Pescara, un pareggio che ha il sapore dell’occasione persa

22 Dicembre 2017

Prestazione senza acuti in una gara povera di contenuti tecnici Crescenzi illude, poi la “dormita” che regala l’1-1 all’Ascoli 

INVIATO AD ASCOLI. Pari, freddo e sbadigli. Zeman mette un punto sotto l’albero di Natale e, soprattutto, allontana l’ansia legata all’esonero. Il panettone è salvo, ora il boemo dovrà mettere in salvo lo champagne per Capodanno. Il Pescara, dopo la vittoria con il Novara, è riuscito a strappare un pareggio ad Ascoli. Niente colpo da tre punti, nonostante il vantaggio firmato da Crescenzi, ma solo un punto visto che la solita “dormita” difensiva ha consegnato il gol del pareggio a Bianchi, all’alba della ripresa. Il Del Duca del resto non è mai stato un campo amico al Delfino, con l’ultimo successo che risale a 29 anni fa (6 novembre 1988, 0-1) e Zeman contro l’Ascoli ha sempre avuto grandi problemi (nessuna vittoria al Del Duca) e anche Serse Cosmi gli evoca ricordi poco piacevoli, come nel 2000, quando il boemo era sulla panchina del Napoli e un pareggio con il Perugia gli costò la panchina. Il Pescara, comunque, deve ringraziare un abruzzese per il punto strappato, visto che il gol del vantaggio è arrivato dopo l’errore di Ragni (è di Tortoreto) che ha consegnato a Crescenzi la gioia della prima rete in campionato. Il boemo non ha potuto confermare gran parte dell’undici che domenica scorsa aveva battuto il Novara. Fornasier e Zampano ko, Perrotta squalificato, ed ecco che la difesa è tutta da ridisegnare con Bovo e Coda centrali, Crescenzi al posto di Zampano e Mazzotta, l’unico “reduce”. Centrocampo e attacco, invece, confermati in blocco. Primo tempo bruttino, anche se il guizzo vincente, al 39’, è di Crescenzi nel momento in cui il Pescara mentalmente si avviava verso il ritorno negli spogliatoi. Il Delfino, comunque, parte bene e recrimina alla prima palla-gol. Un cross di Mazzotta, dopo due giri di lancette, viene deviato con un braccio da De Santis. Rigore netto, ma l’arbitro lascia correre. La squadra di Zeman prende coraggio, poi, al 10’, è Bianchi che semina il panico nella retroguardia biancazzurra. Però, il tiro del centrocampista ascolano viene respinto da Fiorillo. Da lì in poi l’intensità cala, si sbaglia molto e le due squadre sono bloccate. Partita brutta, a tratti da sbadigli, con il Pescara che non riesce a sfondare e sprigionare gioco. Di certo, non quello di stampo zemaniano. Certo, però, che l’Ascoli di Cosmi non è un concentrato di bel calcio. Mancuso, dopo 20’ di torpore, torna a scaldare i guanti di Ragni. Il portiere di Tortoreto, ex biancazzurro che ha vinto la B nel 2012, con Zeman in panchina, è colui che regala una ventata di gioia agli infreddoliti 650 tifosi pescaresi presenti. Una papera dell’estremo difensore ascolano, infatti, regala il vantaggio al Delfino. Crescenzi, al 39’, riceve palla sulla destra, si accentra e fa partire un sinistro velenoso da fuori area. Ragni prova l'intervento di piede, ma viene tradito dal rimbalzo del pallone e non può far altro che veder insaccarsi il pallone alle sue spalle. C’è il tempo per un giallo rimediato da Perez che chiedeva un calcio di rigore per un fallo subito in area, ma un minuto dopo si è tutti negli spogliatoi per l’intervallo. Il Pescara nella ripresa non riesce ad imprimere da subito il proprio ritmo alla gara e, alla prima azione dell’Ascoli, prende gol. Ennesima rete subita con la difesa schierata. Buzzegoli da calcio di punizione mette in mezzo per Bianchi, il quale, non marcato da Carraro, svetta e, di testa, infilza Fiorillo. Il Delfino sembra preda del Picchi. Al 13’, però, Valzania, appena entrato, spacca in due la difesa ascolana, calcia e il suo tiro, complice una deviazione di Gigliotti, si stampa sulla traversa. Di azioni da rete se ne vedono con il contagocce e l’Ascoli prova a sfruttare qualche titubanza dei biancazzurri. Un sussulto, però, c’è nell’ultimo quarto d’ora con Addae che impegna Fiorillo, bravo a deviare in angolo, al 33’, e dieci minuti dopo è il neo entrato Baldini che fa venire i brividi al Delfino, colpendo un palo a portiere battuto. Lo stesso esterno si ripete al 47’, sempre con Fiorillo che salva il risultato. Dopo sette minuti di recupero, il Pescara tira un sospiro di sollievo e giovedì arriverà il Venezia di Pippo Inzaghi. Zeman dovrà chiudere nel migliore dei modi questo nefasto 2017 per poter ripartire nel prossimo anno alla guida del Pescara.
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