Renzetti: Zeman al Lugano un sogno Col boemo voglio andare in Europa

24 Giugno 2015

PESCARA. Tutto su Zeman. Angelo Renzetti, imprenditore nato a Pescara e cresciuto in Svizzera, è sempre stato affascinato dal calcio del boemo. Quest’anno il Lugano è tornato in serie A e il...

PESCARA. Tutto su Zeman. Angelo Renzetti, imprenditore nato a Pescara e cresciuto in Svizzera, è sempre stato affascinato dal calcio del boemo. Quest’anno il Lugano è tornato in serie A e il presidente del club ticinese lo ha corteggiato in modo spietato.

«Sono felicissimo», confessa Renzetti, «di averlo convinto. Zeman era in parola con il Pescara, ma quando ho capito che Sebastiani aveva cambiato idea sono diventato assillante. Ho rischiato di iniziare il campionato senza allenatore. I giornali qui mi hanno massacrato, ma alla fine la vicenda si è chiusa nel migliore dei modi».

La strategia dell’immobiliarista ha avuto successo. «Sono uscito allo scoperto perché bisognava accelerare i tempi. Non volevo rompere le uova nel paniere, ma semplicemente ottenere una risposta definitiva. Sebastiani aveva un’intesa con Zeman, ma dopo l'arrivo di Oddo si è trovato in difficoltà. L'unico modo per uscirne era quello di far passare un po' di tempo dopo la finale di Bologna e poi affidare la panchina al boemo».

Nel 2007 Renzetti è stato presidente del Delfino e tre anni fa è entrato nel Lugano. Da una settimana ha rilevato l’intero pacchetto azionario e l’arrivo di Zeman cambierà tante cose. «È un grande allenatore. Parla pochissimo, però con tre parole ti fa capire tutto. L'ho visto un po' preoccupato, perché i tempi sono stretti (il campionato inizia il 18 luglio, ndc), ma meglio di così non si poteva scegliere. Ci darà un gioco, un’etica e un’immagine mediatica. Non ci aspettiamo subito un calcio zemaniano. Lui deve conoscere i calciatori e la preparazione atletica non sarà completa. Comunque, nella Super League retrocede soltanto una squadra, perciò faremo un lavoro mirato. Contiamo di accelerare nella seconda parte, visto che in Svizzera a dicembre e a gennaio c’è la sosta. Il sogno è portare il Lugano nelle Coppe europee».

Varie sono le differenze con il calcio italiano. «Qui bisogna ottemperare a tre aspetti. Il primo economico-finanziario: per iscriversi alla serie A bisogna avere un budget di 8 milioni di euro, altrimenti scatta l’esclusione. Come negli altri aspetti della vita in Svizzera, anche nel calcio ci sono chiarezza, precisione e professionalità. Il secondo aspetto riguarda lo stadio, che deve avere una capienza di 8.000 spettatori; il terzo concerne la sicurezza. È obbligatorio avere un contratto con una società che tuteli l’incolumità degli spettatori. Negli ultimi anni, soprattutto a livello giovanile, il calcio svizzero è cresciuto molto. Nel 2009 l’Under 17 ha vinto i Mondiali e nel 2011 l’Under 21 ha conquistato il secondo posto agli Europei. Un risultato straordinario per un Paese di 7 milioni di abitanti».

Intanto, si profilano duelli di mercato con il Pescara, dal momento che Zeman ha chiesto a Renzetti alcuni calciatori che interessano anche al Delfino: gli atalantini Conti e Rosseti, l’interista Palazzi e i milanisti Piccinocchi e Modic. «Sì, vorrebbe quattro, cinque giovani desiderosi di affermarsi e ha fatto l’esempio di Immobile. Su quest’ultimo Zeman ha detto che quando è arrivato a Pescara aveva tanta fame, ora ne ha un po’ meno». Infine, una precisazione: «Ho letto che se non fosse arrivato Zeman avrei preso Oddo. È una bufala, anche se lo stimo molto, per me Massimo potrà diventare il nuovo Allegri».(g.t.)

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