Positivo il ritorno al 4-3-1-2 ma Minelli diventa un caso

Neanche un minuto per l’attaccante, che reclama più spazio: è in partenza? Domenica nello scontro diretto con l’Avellino non ci sarà Viero per squalifica
TERAMO. Con il Teramo in silenzio stampa, lo spazio riservato alle dichiarazioni dei protagonisti è inevitabilmente riservato ad altro. In particolare, dalla partita di Lentini sono emerse interessanti indicazioni dal punto di vista tecnico-tattico ma anche caratteriale che, se confermate nelle prossime partite, significherebbero una piccola svolta nella stagione del Teramo.
IL SISTEMA. Tedino ieri è tornato al prediletto 4-3-1-2. Non utilizzava questo sistema con continuità dalla partita pareggiata in casa contro il Rieti all’ottava giornata, poi lo ha abiurato virando sul 4-1-4-1 (con l’eccezione della partita di Francavilla Fontana, dove il Diavolo si schierò a specchio degli avversari e cioé con il 3-5-2, e di quella di Bari, dove Tedino fece la stessa scelta filosofica di “specchiarsi” con Vivarini e rispolverò per una domenica il 4-3-1-2). Il modulo a una punta nasceva dalle palesi difficoltà di Cianci e Martignago e dall’esigenza di provare a far giocare insieme Bombagi, Mungo e Costa Ferreira. Ha dato qualche risultato, accompagnando il periodo d’oro della squadra (quello delle quattro vittorie consecutive), poi però si è notato un certo appiattimento nel gioco biancorosso e i risultati insoddisfacenti di novembre e dicembre hanno fatto maturare al tecnico l’idea di tornare all’amato “rombo”.
MINELLI VIA? Visto il ritorno alle due punte a Lentini ci si aspettava una chance dall’inizio per Simone Minelli, che invece è rimasto in panchina insieme ai colleghi di reparto Cianci e Martignago, a quanto pare destinati a partenza sicura. Tedino ha preferito mettere al fianco di Magnaghi uno che punta non è, cioè Bombagi (peraltro in condizioni non ottimali), e nella ripresa, quando è passato al 3-5-2, addirittura ha lasciato davanti Bombagi e Costa Ferreira. Quando poi nel finale ha tolto Bombagi, ha dato la prima chance stagionale al 19enne ariete romeno Daniel Birligea, che ha debuttato in serie C. Altro che ruolo da protagonista, dunque: a Minelli neanche le briciole. Nell’ambiente si vocifera di un malcontento del 23enne attaccante scuola Fiorentina, che avrebbe chiesto di giocare di più se non addirittura di andarsene. Solo voci, non confermabili visto che in casa biancorossa non parla nessuno. Di sicuro c’è solo un’impressione: gli zero minuti d’impiego di ieri sembrano, per Minelli, il preludio a un addio. Chi vivrà vedrà.
I GIOVANI E LO SPIRITO. Altre scelte di Tedino, ieri, sono invece andate a vantaggio della “linea verde”: in mediana hanno giocato due ragazzi del ’99, Federico Viero (preferito a un mostro sacro come Arrigoni) e Simone Santoro. Entrambi sono stati tra i migliori, peraltro confermando le positive impressioni già date in altre occasioni. Il loro dinamismo, abbinato alla forza e al tempismo del redidivo Marco Soprano in difesa, hanno dato l’idea di un Teramo nuovo: più solido e concreto, capace di giocare un buon calcio quando si può ma anche di spazzare via il pallone nei momenti difficili. Certo, l’avversario era modesto e serviranno conferme, ma lo spirito del Teramo ieri era quello giusto.
ORA L’AVELLINO. Il primo test sarà, domenica alle 17.30 al Bonolis, contro una diretta concorrente ai play off, l’Avellino dell’ex Di Paolantonio. Il Teramo non avrà Viero, che sarà squalificato dopo l’ammonizione di ieri. Torneranno a disposizione Piacentini e Mungo.(d.v.)
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