Roma ko, il terzo posto è in pericolo Sesta vittoria di fila per la Fiorentina

8 Aprile 2018

ROMA . Sei partite, sei vittorie. La Fiorentina viaggia spedita con un'invidiabile media-scudetto e risale la classifica; la Roma, invece, sprofonda in un pomeriggio denso di suggestioni primaverili,...

ROMA . Sei partite, sei vittorie. La Fiorentina viaggia spedita con un'invidiabile media-scudetto e risale la classifica; la Roma, invece, sprofonda in un pomeriggio denso di suggestioni primaverili, ma anche di pessimi auspici per i giallorossi, che - dopo i quattro gol di Barcellona, ne prendono altri due nell'Olimpico - vedono complicarsi la corsa per un posto nella prossima Champions. La Roma sembra sgonfia, poco lucida e in affanno. Ma soprattutto sfiduciata e in condizioni atletiche tutt'altro che incoraggianti. Finisce tra i fischi dei sostenitori giallorossi e i canti di quelli viola, che inneggiano al loro capitano Davide Astori. Rispetto alla sfida di Barcellona, Di Francesco lascia fuori 4 giocatori (De Rossi, Florenzi, Kolarov e Pellegrini) e rilancia Nainggolan. L'inizio è della Fiorentina, che si presenta con un 'albero di Natalè molto elastico e va in gol dopo soli 7': punizione dalla destra a spiovere in area, Fazio allontana sui piedi di Saponara che, da sinistra, mette al centro per Benassi, il cui esterno destro s'infila rasoterra nella porta di Alisson. La Roma reagisce e in pochi minuti sfiora il pari quattro volte con Strootman, Manolas, Dzeko (palo esterno) ed El Shaarawy. Ma al 39' Simeone s'incunea in area da posizione centrale, supera in velocità Peres e Manolas, quindi batte in uscita Alisson, mandando al tappeto la Roma per la seconda volta. È il colpo del ko, anche se manca tanto all'epilogo. La ripresa si apre con una super-parata di Sportiello, che alza il muro. Tante occasioni sciupate dai giallorossi, ma non è proprio giornata e la conferma arriva quando Schick di testa timbra la traversa. Sul successivo angolo altra traversa, di Fazio.
«Niente è girato bene», ha detto Di Francesco, «abbiamo creato tanto e non siamo riusciti a segnare, abbiamo subito due tiri e preso due gol. Abbiamo dei demeriti, perché non siamo concreti. Dobbiamo accettare il risultato, stare zitti e andare a casa. Ora testa al Barcellona».