Ricorso Schwazer la Corte federale spegne il sogno: addio Olimpiadi

ROMA. Addio Tokyo, non c'è più niente da fare, «da oggi Alex farà la persona qualunque e il papà». Le parole del suo tecnico Sandro Donati chiudono definitivamente il capitolo Schwazer dopo che anche...
ROMA. Addio Tokyo, non c'è più niente da fare, «da oggi Alex farà la persona qualunque e il papà». Le parole del suo tecnico Sandro Donati chiudono definitivamente il capitolo Schwazer dopo che anche la Corte federale svizzera ha respinto la domanda di sospensione della squalifica del marciatore altoatesino scagionato tre mesi fa dal gip di Bolzano per le accuse di doping. Ma il punto è che rimane sempre colpevole per la federazione internazionale di atletica e per la Wada e poi bocciato anche dal Tribunale di arbitrato dello sport di Losanna. Ora Schwazer potrebbe rivolgersi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, ma i tempi sono lunghissimi e per lui sarebbe comunque impossibile partecipare a quell'ultima Olimpiade. «Non c'è nessun tipo di rabbia o frustrazione», dice Schwazer, «sulla decisione del tribunale svizzero che non mi ha concesso la sospensione temporanea della squalifica. Avevamo solo questa possibilità visti tempi stretti e non ho nessun tipo di rimpianto. Dopo l'assoluzione a livello penale ho dato tutto quello che potevo dare in allenamento negli ultimi mesi, pur sapendo che sarebbe stato difficile che venisse sospesa la mia squalifica».

