Roma sommersa dai fischi Il quarto posto si allontana

1 Aprile 2019

Pallotta furioso su Twitter: «Il tempo delle scuse è finito, nessuno ha più alibi» Ranieri: «Non penso a dimettermi, sono venuto sapendo cosa c’era in ballo» 

ROMA. Vince il Napoli, sprofonda la Roma, sommersa dai fischi dei propri tifosi dopo aver perso per 1-4 all'Olimpico. La squadra di Ancelotti consolida il secondo posto alle spalle della Juventus, quella di Ranieri invece non approfitta del passo falso del Milan con la Samp e subisce anzi il sorpasso in classifica dell'Atalanta. Il quarto posto che vale la qualificazione alla Champions appare sempre più distante per i giallorossi, reduci da quattro sconfitte nelle ultime cinque partite giocate. Da Boston si alza la voce del padrone, infuriato per l'ennesima pessima prestazione. «La partita con la Spal è inaccettabile, quella di oggi è stata anche peggiore», attacca James Pallotta via Twitter, «tutti sanno cosa è andato storto quest'anno e per questo abbiamo dovuto cambiare. Ma il tempo delle scuse è finito. I giocatori devono lottare e mostrare che hanno le palle. Nessuno ha più alibi».
«Stiamo cercando di fare di tutto per correre ai ripari ma in un momento così particolare è dura prendere gol al primo affondo del primo tempo. Poi siamo riusciti a pareggiare, e onestamente non so come, però alla prima sortita della ripresa abbiamo subito il secondo gol». Questa l'analisi di Claudio Ranieri, che ammette: «Gli altri corrono di più e ti mettono in mezzo. È difficile lavorare, ma non ci arrendiamo, questo è poco ma sicuro, e cercheremo di fare del nostro meglio. Siamo tutti sulla stessa barca, anche se io sono salito da poco, e cerchiamo adesso di portarla in porto nel miglior modo possibile. Pentito di essere tornato? Mai. E non penso a dimettermi perché sono venuto sapendo cosa c'era in ballo. Devo fare quadrato con squadra, società e tifosi in questo momento difficile e salvare il salvabile». Per il tecnico giallorosso il problema principale della squadra è fisico perché tanti giocatori «si sono potuti allenare poco per colpa degli infortuni e degli impegni. Giocavano e non si allenavano. Stiamo in questa condizione, più di tanto non posso farli lavorare. Zaniolo in panchina? Venerdì è stato poco bene a causa di un virus intestinale e mi ha chiesto di non giocare dall'inizio. La contestazione dei tifosi? È normale quando non giochi bene e perdi. Adesso ci dobbiamo isolare e reagire perché tra due giorni abbiamo una partita (con la Fiorentina, ndr), e poi un'altra subito dopo (a Genova con la Samp, ndr). Dobbiamo fare come i pugili, stare coperti e prendere meno botte in faccia perché fanno male. Mi auguro che almeno le partite ci facciano da allenamento».
Lo scoramento romanista è controbilanciato della soddisfazione che si respira in casa Napoli. «Mi aspettavo una prestazione così della mia squadra. Abbiamo fatto molto bene, forse troppo leziosi nel primo tempo, dovevamo gestire meglio, ma poi siamo stati bravi nella ripresa», spiega Carlo Ancelotti, «dobbiamo crescere mentalmente, ma vincere qui a Roma è importante per l'autostima, oltre che per i punti. Ci serve perché affrontiamo un periodo molto importante e vogliamo essere pronti».