Pupillo è alla ricerca del salvatore della patria frentana

29 Luglio 2016

Il sindaco a caccia di un imprenditore che faccia ripartire i rossoneri dalla D. Incontro con Verdesca

E ora la palla è tra i piedi di Mario Pupillo, il sindaco di Lanciano chiamato a creare le basi per dare un futuro al calcio rossonero. Tocca a lui cercare un imprenditore – o un gruppo di imprenditori – capace di ripartire della serie D dopo che la famiglia Maio ha messo in liquidazione la Virtus Lanciano. Tocca a Pupillo, al sindaco molto vicino ai Maio, a tal punto da candidare nelle proprie liste Valentina (eletta in consiglio comunale), la presidente della Virtus – con il mito di Marina Berlusconi – che a pochi giorni dalla scadenza dei termini per l’iscrizione ha mollato tutto. Chissà se si avvererà la profezia di Franco Maio, papà di Valentina e Gugliemo, che a maggio, dopo un Lanciano-Avellino ad alta tensione, aveva detto ai tifosi che lo contestavano: «L’anno prossimo andrete a giocare con il San Vito Chietino...». Lui, Pupillo, ha detto di aver scoperto che la Virtus era messa male solo a fine giugno, dopo che era stato rieletto per il secondo mandato da sindaco. Questo nonostante la sua vicinanza con i Maio. Nonostante si sia esposto per i Maio e per la Virtus fino ad andare in Procura a denunciare i mali del calcio, a fine maggio, in campagna elettorale. Lui dalla magistratura, la senatrice Stefania Pezzopane con un’interrogazione parlamentare e il consigliere regionale Pd Camillo D’Alessandro (era a bordo campo a Salerno nel ritorno dei play out!) a fare da raccordo con i Maio. Niente da fare, ora servono i fatti per non far scomparire il calcio a Lanciano. Servono 150mila euro più i soldi per l’iscrizione alla serie D, qualcosa in meno per l’Eccellenza. Serve un nuovo progetto. Tutto in pochi giorni. Entro la prossima settimana. Altrimenti si avvererà la profezia di Franco Maio: «Andrete a giocare con il San Vito Chietino...». A Lanciano non si intravedono potenziali dirigenti di calcio. Candeloro, già sponsor Virtus, ha superato i tentennamenti dicendo: «No, grazie». Marfisi Carni sarebbe disposto a dare un contributo, non ad agire in prima linea. E allora si battono altre piste, fuori città. Arrivano chiamate e telefonate anche da fuori regione di gente che vorrebbe fare calcio a Lanciano. Ma nessuna sembra garantire un progetto affidabile. Ieri mattina ci sarebbe stato un incontro tra Pupillo e un imprenditore romano, Verdesca. Nel frattempo, va avanti la sottoscrizione popolare dei tifosi. Ma non basta.

C’è bisogno di una figura affidabile e solida per non vanificare il lavoro del procuratore Donato Di Campli che si è portato avanti creando la Pro Lanciano. Una scatola vuota da riempire con l’avvento del salvatore della patria, l’uomo che sta cercando Pupillo al quale i Maio hanno lasciato una grana di non poco conto.

@roccocoletti1

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