Repetto: la storia si ripete Bologna ci porterà fortuna

7 Giugno 2015

Il dg del Pescara protagonista delle due promozioni conquistate nel 1977 e nel 79 «Stiamo meglio fisicamente, la squadra può fare gol in ogni momento della gara»

PESCARA. Allo stadio Dall’Ara sono legate (alcune) delle imprese più belle del Pescara. Due promozioni in serie A, la storica prima volta nel 1977 e la seconda due anni dopo. In entrambe le circostanze in campo c’era Giorgio Repetto. Dopo il pareggio nel primo atto della finalissima, il dg del Delfino continua a credere nel salto di categoria, anche se ora la bilancia pende un po’ di più dalla parte della squadra di Delio Rossi. «Abbiamo il 40%», afferma Repetto, «di possibilità di andare in serie A. Martedì andremo a Bologna per giocarcela a viso aperto. Comunque vada, essere arrivati fin qui è un motivo di grande soddisfazione». Nel corso del campionato sia il Pescara che il Bologna hanno avuto alti e bassi, ma alla fine sono riusciti a rimettersi in carreggiata. «Sì, entrambe le squadre non sono state continue nel rendimento, ma poi il valore degli organici è venuto fuori. Il Bologna ha una rosa costruita per stare in A, ma nelle tre partite in cui l’abbiamo affrontato non si sono notate grandi differenze. Inoltre, nel corso dei play off il Pescara ha trovato una continuità di risultati che lascia ben sperare per lo scontro di martedì. Tutti i calciatori sembrano rivitalizzati e finalmente stanno dimostrando le loro potenzialità».

Dopo il pareggio maturato all’Adriatico gli emiliani avranno due risultati su tre a disposizione per centrare la promozione in serie A. «È vero, però non credo che possano permettersi di gestire un’eventuale situazione di parità. Ad esempio, se dovessimo arrivare a 20 minuti dal fischio finale sul punteggio di 0-0, sono convinto che loro saranno più preoccupati di noi».

Secondo Rossi il risultato del match di andata è giusto. «Non sono d’accordo. Nel primo tempo non c’è stata partita. Loro hanno pensato soltanto a non prenderle, mentre noi abbiamo creato tre palle-gol nitide. E se l’arbitro ci avesse concesso il calcio di rigore la gara sarebbe cambiata. Nella ripresa c’è stato maggiore equilibrio, ma il Pescara ha colpito un palo clamoroso con Melchiorri. Paradossalmente con l’uscita di Matuzalem e l’ingresso in campo di Bessa il Bologna è apparso più vivace».

Nel finale è affiorata la stanchezza e i calciatori hanno perso la lucidità necessaria per rendersi pericolosi. «A livello fisico il Pescara attraversa un ottimo periodo di forma. Non dimentichiamo che il nostro è stato un vero e proprio tour de force: in due settimane abbiamo giocato cinque partite contro Livorno, Perugia, Vicenza due volte e Bologna, mentre la squadra di Rossi è alla sua terza sfida “vera”, dal momento che nell’ultimo turno di campionato ha ospitato il Lanciano già salvo. In ogni caso, la nostra condizione mi è sembrata più brillante». Dunque, per sperare nella promozione il Pescara dovrà segnare un gol in più dell’avversario. In questa stagione su 23 partite giocate fuori casa (play off compresi) solo tre volte i biancazzurri sono rimasti a secco: a Latina, Modena e proprio al Dall’Ara. «Sì, ma a Bologna abbiamo fallito diverse opportunità. Questo aspetta non mi preoccupa: prima o poi il gol riusciremo a farlo». Repetto indica un altro argomento che renderà diversa la seconda finale rispetto alla prima. «Nella gara di venerdì molti giocatori sono entrati in campo consapevoli di essere diffidati. Ne avevamo ben nove in odore di squalifica e molti hanno preferito evitare il rischio di saltare il match di ritorno. Martedì la musica cambierà». Preoccupano le possibili assenze di Bjarnason e Salamon. «Per quanto riguarda Birkir la società sta facendo tutto il possibile per trattenerlo, mentre sull’eventuale impiego di Salamon la decisione verrà presa in extremis dallo staff medico. Bartosz ha già detto che non ha alcuna intenzione di saltare la partita, ma le sue condizioni dovranno essere valutate».

Giovanni Tontodonati

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