Pineto vuole la coppa Italia Il Chieti pungola la tifoseria

25 Marzo 2023

I biancazzurri domani a Lamezia per la semifinale, Amaolo senza Domizi e Traini Il dg teatino Sartiano: «Allo stadio poca gente, così non va». Scoppia la polemica

CHIETI. Il Pineto cerca il pass per la finale. Domani (ore 15), a Lamezia Terme, i biancazzurri affrontano i calabresi per la semifinale della coppa Italia. È un appuntamento storico per la squadra del presidente Brocco, in corsa sia per il trofeo nazionale sia per la promozione in C. La vincente affronterà in finale la Giana Erminio che ha eliminato l’Adriese (1-0). Per il Pineto l’avversario è il Lamezia Terme, quinto nel girone I, quello dominato dal Catania già promosso in C. Amaolo non avrà a disposizione lo squalificato Domizi e il centrocampista Traini, impegnato al torneo di Viareggio. È gara secca: in caso di parità al termine dei tempi regolamentari saranno i rigori a sancire chi passerà il turno. Domani il campionato osserverà un turno di riposo e si tornerà in campo domenica 2 aprile.
Il Chieti affronterà in trasferta il Porto d’Ascoli nella prima di sei finali per raggiungere la salvezza. In un momento in cui servirebbero compattezza e unità d’intenti, scoppia la polemica per alcune dichiarazioni del dg Demetrio Sartiano. «Mi aspettavo qualcosa in più dai tifosi», le sue parole. «Non riusciamo ad avere un incremento di presenze allo stadio. Questo incide non solo dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo del sostegno alla squadra. Non a caso abbiamo fatto più punti in trasferta che in casa. Chiediamo alla città di capire la nostra progettualità». Parole che hanno fatto infuriare i tifosi. «È inconcepibile che nel momento cruciale della stagione e con una salvezza da conquistare», dice Stefano Marchionno, presidente del Comitato del centenario, «ci sia chi abbia voglia di polemizzare con la tifoseria invece di pensare a lavorare con umiltà ed in silenzio per mantenere unito e sereno l'ambiente».
Sartiano ha poi aggiunto: «Stiamo rispettando i programmi. Abbiamo sempre detto di voler mantenere la categoria il primo anno e fare un campionato di vertice il secondo. Stiamo nel frattempo creando lo zoccolo duro per il futuro. Sono convinto che con 3-4 innesti possiamo lottare per la C». Un traguardo impensabile ad oggi, con una salvezza in D ancora da conquistare.
Giammarco Giardini
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