Salta anche Juve-Milan sport verso le porte chiuse

Dal vertice in Prefettura arriva lo stop al ritorno della semifinale di coppa Italia Il Comitato tecnico scientifico: «Niente partite aperte al pubblico per 30 giorni»
MILANO. Fra liti e veleni, con l'Inter decisamente contraria, la serie A sembra aver trovato una quadra sui rinvii nel calendario, ma ora sul calcio pende una nuova spada di Damocle. Lega e club attendono di capire come il governo trasformerà in decreto l'indicazione del Comitato tecnico scientifico voluto dal premier Giuseppe Conte per affrontare l'emergenza coronavirus. L'input è evitare per 30 giorni in tutta Italia manifestazioni, anche quelle sportive, che comportino l'affollamento di persone e il non rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro. Una raccomandazione che, secondo quanto si aspettano i presidenti dei club, dovrebbe tradursi in porte chiuse. Intanto, mentre ieri da Roma arrivava questa evoluzione, nella riunione in Prefettura a Torino si decideva il rinvio a data da destinarsi della semifinale di coppa Italia Juventus-Milan di stasera.
Rischio porte chiuse. Diversi club ritenevano che già ieri il governo potesse prendere un provvedimento sulle porte chiuse. Ci stanno pensando seriamente Liga spagnola, Ligue 1 francese, Premier League inglese e Bundesliga tedesca per non fermare il campionato, come avvenuto in Svizzera. E il governo di Madrid ha «raccomandato» di far disputare senza pubblico Valencia-Atalanta in Champions e Getafe-Inter di Europa League. Quella era anche una settimana fa la linea della Lega per Juve-Inter, che è stata rinviata sabato, alla vigilia, dal presidente della Lega, Paolo Dal Pino, (stessa sorte per altre cinque gare della settima giornata di ritorno) con una mossa che ha fatto infuriare l'Inter ma anche altri club. Per non fare brutta figura all'estero con gli spalti vuoti, il calcio italiano ne ha fatta una forse peggiore davanti all'Italia impegnata a contrastare la crisi sanitaria.
Un cortocircuito fra accuse, veleni, e lunghe trattative, di cui i protagonisti raccontano le pressioni di Agnelli, i continui cambi di scenario per le limitazioni previste dai decreti del governo, l'intervento del numero uno della Figc Gabriele Gravina e il presidente dell'Inter Zhang, quando la tensione sembrava scemata, insultava Dal Pino definendolo «pagliaccio».
I recuperi. Andrà deserta l'assemblea di Lega di oggi a Roma, perché 18 club hanno già approvato il calendario con Juventus-Inter lunedì, il big match da 5 milioni di euro di incasso per il club bianconero destinato quanto meno alle porte chiuse. Come una settimana fa. Non è chiara la posizione del Napoli, Marotta alla proposta del Consiglio ha detto no, chiedendo di recuperare la gara con la Juve dopo quella con la Sampdoria, ancora non fissata.
La bozza di calendario prevede subito i recuperi della 7ª giornata di ritorno: sabato Samp-Verona, domenica Udinese-Fiorentina, lunedì alle 18,30 Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia, e alle 20,45 Juventus-Inter. Poi il campionato slitterà di una giornata, con un'infrasettimanale in più il 13 maggio. Tre partite del sesto turno, Torino-Parma, Verona-Cagliari e Atalanta-Sassuolo, saranno programmate mercoledì 18 marzo. Ma se e come si giocherà ora dipende dal governo.
Olimpiadi a rischio. Luglio sembra lontano ma lo spettro del coronavirus allunga la paure anche sulle Olimpiadi, e dal Giappone arrivano nuovi allarmi sul loro svolgimento.
La ministra alle Olimpiadi, Seiko Hashimoto, che ha ventilato l'ipotesi di uno spostamento dei Giochi, magari solo di qualche mese, rilevando che il contratto col Cio prevede lo svolgimento entro la fine dell'anno se l'emergenza dovesse prolungarsi.
Il presidente del Cio, Thomas Bach, ha indirettamente replicato con una dichiarazione improntata all'assoluto ottimismo, «Tokyo 2020 si svolgerà con successo, a partire dal 24 luglio e fino al 9 agosto», mentre da metà febbraio a Losanna opera una task force dedicata all'emergenza.
Angelo Caradonna

