Roma all’assalto del 2° posto sfida Champions col Napoli

25 Aprile 2016

ROMA. Per battere il Napoli e centrare il sogno Champions passando per la porta principale Luciano Spalletti ha bisogno di tutti, compresi Totti e Dzeko, i due tormentoni, per motivi diversi, del...

ROMA. Per battere il Napoli e centrare il sogno Champions passando per la porta principale Luciano Spalletti ha bisogno di tutti, compresi Totti e Dzeko, i due tormentoni, per motivi diversi, del momento. Alla vigilia di Roma-Napoli, spartiacque per l'Europa che conta, il tecnico giallorosso dopo le inquietudini e il nervosismo dei giorni scorsi arriva in conferenza stampa più sereno del solito e non si scuote nemmeno quando l'argomento è il solito: Francesco Totti, per il quale oggi potrebbe essere la penultima all'Olimpico.

Merito sicuramente della seduta vis-a-vis di sabato a Trigoria e del messaggio conciliante che il capitano, via social, ha voluto mandare a tutto l'ambiente, parole che - chiarisce il tecnico - «ho apprezzato tantissimo. Un messaggio da capitano». Svicola solo, e lo fa usando la lingua inglese, quando la domanda verte sul rinnovo contrattuale: «Chiedetelo a Pallotta. Lui conosce meglio la situazione. Siamo tutti in discussione fino alla fine di questo campionato. Si va avanti e dritti per questa strada», risponde prima di chiarire che tra lui e il capitano «non c'è nessuna rivalità. Io sono qui per portare dei risultati». Magari, riconosce, «posso essere stato un po’ rigido, brusco, duro ma questo è il mio ruolo».

Che ha portato a risultati impensabili appena tre mesi fa: «Quando sono arrivato qui, nessuno avrebbe immaginato di giocarsi questa partita ad armi pari. Questi ragazzi qui hanno fatto dei risultati straordinari e spesso non lo abbiamo sottolineato». Tutti, aggiunge, «hanno pedalato forte mettendosi a disposizione. Non avessi creduto in questo non sarei venuto ad allenare la Roma. Poi loro me l'hanno fatto vedere di volta in volta che sono forti».

Il merito va anche a Edin Dzeko, «un gran calciatore da Roma. Un giocatore che forse non ho sostenuto abbastanza, anche se non ha bisogno del mio sostegno. Se la Roma avesse avuto Higuain, dove sarebbe? Sono contento dell'apporto che Dzeko ha dato alla squadra per arrivare a questo punto».

«Io ho bisogno di tutti dentro la squadra e quando dico di tutti parlo anche di Totti perché nella penultima e ultima partita ci ha dato una mano. Però poi devo far crescere l'autostima negli altri, farli sentire importanti uguale ai fini del risultato». Gli esempi che ha davanti sono due e Spalletti li cita: «Il Leicester sta facendo certe cose perché è una squadra, la Juventus anche, pur avendo grandi individualità. E noi dobbiamo guardare quelli che sono più bravi di noi». Categoria in cui di diritto c'è anche l'avversario di oggi: «Il Napoli ha giocato il miglior calcio in questa stagione, per numeri, atteggiamento e continuità. Sono stati i più forti dopo la Juve ed è giusto siano in questa posizione».

Batterli significherebbe avvicinarsi alla Champions diretta «obiettivo importantissimo, fondamentale per i nostri tifosi e la nostra società». Sul fronte tecnico, Rudiger ha recuperato dal risentimento all'adduttore e sarà della partita e «gli altri sono tutti a disposizione». Totti o non Totti («La formazione la deciderò oggi»), l'unico interrogativo riguarda il terzo ruolo di centrocampo, con Keita ancora favorito su De Rossi, il tridente leggero davanti e Dzeko in panchina.