Rivincita Di Tommaso: in Superlega con Siena

16 Maggio 2018

Il palleggiatore pescarese tra i protagonisti della promozione: «In Abruzzo nessuno credeva in me»

PESCARA. Un pescarese nell'olimpo della Superlega. Simone Di Tommaso, palleggiatore dell'Emma Villas Siena, è riuscito a conquistare la promozione grazie alla vittoria per 3-1 in gara-3 con la Monini Spoleto, chiudendo così la serie della finalissima play off sul 3-0. Traguardo storico per la città di Siena che trova per la prima volta nella storia la Superlega, dopo una scalata incredibile, che l’ha vista partire sei anni fa dalla C. Allo stesso tempo, soddisfazione doppia per il 36enne palleggiatore di Pescara, cresciuto nelle giovanili del Gabbiano Rosso e della Vianello, visto l'ampio spazio ritagliatosi in una stagione trionfale e da record. Una carriera quasi del tutto consumata fuori dall'Abruzzo, condita da cinque campionati vinti, di cui uno di B2, tre di B1 e l'ultimo di A2. Nella bacheca di Simone Di Tommaso vanno ad aggiungersi due coppe Italia, l'ultima la scorsa stagione sempre in A2 con la maglia dell'Emma Villas Siena.
La sua carriera sportiva, però, inizia su un rettangolo verde dando i calci ad un pallone nell'Ursus, squadra storica di Pescara fino a 11 anni. 176 centimetri, baricentro basso e piede destro raffinato, ma la via del calcio viene subito accantonata quando "contagiato" dal fratello Tiziano, decide di intraprendere la strada della pallavolo, nonostante un passato dal calciatore di papà Gianfranco. Quest'anno ha condiviso la cabina di regia dei senesi con l'ex Pineto e capitano di Siena Marco Fabroni, formando così una coppia ricca di esperienza al servizio di coach Juan Manuel Cichello.
Non è mai stato profeta in patria Simone Di Tommaso. Dopo i primi campionati nazionali con la Vianello e il Paglieta, la consacrazione è arriva fuori dall'Abruzzo, tra Matera, Potenza, Olbia, Civita Castellana, Aversa e Siena. «In Abruzzo in pochi hanno creduto in me. Allora ho deciso di andare via e trasferirmi a Matera, dove da giovanissimo sono riuscito a vincere la B1 e giocare titolare in A2. Da li è iniziata la mia umile carriera». Siena dopo gli anni d'oro del basket, ha riacceso l'entusiasmo del volley e del PalaEstra, teatro di mille battaglie cestistiche, riempito da oltre 3.500 persone nell'ultima gara che ha regalato la promozione in Superlega. «Scenario stupendo. Durante la stagione abbiamo avuto un supporto incredibile da parte del pubblico. Giocare con un pubblico così è da brividi. La società ha fatto un grandissimo lavoro e negli anni farà parlare di se. Questo è solo un primo tassello. Il treno di Siena è arrivato quasi sul finire della mia carriera. Due anni fa, quando si prospettò questa opportunità l'ho subito presa al volo, senza batter ciglio». Ancora incerto il suo futuro, con un contratto in scadenza e la voglia di intraprendere la carriera da allenatore. «Aver conquistato la Superlega in questo modo, è già un traguardo importantissimo per me. Non ho mai giocato nel massimo campionato e sicuramente sarà difficile provarci. Sono in scadenza e di futuro penso sia ancora presto per parlarne. Sì, ho voglia di intraprendere la carriera da allenatore, ma vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni. A 36 anni e con il livello altissimo della Superlega non sarà facile, ma una speranza c'è». La dedica è tutta per la famiglia: «I mie cari sono i primi tifosi e negli anni mi hanno sempre affiancato in tutte le scelte. Se sono arrivato a questi livelli è anche merito loro, che mi hanno cresciuto da sempre con sani principi».
Riccardo Di Persio
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