Roccaraso, bagno di folla per la carovana del Giro nel segno di Nibali e Pantani

Migliaia di appassionati sono saliti all’Aremogna a piedi e in bicicletta Striscioni, selfie, bandiere e anche dediche all’indimenticato Pirata
ROCCARASO. Ore 17.28: il belga Tim Wellens taglia il traguardo di Aremogna tra due ali di folla festante.
L'Abruzzo ha accolto alla grande il Giro d'Italia dopo 3 anni di attesa. In migliaia, fin dal mattino, si sono assiepati sulla salita finale – la prima del Giro – della sesta tappa per applaudire i corridori e gustarsi gli eventi collaterali della Corsa Rosa.
Uno spettacolo del genere, sulle strade di Roccaraso – imbandierata e addobbata di palloncini rosa – non lo si vedeva dal 1987 (vittoria di Argentin). Il tempo capriccioso e un vento a tratti piuttosto forte, in particolare verso l'ora di pranzo, non hanno scoraggiato gli appassionati del pedale a raggiungere la stazione sciistica dell'Alto Sangro da ogni angolo della regione. C'è chi è salito fino ai 1.572 metri di Aremogna in bicicletta e chi lo ha fatto con camper e roulotte. Come ogni arrivo in montagna che si rispetti, non potevano mancare i classici banchetti a base di fumanti arrosticini, salsiccia, panini e vino. Ai lati della strada, nell'ultimo chilometro, sono comparsi diversi striscioni e cartelloni. Il ciclista più acclamato è stato il teatino Giulio Ciccone (unico abruzzese in gara), accolto dagli amici del suo fan club muniti di una originale t-shirt gialla personalizzata. A Ciccone, tra l'altro, sono state riservate varie scritte sull'asfalto ("Forza Cicco", "Alè Ciccone", "Cicco 26"), come nel caso di Vincenzo Nibali. Quest'ultimo, con l'illusorio scatto a 2 km dal traguardo, ha scatenato il boato della folla, che si è poi subito tramutato in delusione quando la maglia rosa Dumoulin ha ripreso e staccato il campione siciliano. E non è passato inosservato un curioso cartello esposto da un tifoso dello Squalo di Messina (“Sono cresciuto a pane e Nibali”).
Non sono mancati i nostalgici di Marco Pantani, lo scalatore romagnolo scomparso nel 2004, il cui ricordo è sempre vivo attraverso slogan e bandiere sulle strade del Giro. Tra i corridori più acclamati, merita una citazione Stefano Pirazzi (compagno di squadra di Ciccone alla Bardiani Csf). I fondatori del suo fan club si sono presentati sulla salita di Aremogna con una maglietta rossa e la scritta: “Tutti pazzi per Pirazzi”; mentre c'è anche chi ha azzardato una frase, con rima annessa: “Se la tappa va a sprazzi, ad animare il Giro ci pensa Pirazzi”.
A intrattenere il pubblico, nell'attesa dell'arrivo dei corridori, hanno provveduto gli speaker di Rds, la radio ufficiale della manifestazione, con il sottofondo di musica da discoteca. Molta curiosità hanno destato l'interminabile serpentone della carovana pubblicitaria e il villaggio degli sponsor, posizionato nel piazzale a pochi metri dal traguardo. A catturare gli sguardi anche le splendide modelle con le maglie ufficiali del Giro. Qualche tifoso ne ha approfittato per un selfie con Maurizio Fondriest, ex campione del Mondo del 1988.
Gaetano Lombardino
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