con un ritmo così basso e con così poca qualità in campo Luca Mora poteva essere molto utile, ma il boemo sceglie Manu. L’ex Matera non incide e all’intervallo resterà negli spogliatoi. Al suo posto Tunjov, ma inciderà ancor meno. Zeman cambia anche i terzini con Pierno e Moruzzi in campo, ma, soprattutto, l’ex Juve sbaglierà tanto. Nella serata avara di emozioni il Pescara nel primo tempo due occasioni riesce a costruirle. Prima sbaglia Cangiano di testa da due passi, poi Cuppone è bravo con il lob, ma Furlanetto salva la sua porta. La sensazione all’intervallo è che per sbloccare la partita serve o il classico episodio o un sostanziale cambio di ritmo. L’autista del pullman giallo posizionato davanti all’area di rigore della Fermana sbaglia manovra e Merola ne approfitta. Ecco l’assist per il neoentrato Vergani e la partita si sblocca. Verrebbe da dire gara in discesa perché la Fermana deve rimuovere il suo pullman e deve concedere spazi. E invece ecco la peggior versione di un Pescara già brutto di suo nella serata dell’Adriatico. I biancazzurri si abbassano, gli ospiti prendono campo e serve super Plizzari su Semprini per evitare il pareggio. Nessuna ripartenza vera del Pescara, solo qualche sprazzo eppure di spazio ce n’è tanto. Il teorema che la squadra gioca male contro chi si chiude non può più reggere, con Tunjov in campo è quasi inferiorità numerica e nel finale la doccia gelata. Piovono fischi, tutti meritati. Il 2024 dovrà dire se il Pescara di Chiavari, Pontedera e del match con l’Olbia è vero oppure è stata solo un’illusione. Forse per capirlo meglio servirà aspettare Pellacani, vero valore aggiunto. Prossimo match il 7 gennaio ad Alessandria contro la Juventus NG.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6.5; Pierno 5.5 (37’ st Floriani Mussolini 5.5), Brosco 6, Mesik 5, Moruzzi 5; Manu 5 (1’ st Tunjov 4.5), Squizzato 5 (45’ st De Marco 5.5), Dagasso 6.5; Merola 6.5, Cuppone 5.5 (1’ st Vergani 6), Cangiano 6. A disposizione: Ciocci, Barretta, Milani, Di Pasquale, Masala, Mora, Staver; Tommasini. Allenatore: Zeman.
FERMANA (4-3-3): Furlanetto 6.5; Eleuteri 6, Spedalieri 6.5, Gasbarro 6, Pistolesi 5.5; Scorsa 5.5 (33’ st Gianelli sv), Giandonato 6 (41’ st Vessella sv), Misuraca 6; Pinzi 6 (33’ st Curatolo sv), Semprini 6, Tilli 6 (45’ st Grassi 6.5). A disposizione: Borghetto, Mancini, Fort, Santi, Biral, Badji. Allenatore: Protti
Arbitro: Vergaro di Bari
Reti: 16’ st Vergani, 49’ st Grassi
Note: ammoniti: Tunjov, Cangiano, Scorza. Spettatori 2.213, di cui abbonati 1.639 (rateo 9.627), ospiti 117, per un incasso totale di 20.550 euro. Angoli: 7-2 per il Pescara. Recupero: 0’, 4’.
PESCARA
Sotto l’albero di Natale solo tanta delusione (e i fischi alla fine) nonostante un vero e proprio regalo confezionato dai marchigiani che hanno servito a Merola e Vergani la palla dell’1-0. Quattro i minuti di recupero concessi dall’arbitro, da una rimessa laterale forse invertita la Fermana si costruisce l’ultima azione. Eleuteri ha i crampi, ma scappa via a De Marco, il suo cross viene prima controllato male da Misuraca con Mesik che lascia fare, ma il secondo passaggio diventa buono e da due passi Grassi deve solo spingere in rete con Floriani fermo sul secondo palo. Finisce 1-1 l’ultima sfida del girone d’andat e del 2023. E dall’Adriatico piovono fischi. Il più brutto Pescara della stagione si fa imbrigliare da una Fermana brava tatticamente, ma lontana anni luce sotto il punto di vista della qualità. Il pareggio dei marchigiani è meritato, il Pescara al giro do boa chiude al quarto posto a due lunghezze dalla Carrarese. Cesena e Torres? Rispetto a questo Pescara fanno giustamente un campionato a parte. Che fine ha fatto la squadra di Chiavari e Pontedera? Sicuramente le assenze di Aloi, Franchini, soprattutto Pellacani e Accornero si sono fatte sentire, ma questa nuova involuzione nessuno se la poteva aspettare. E lo stesso Zeman - dopo il malore che lo aveva costretto a slaltare due partite - si aspettava un ritorno in panchina diverso, con più sorrisi e meno arrabbiature. E forse con la consapevolezza che tra centrocampo e attacco il mercato di gennaio sarà fondamentale. Le scelte iniziali del boemo non convincono. Con un ritmo così basso e con così poca qualità in campo Luca Mora poteva essere molto utile, ma il boemo sceglie Manu. L’ex Matera non incide e all’intervallo resterà negli spogliatoi. Al suo posto Tunjov, ma inciderà ancor meno. Zeman cambia anche i terzini con Pierno e Moruzzi in campo, ma, soprattutto, l’ex Juve sbaglierà tanto. Nella serata avara di emozioni il Pescara nel primo tempo due occasioni riesce a costruirle. Prima sbaglia Cangiano di testa da due passi, poi Cuppone è bravo con il lob, ma Furlanetto salva la sua porta. La sensazione all’intervallo è che per sbloccare la partita serve o il classico episodio o un sostanziale cambio di ritmo. L’autista del pullman giallo posizionato davanti all’area di rigore della Fermana sbaglia manovra e Merola ne approfitta. Ecco l’assist per il neoentrato Vergani e la partita si sblocca. Verrebbe da dire gara in discesa perché la Fermana deve rimuovere il suo pullman e deve concedere spazi. E invece ecco la peggior versione di un Pescara già brutto di suo nella serata dell’Adriatico. I biancazzurri si abbassano, gli ospiti prendono campo e serve super Plizzari su Semprini per evitare il pareggio. Nessuna ripartenza vera del Pescara, solo qualche sprazzo eppure di spazio ce n’è tanto. Il teorema che la squadra gioca male contro chi si chiude non può più reggere, con Tunjov in campo è quasi inferiorità numerica e nel finale la doccia gelata. Piovono fischi, tutti meritati. Il 2024 dovrà dire se il Pescara di Chiavari, Pontedera e del match con l’Olbia è vero oppure è stata solo un’illusione. Forse per capirlo meglio servirà aspettare Pellacani, vero valore aggiunto. Prossimo match il 7 gennaio ad Alessandria contro la Juventus NG.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

