Pillon: «Ci siamo complicati la vita da soli espulsione dubbia, ma nulla è perduto»

PESCARA. All’ultimo respiro. Come complicarsi la vita da soli a 90’ dalla fine del campionato. Chiedete al Pescara, che ha buttato all’aria punti che potevano metterlo al sicuro già da ieri e, invece,...
PESCARA. All’ultimo respiro. Come complicarsi la vita da soli a 90’ dalla fine del campionato. Chiedete al Pescara, che ha buttato all’aria punti che potevano metterlo al sicuro già da ieri e, invece, dovrà chiudere il discorso salvezza in Laguna, visto che venerdì sera sfiderà il Venezia di Pippo Inzaghi. Il Delfino non doveva organizzare i propri piani in base a ciò che il nemico avrebbe potuto fare, ma alla propria preparazione. Così non è stato. Spento, poco coraggioso e con l’uomo in meno dopo 26’. Il Delfino ha mandato all’aria tutti i piani e i sogni di gloria dei tifosi. «Una partita decisa dagli episodi e, poi, ci siamo complicati la vita da soli».
La sintesi di Bepi Pillon è inappuntabile, anche se la squadra è sembrata spenta, disorganizzata, che ha preparato la gara soprattutto sul giro palla e sui lanci lunghi per Mancuso. «Dobbiamo fare mea culpa perché non potevamo restare in 10 per 70 minuti».
E sull’espulsione di Coda, cerca di essere il più diplomatico possibile, anche se sa bene che il suo giocatore è indifendibile: «Devo rivedere l'azione per sapere se quello di Coda era un fallo da rosso diretto. Tuttavia, dico non serviva fare un intervento del genere da un giocatore della sua esperienza. Ha commesso un fallo che ci ha messo in seria difficoltà» e che ha spianato la strada ai bianconeri. «Sapevamo che loro erano bravi sulle palle inattive e abbiamo subito gol proprio lì». L’allenatore del Pescara a fine gara è sembrato preoccupato per l’atteggiamento dei suoi, che adesso non possono più scherzare con la matematica.
«Dobbiamo rimboccarci le maniche e giocarcela a Venezia e fare quel punto per la salvezza». Giocare per un punto, anche se la squadra di Inzaghi con una vittoria e degli incastri favorevoli potrebbe evitare il primo turno play off. Il Delfino, a prescindere dai calcoli, dovrà assolutamente riaccendersi, visto che la gara di ieri ha dato la sensazione di una squadra poco motivata. «Non siamo partiti benissimo ma eravamo comunque in pieno controllo della gara», continua il 62enne tecnico trevigiano. «L’Ascoli ci ha segnato alla prima occasione avuta dopo un fallo di Brugman. È difficile da commentare una partita così». Difficile, però, dispensare elogi e applausi al Delfino. «Loro si erano messi sotto la linea della palla e noi con il nostro gioco abbiamo cercato di allargarli, ma quando succedono queste cose salta tutto quello che avevi preparato in settimana».
Piani all’aria e festa salvezza rinviata, complici anche dei risultati inaspettati: «Penso solo a me stesso e non alle altre squadre. Non mi interessano gli altri risultati», taglia corto Bepi Pillon, che preferisce non guardare la classifica. «Penso che dobbiamo raggiungere questi 48 punti e lo faremo in tutti i modi. Il resto sono solo chiacchiere», dice l’allenatore, che spinge il Delfino verso la trasferta di venerdì.
«Dobbiamo andare a Venezia come abbiamo sempre fatto, pressione e ripartenze. Dobbiamo essere molto attenti». Anche perchè bisognerà capire se questa squadra adesso sarà capace di gestire la pressione nella bagarre salvezza. «Non è vero che non siamo capaci, perché quando sono arrivato qui eravamo primi a due punti dai play out. Abbiamo nelle corde le capacità per uscire fuori da questa situazione e dobbiamo farlo. Da domani (oggi, ndr) iniziamo subito a lavorare con la testa bassa e tanta concentrazione. Io preoccupato? Non sono preoccupato, ma dopo una sconfitta ci si rimane sempre male, c'è un po' di sconforto ma è normale».
Chi se la gode è Serse Cosmi, beccato dal pubblico a fine partita, insieme al suo collaboratore Fabio Bazzani, che non ha gradito qualche insulto dei tifosi rispondendo per le rime con dei gesti censurabili. «Speravo di vincere e che il Pescara si salvasse anche con la sconfitta, ma questo è un campionato particolare», ha detto Cosmi, «Abbiamo meritato di vincere, ma non siamo stati fortunati a chiuderla la partita per le grandi parate di Fiorillo».
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