Roseto poco lucido: a Imola arriva il ko dopo tredici vittorie

Terza partita in una settimana: la stanchezza si sente La Liofilchem soffre in attacco e cede ai padroni di casa
imola64
roseto52
IMOLA: Trapani 13, Carnovali 15, Fazzi 2, Cusenza 2, Vigori 4, Corcelli 5, Trentin 6, Wiltshire 7, Calabrese 10, Fussi, Guidi. Allenatore: Grandi
ROSETO: Gaeta , Zampogna , Di Emidio ne, Bassi , Mei 2, Ruggiero 2, Pastore 16, Amoroso 10 , Mraovic 2 , Nikolic 11, Serafini 6. Allenatore: Quaglia
Arbitri: Marzo e Galluzzo
Note: parziali: 11-10, 32-25, 46-32, 64-52; usciti per falli Zampogna. Antisportivo a Pastore al 11’. Imola tiri da due 14/39, tiri da tre 8/31, tiri liberi 12/16, rimbalzi 51, assist 12. Roseto tiri da due 12/30, tiri da tre 5/31, tiri liberi 13/19, rimbalzi 47, assist 4.
IMOLA
Roseto rompe la striscia di tredici vittorie di fila cadendo in trasferta 64-52 contro l’Andrea Costa Imola, dopo una gara soffertissima in attacco e con percentuali deficitarie. La Liofilchem incappa in una giornata no, dimostrando in primis poca lucidità nel leggere le varie difese avversarie di coach Grandi ed intestardendosi a tratti nel solo tiro da tre punti (16%) con scarsi risultati.
Mei e compagni paiono approcciare bene il match, salvo incartarsi sin da subito in numerose palle perse (15 alla fine), lasciando ai padroni di casa fiducia e sin troppe penetrazioni.
Trapani corre e ubriaca gran parte della difesa di Ruggiero e compagni che, a loro volta, quando tentano la carta della zona vengono puniti da Wiltshire, Corcelli e un Carnovali esplosivo. Nikolic nel primo tempo si carica i compagni sulle spalle, ma al terzo fallo si spegne, come succede anche ai compagni.
La chiave è nella terza frazione, quando Roseto segna solo ai liberi eccetto una penetrazione di Pastore. Troppo poco e troppi errori per uscire indenni al cospetto di difese granitiche e sempre in raddoppio di Imola, che sporca ogni passaggio. Come sottolineato anche da coach Quaglia in conferenza stampa, i suoi ragazzi sono troppo spesso in balia del piano partita imolese, costretti a non correre e giocare a ritmo e punteggio basso.
Poi, quando la stanchezza per i tre match in sette giorni inizia a mordere le gambe dei giocatori in canotta azzurra, si capisce che anche le sfuriate sotto canestro di Amoroso non potrebbero bastare alla causa per proseguire nel filotto record di gioie. Il massimo vantaggio casalingo (54-35 al 38') con le due bombe di fila di Calabrese certifica una sconfitta quasi storica per la Liofilchem, che arranca e non riesce a reagire neppure dopo i time out chiamati dallo staff tecnico abruzzese.
La situazione naufraga al cospetto di un Andrea Costa rognosa, ben diversa da quella sepolta al Palamaggetti ad ottobre scorso. Un ko pesante, che farà pensare il coach fin da questa settimana, ma che potrebbe essere un toccasana per far tornare con i piedi per terra la squadra e capire che ogni sfida include insidie e pericolosità. Solo così si potrà ripartire con ancora più cattiveria, migliorando dagli errori commessi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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IMOLA: Trapani 13, Carnovali 15, Fazzi 2, Cusenza 2, Vigori 4, Corcelli 5, Trentin 6, Wiltshire 7, Calabrese 10, Fussi, Guidi. Allenatore: Grandi
ROSETO: Gaeta , Zampogna , Di Emidio ne, Bassi , Mei 2, Ruggiero 2, Pastore 16, Amoroso 10 , Mraovic 2 , Nikolic 11, Serafini 6. Allenatore: Quaglia
Arbitri: Marzo e Galluzzo
Note: parziali: 11-10, 32-25, 46-32, 64-52; usciti per falli Zampogna. Antisportivo a Pastore al 11’. Imola tiri da due 14/39, tiri da tre 8/31, tiri liberi 12/16, rimbalzi 51, assist 12. Roseto tiri da due 12/30, tiri da tre 5/31, tiri liberi 13/19, rimbalzi 47, assist 4.
IMOLA
Roseto rompe la striscia di tredici vittorie di fila cadendo in trasferta 64-52 contro l’Andrea Costa Imola, dopo una gara soffertissima in attacco e con percentuali deficitarie. La Liofilchem incappa in una giornata no, dimostrando in primis poca lucidità nel leggere le varie difese avversarie di coach Grandi ed intestardendosi a tratti nel solo tiro da tre punti (16%) con scarsi risultati.
Mei e compagni paiono approcciare bene il match, salvo incartarsi sin da subito in numerose palle perse (15 alla fine), lasciando ai padroni di casa fiducia e sin troppe penetrazioni.
Trapani corre e ubriaca gran parte della difesa di Ruggiero e compagni che, a loro volta, quando tentano la carta della zona vengono puniti da Wiltshire, Corcelli e un Carnovali esplosivo. Nikolic nel primo tempo si carica i compagni sulle spalle, ma al terzo fallo si spegne, come succede anche ai compagni.
La chiave è nella terza frazione, quando Roseto segna solo ai liberi eccetto una penetrazione di Pastore. Troppo poco e troppi errori per uscire indenni al cospetto di difese granitiche e sempre in raddoppio di Imola, che sporca ogni passaggio. Come sottolineato anche da coach Quaglia in conferenza stampa, i suoi ragazzi sono troppo spesso in balia del piano partita imolese, costretti a non correre e giocare a ritmo e punteggio basso.
Poi, quando la stanchezza per i tre match in sette giorni inizia a mordere le gambe dei giocatori in canotta azzurra, si capisce che anche le sfuriate sotto canestro di Amoroso non potrebbero bastare alla causa per proseguire nel filotto record di gioie. Il massimo vantaggio casalingo (54-35 al 38') con le due bombe di fila di Calabrese certifica una sconfitta quasi storica per la Liofilchem, che arranca e non riesce a reagire neppure dopo i time out chiamati dallo staff tecnico abruzzese.
La situazione naufraga al cospetto di un Andrea Costa rognosa, ben diversa da quella sepolta al Palamaggetti ad ottobre scorso. Un ko pesante, che farà pensare il coach fin da questa settimana, ma che potrebbe essere un toccasana per far tornare con i piedi per terra la squadra e capire che ogni sfida include insidie e pericolosità. Solo così si potrà ripartire con ancora più cattiveria, migliorando dagli errori commessi.
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