Puoi giocare nel Galles solo se impari l’inno nazionale

CARDIFF. Williams, Robson-Kanu e Vokes: tre gol per un posto nella storia. In 140 anni, il Galles non era mai arrivato alle semifinali in una delle massime competizioni per nazionali. Ma le reti...
CARDIFF. Williams, Robson-Kanu e Vokes: tre gol per un posto nella storia. In 140 anni, il Galles non era mai arrivato alle semifinali in una delle massime competizioni per nazionali. Ma le reti segnate al Belgio nei quarti di finale degli europei parlano inglese perché Ashley Williams, Hal Robson-Kanu e Samuel Michael Vokes non sono nati in Galles ma in Inghilterra. Non sono gli unici: su 23 giocatori della nazionale gallese, nove sono nati in Inghilterra. E proprio un giocatore “adottato”, Ashley Williams, è il capitano dei Dragoni, come vengono chiamati i calciatori della nazionale.
La nazionalità. Questi giocatori hanno preso la nazionalità gallese in due modi: perché sono figli o nipoti di cittadini gallesi, come il capitano Williams, Robson-Kanu e Vokes, o perché vivono sul Vallo di Offa, il confine nominale tra Inghilterra e Galles, che non sono due Stati ma due Regioni del Regno Unito. Dato che le regole della Fifa sulla nazionalità sono piuttosto elastiche, alcuni giocatori si sono fatti “ingolosire” dall’opportunità di giocare con una nazionale e hanno deciso di passare al lato ovest del Vallo.
L’importanza dell’inno. Ma giocare nei “Dragoni” non è così semplice. Spesso la federazione gallese impiega anni per analizzare gli alberi genealogici dei calciatori per capire effettivamente se un antenato aveva la cittadinanza gallese. Avuto l’ok della federazione, comincia la parte più difficile: imparare l’inno gallese, scritto e cantato in lingua gallese (di origini celtiche e appartenente al sottogruppo delle lingue brittoniche) che è molto diversa da quella inglese: per dire Galles, gli inglesi scrivono Wales, mentre i gallesi Cymru. Soltanto in questo modo si diventa ufficialmente Dragoni e si può indossare la maglia della nazionale gallese.
Oltre ai tre eroi dei quarti di finale, ci sono altri gallesi acquisiti. Come Andrew Philip King, centrocampista del Leicester City di Claudio Ranieri che quest’anno ha vinto la Premier league, la massima serie inglese. Una favola quella gallese che ha permesso all’Europa di conoscere anche i compagni del tanto celebrato Bale.

