Roccaraso è portoghese Abruzzo in festa per il Giro

12 Ottobre 2020

All’Aremogna trionfa Guerreiro dopo una lunga fuga, Almeida resta in rosa

INVIATO A ROCCARASO. 208 km di sacrificio e sofferenza premiano il portoghese Ruben Guerreiro. Ben 20 i gradi di differenza tra Vieste, dove il giro è arrivato sabato, e la tappa che si è conclusa all’Aremogna. La San Salvo-Roccaraso è tutta lusitana con la vittoria di Guerreiro, per l’appunto, e la maglia rosa ancora sulle spalle di Almeida, anche lui portoghese come il trionfatore della nona tappa. Il tappone appenninico, duro ed imprevedibile, ha regalato un finale a sorpresa a 1.700 metri di quota, sopra Roccaraso. Particolarmente attesi e applauditi gli abruzzesi Giulio Ciccone, di Chieti, e Dario Cataldo, di Miglianico. Ha respirato aria di casa anche il ds dell’Androni Alessandro Spezialetti, pinetese doc, come Valentino Sciotti, che ha fatto gli onori di casa al traguardo di Roccaraso già intorno all’ora di pranzo: l’imprenditore di Crecchio è patron della Vini Zabù Ktm e sponsorizza la Pro Israel con il marchio Vini Fantini. Dopo la positività al Covid di Simon Yates, il giro è ripartito. Da San Salvo a Roccaraso, una tappa difficile e affascinante che non ha scombussolato la classifica, come si pensava, ma apportato qualche piccolo ritocco. L'unica notizia fra le nuvole d'Abruzzo, riguarda il Portogallo, nazione che ieri ha fatto il pieno nella corsa rosa grazie al 22enne Joao Almeida, da sette giorni in maglia rosa, e, soprattutto, il vincitore di tappa Ruben Guerreiro, amici nella vita lontani dalle strade e dalle bici. Guerreiro (EF Pro Cycling) è riuscito a battere, scattandogli in faccia a pochi metri dal traguardo, lo spagnolo Jonathan Castroviejo, uno specialista delle salite, ma soprattutto un corridore esperto, più abituato a certe scorribande in quota.
I due arrivano testa a testa a pochi metri dal traguardo dopo una fuga nata alle pendici del gran premio della montagna di Passo Lanciano insieme ad altri cinque corridori che con il passare dei chilometri si sono staccati.
Anche ieri, come quattro anni fa, il Giro d’Italia a Roccaraso parla straniero. Ha vinto un portoghese, mentre il 12 maggio 2016 a spuntarla fu il belga Tim Wellens, classe 1991, fuggito da solo quando mancavano sedici chilometri all’arrivo.
Il Portogallo esulta e l'Italia invece arranca, con Vincenzo Nibali solo sedicesimo al traguardo, scortato dal suo fido scudiero Ciccone. Il messinese è stato abile a guadagnare una manciata di secondi sulla maglia rosa; è sempre quinto nella classifica generale, ma ieri è stato scavalcato da Domenico Pozzovivo, ora quarto.
Lo “Squalo” della Trek, che non è riuscito a piazzare lo spunto vincente dopo avere fatto lavorare a lungo la propria squadra, ha perso tuttavia diversi secondi da Wilco Kelderman (14”) e da Jakob Fuglsang (14”). Anche se gli italiani non hanno brillato, il pubblico abruzzese non ha mai fatto mancare il proprio calore nella tappa più dura della prima parte del Giro, nonostante il mancato contatto con i campioni della bicicletta che rende questa manifestazione unica. Mancava, infatti, la carovana rosa e il contatto con i protagonisti, ma le strade d’Abruzzo hanno di nuovo regalato spettacolo e colori.
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