Pescara, un’altra rimonta ma ora serve la vittoria

Biancazzurri avanti, poi la Feralpi va sull’1-3. Cernigoi e Rauti firmano il 3-3
Pescara3
ferALPI SALò3
PESCARA (4-3-2-1): Sorrentino 6; Zappella 6,5, Illanes 6, Ingrosso 5,5, Nzita 5; Memushaj 6 (27’ st Diambo), Pompetti 7,5, Pontisso 7 (16’ st De Risio 6); Clemenza 5 (27’ st Chiarella sv), Rauti 6,5 (39’ st Delle Monache 7); Ferrari 6 (16’ st Cernigoi 8). A disp: Iacobucci, Di Gennaro, Rasi, Cancellotti, Veroli, Blanuta, Ierardi. All.: Zauri.
FERALPI SALÒ (4-3-1-2): De Lucia 6; Bergonzi 6, Legati 6,5, Bacchetti 6, Corrado 6,5; Hergheligiu 6, Carraro 6,5, Balestrero 6,5 (40’ st Damonte sv); Di Molfetta 7,5 (27’ st Guidetti 6); Spagnoli 7 (27’ st Miracoli 6), Guerra 6,5 (40’ st Siligardi sv). A disp: Liverani, Porro, Salines, Pisano, Farabegoli, Corradi, Castrorani, Khadim. Allenatore: Vecchi.
Arbitro: Carella di Bari.
Reti: 6’ pt Memushaj, 21’ pt Spagnoli, 5’ st Di Molfetta, 15’ st Legati, 18’ st Cernigoi e 28’ st Rauti.
Note: ammoniti Pompetti, De Risio, Illanes e Legati. Al 23’ st annullato un gol a Guerra per fuorigioco. Spettatori 3.513 per un incasso di 35.537 euro, ospiti 11. Angoli 4-3 per la Feralpi Salò.
PESCARA
Gol, emozioni e qualche rimpianto. Pescara-Feralpisalò finisce 3-3 e la qualificazione si deciderà giovedì sera (inizio ore 20.30) nella gara di ritorno. I biancazzurri per accedere al quarto turno dovranno necessariamente vincere nei 90’ con qualunque risultato.
La gara. Sulle note di “Gente di Mare” di Raf e Umberto Tozzi, si alzano le sciarpe biancazzurre e lo stadio Adriatico torna ad essere colorato e caloroso. I 3.500 tifosi presenti possono subito festeggiare: angolo di Pontisso, Memushaj, completamente dimenticato dalla difesa ospite, di testa firma il vantaggio dopo sei minuti. Il capitano è stato preferito a De Risio nella mediana completata dal play Pompetti e da Pontisso, in difesa Nzita titolare con Zappella, Ingrosso e Illanes mentre il tridente offensivo è composto da Ferrari con Rauti e Clemenza ai lati. Il vantaggio dura però pochi minuti. Memushaj è croce e delizia: al 21’ è sanguinoso il suo passaggio in orizzontale per Nzita che si fa prendere il tempo da Bergonzi e deve spendere un evitabile fallo qualche centimetro fuori dall’area di rigore. Sugli sviluppi della punizione, Spagnoli salta più in alto di tutti e la smanacciata di Sorrentino non riesce ad evitare il pari. Sembrava tutto troppo bello ma la Feralpisalò dà la sensazione di essere organizzata meglio e il piano partita pensato da Zauri non riesce ad essere attuato. «Possiamo fare male sugli esterni» aveva detto in conferenza il tecnico biancazzurro: a conti fatti Clemenza e Rauti non pervenuti. Pompetti è di un’altra categoria, all’intervallo forse Vecchi è più contento del suo collega ma in apertura di ripresa Pontisso, dopo due minuti, può cambiare le sorti del match. Ricordate il gol del 2-2 contro il Gubbio? La zona è la stessa, il destro a giro anche ma a portiere battuto un difensore con il corpo salva la Feralpi. Iniziano i 10 minuti da incubo del Pescara. Di Molfetta s’inventa un destro a giro che avrebbe strappato applausi anche a Del Piero che ha il copyright su quel tipo di tiro (6’). Tutto finito? Neanche per idea. Illanes al 16’ sugli sviluppi di un corner si perde Legati che di testa firma il 3-1. “Maledette palle inattive” in cuor suo avrà urlato Luciano Zauri che però dalla panchina indovina i cambi giusti. Ecco Cernigoi e De Risio e i dieci minuti da incubo questa volta sono della Feralpi. Prima Cernigoi si inventa uno slalom fantastico e accorcia le distanze (18’) poi vola in cielo e di testa regala un assist perfetto per Rauti che firma il 3-3 (29’). All’Adriatico il frizzantino di qualche settimana fa è un ricordo, ora c’è lo champagne per i palati fini e il bicchiere più pregiato lo serve Delle Monache. Il classe 2005, in poco più di cinque minuti, manda Bergonzi a scuola e spaventa Vecchi ma Cernigoi non riesce a concretizzare. A Salò giovedì i biancazzurri saranno senza De Risio e Pompetti squalificati ma con la speranza di riavere D’Ursi e con Delle Monache che potrebbe lasciare la nazionale per raggiungere i compagni. Per il momento sipario e applausi, ma la qualificazione è ancora tutta da scrivere.
Enrico Giancarli
ferALPI SALò3
PESCARA (4-3-2-1): Sorrentino 6; Zappella 6,5, Illanes 6, Ingrosso 5,5, Nzita 5; Memushaj 6 (27’ st Diambo), Pompetti 7,5, Pontisso 7 (16’ st De Risio 6); Clemenza 5 (27’ st Chiarella sv), Rauti 6,5 (39’ st Delle Monache 7); Ferrari 6 (16’ st Cernigoi 8). A disp: Iacobucci, Di Gennaro, Rasi, Cancellotti, Veroli, Blanuta, Ierardi. All.: Zauri.
FERALPI SALÒ (4-3-1-2): De Lucia 6; Bergonzi 6, Legati 6,5, Bacchetti 6, Corrado 6,5; Hergheligiu 6, Carraro 6,5, Balestrero 6,5 (40’ st Damonte sv); Di Molfetta 7,5 (27’ st Guidetti 6); Spagnoli 7 (27’ st Miracoli 6), Guerra 6,5 (40’ st Siligardi sv). A disp: Liverani, Porro, Salines, Pisano, Farabegoli, Corradi, Castrorani, Khadim. Allenatore: Vecchi.
Arbitro: Carella di Bari.
Reti: 6’ pt Memushaj, 21’ pt Spagnoli, 5’ st Di Molfetta, 15’ st Legati, 18’ st Cernigoi e 28’ st Rauti.
Note: ammoniti Pompetti, De Risio, Illanes e Legati. Al 23’ st annullato un gol a Guerra per fuorigioco. Spettatori 3.513 per un incasso di 35.537 euro, ospiti 11. Angoli 4-3 per la Feralpi Salò.
PESCARA
Gol, emozioni e qualche rimpianto. Pescara-Feralpisalò finisce 3-3 e la qualificazione si deciderà giovedì sera (inizio ore 20.30) nella gara di ritorno. I biancazzurri per accedere al quarto turno dovranno necessariamente vincere nei 90’ con qualunque risultato.
La gara. Sulle note di “Gente di Mare” di Raf e Umberto Tozzi, si alzano le sciarpe biancazzurre e lo stadio Adriatico torna ad essere colorato e caloroso. I 3.500 tifosi presenti possono subito festeggiare: angolo di Pontisso, Memushaj, completamente dimenticato dalla difesa ospite, di testa firma il vantaggio dopo sei minuti. Il capitano è stato preferito a De Risio nella mediana completata dal play Pompetti e da Pontisso, in difesa Nzita titolare con Zappella, Ingrosso e Illanes mentre il tridente offensivo è composto da Ferrari con Rauti e Clemenza ai lati. Il vantaggio dura però pochi minuti. Memushaj è croce e delizia: al 21’ è sanguinoso il suo passaggio in orizzontale per Nzita che si fa prendere il tempo da Bergonzi e deve spendere un evitabile fallo qualche centimetro fuori dall’area di rigore. Sugli sviluppi della punizione, Spagnoli salta più in alto di tutti e la smanacciata di Sorrentino non riesce ad evitare il pari. Sembrava tutto troppo bello ma la Feralpisalò dà la sensazione di essere organizzata meglio e il piano partita pensato da Zauri non riesce ad essere attuato. «Possiamo fare male sugli esterni» aveva detto in conferenza il tecnico biancazzurro: a conti fatti Clemenza e Rauti non pervenuti. Pompetti è di un’altra categoria, all’intervallo forse Vecchi è più contento del suo collega ma in apertura di ripresa Pontisso, dopo due minuti, può cambiare le sorti del match. Ricordate il gol del 2-2 contro il Gubbio? La zona è la stessa, il destro a giro anche ma a portiere battuto un difensore con il corpo salva la Feralpi. Iniziano i 10 minuti da incubo del Pescara. Di Molfetta s’inventa un destro a giro che avrebbe strappato applausi anche a Del Piero che ha il copyright su quel tipo di tiro (6’). Tutto finito? Neanche per idea. Illanes al 16’ sugli sviluppi di un corner si perde Legati che di testa firma il 3-1. “Maledette palle inattive” in cuor suo avrà urlato Luciano Zauri che però dalla panchina indovina i cambi giusti. Ecco Cernigoi e De Risio e i dieci minuti da incubo questa volta sono della Feralpi. Prima Cernigoi si inventa uno slalom fantastico e accorcia le distanze (18’) poi vola in cielo e di testa regala un assist perfetto per Rauti che firma il 3-3 (29’). All’Adriatico il frizzantino di qualche settimana fa è un ricordo, ora c’è lo champagne per i palati fini e il bicchiere più pregiato lo serve Delle Monache. Il classe 2005, in poco più di cinque minuti, manda Bergonzi a scuola e spaventa Vecchi ma Cernigoi non riesce a concretizzare. A Salò giovedì i biancazzurri saranno senza De Risio e Pompetti squalificati ma con la speranza di riavere D’Ursi e con Delle Monache che potrebbe lasciare la nazionale per raggiungere i compagni. Per il momento sipario e applausi, ma la qualificazione è ancora tutta da scrivere.
Enrico Giancarli

