Roseto si gode Sherrod: possiamo rimanere in alto

11 Novembre 2016

Basket A2, il pivot Usa ha già conquistato tecnici e compagni «In attacco mi viene naturale giocare con Amoroso e Fattori»

ROSETO. Che le cose girino bene in casa Roseto Sharks, lo si vede anche dalle prestazioni dell’ultimo arrivato, l’americano Brandon Sherrod. Per lui, dopo la comparsata di 3’ nella gara vinta contro Udine, domenica scorsa è arrivato il momento del vero esordio, anche a causa dell’infortunio subìto dal pivot Paci. E nella gara vinta sul difficile campo di Forlì (che aveva un bel 3-0 di vittorie casalinghe, prima di affrontare gli Sharks), Sherrod si è fatto sentire: il tabellino a fine gara recitava 12 punti e 7 rimbalzi in 22’ di impiego, tirando col 60% dal campo, a cui aggiungeva anche 3 recuperi e un assist: niente male per essere l’ultimo arrivato.

«Sono molto contento di questo esordio», racconta l’americano, «si è creato subito un buon feeling con giocatori e staff tecnico, cosa che ha reso più semplice entrare nel gruppo, anche fuori dal campo». Secondo il coach, c’è ancora da lavorare per inserire bene Sherrod negli schemi, e portarlo a un livello più alto di preparazione fisica: «Sono un lavoratore e non mi tiro indietro», sorride l’americano dalle mani grandissime. «A Forlì ho lavorato duro in difesa, come mi aveva chiesto l’allenatore; in attacco poi, è stato quasi naturale giocare con Amoroso e Fattori, anzi sono sicuro che sarà lo stesso anche farlo con Paci, quando rientrerà. È gente con cui è facile trovare la propria posizione sul parquet».

Come pivot non arriva a 2 metri, eppure in difesa ha dimostrato di saper tenere sia le ali grandi che i pivot: «In realtà ritengo di poter difendere bene anche sulle ali piccole, con la mia velocità di gambe», precisa Brandon, «diciamo che sono un difensore che si applica, questa è una caratteristica che curo molto negli allenamenti con l’intenzione di migliorarmi. Il coach sa che può impiegarmi come vuole, intensità e grinta saranno sempre al massimo».

Sherrod ha trovato la squadra al primo posto: «Abbiamo i nostri obiettivi, ma penso che se riusciremo a rimanere concentrati ogni partita, come abbiamo fatto a Forlì quando nel terzo quarto abbiamo piazzato il parziale di 19-0, e difendendo con grande energia, potremo provare a rimanere in alto». I tifosi si godono Sherrod, che sta facendo vedere caratteristiche che gli potrebbero valere il soprannome di “Mister Utilità”; del resto è un atleta che ha anche una dimensione stimolante lontano dal parquet: un paio d’anni fa smise di giocare per andare in tournée mondiale con i Whiffenpoofs, il più antico coro universitario a cappella degli Usa. E chissà che non trovi il tempo quest’anno per incidere un disco.

Marco Rapone

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