Psicodramma Milan L’Atalanta lo umilia con una cinquina

È la peggior batosta rossonera dal ’98 ma Boban non mette in discussione Pioli: «Siamo contenti di lui»
BERGAMO. Zapata non c'è da ottobre ma non se ne sente la mancanza, a Piatek (subentrato tra il secondo e il terzo gol nerazzurro) viene preferito l'evanescente Leao e il Milan, privo degli squalificati Hernandez e Paquetà, finisce travolto. Senza i centravanti titolari domina l'Atalanta, e lo fa con un pokerissimo che umilia i rossoneri di Pioli: finisce 5-0 per la squadra che segna di più, grazie alla doppietta di Ilicic, condita dalle chicche di Gomez in avvio, dell'ex Pasalic a inizio ripresa e di Muriel nel finale. Una cinquina incartata sotto l'albero di Natale col fiocchetto di un gioco enormemente più qualitativo e quantitativo dai bergamaschi, in kit Christmas Edition verde col profilo di Bergamo Alta sul petto. Gasperini chiude l'anno al top, quinto posto e gli ottavi di Champions conquistati.
In casa Milan per trovare una sconfitta dal risultato così clamoroso e pesante bisogna risalire a più di vent'anni fa, quando nel 1998 la Roma di Zdenek Zeman si impose 5-0 all’Olimpico sui rossoneri allenati allora da Fabio Capello. Un ko fragoroso, sia pure a fine campionato (il Milan concluderà al 10° posto), che arrivava a un solo anno di distanza da un'altra sconfitta storica e roboante (sulla panchina rossonera c'era Arrigo Sacchi, oramai a fine ciclo), subita a domicilio dalla Juventus di Marcello Lippi, che si impose a San Siro con un tennistico 6-1. Le altre peggiori batoste subite dal Milan con più di 5 gol di scarto risalgono invece quasi tutte agli albori del campionato italiano o comunque all’anteguerra. Statistiche a parte, il crollo di Bergamo potrebbe condizionare il mercato rossonero ma per ora non mette in discussione la gestione tecnica di Stefano Pioli. «È giusto essere sconcertati, tristi e anche preoccupati. È stata una bruttissima batosta, non ce l'aspettavamo. Una prestazione tremenda sotto tutti i punti di vista. Fa molto male. Ora dobbiamo avere la forza di reagire e ripartire immediatamente dopo la sosta». Così Zvone Boban nel dopogara. «Pioli non si tocca - rassicura ai microfoni di Sky il dirigente rossonero sulla posizione del tecnico -. Siamo super contenti di quello che sta facendo. Lui non c'entra. Andiamo avanti con lui senza dubbio. È imbarazzante perdere 5-0, ma non possiamo e non vogliamo buttare tutto via. Togliendo la batosta di oggi, siamo molto contenti del suo lavoro. Stiamo pensando di rinforzare attacco e difesa, ma il mercato di gennaio è complicato».
Quanto a Pioli, ha detto: «Oggi è tutta colpa nostra, l'Atalanta ha tanta qualità ma la sconfitta è anche figlia dei nostri demeriti, il Milan non può essere questo. La partita andava gestita in maniera diversa, siamo entrati in campo con poca lucidità e in queste partite se sbagli l'approccio... e noi abbiamo sbagliato contro una squadra che per intensità e impeto non è seconda a nessuno. Insomma, la prestazione è stata gravemente insufficiente. La società sa le valutazioni che sto facendo - prosegue il tecnico rossonero - sono tre mesi che sto con questa squadra e vediamo quello che succederà sul mercato, dovendo vedere solo la partita di oggi i cambiamenti dovrebbero essere tanti ma certo non è così, intanto serve un atteggiamento assolutamente diverso».
Non è mancata un’esternazione sul “suo” Milan del leader della Lega Matteo Salvini, che ha detto: «Il Milan di oggi è «come il governo Pd-M5s: senza idee, cuore e dignità».
Roberto Di Candio

