Sant’Anna ultimo in classifica nel girone B ma campione di solidarietà per la Tanzania

11 Marzo 2020

CHIETI. Ultima sì, ma solo sul campo. E' il caso del Sant'Anna, fanalino di coda (a zero punti, unico caso in Abruzzo) del girone B di Seconda categoria. Una stagione da dimenticare, ma non sul piano...

CHIETI. Ultima sì, ma solo sul campo. E' il caso del Sant'Anna, fanalino di coda (a zero punti, unico caso in Abruzzo) del girone B di Seconda categoria. Una stagione da dimenticare, ma non sul piano della solidarietà, dove invece il club teatino, autore di un gran bel gesto, rappresenta semmai un modello da imitare. «Tutto è nato», spiega il vice-presidente Mirko Palombaro, «da una iniziativa di mio fratello Stefano, che un mese fa, alla vigilia di una vacanza organizzata con la fidanzata Deborah a Zanzibar (Tanzania), ebbe modo di rendersi conto, tramite alcune associazioni locali, di quanto, la gente di quei posti fosse sprovvista di tutto». In assenza del diretto interessato, in questi giorni super impegnato (per ovvie ragioni) nel suo ruolo di infermiere nel reparto di terapia intensiva neonatale dell'ospedale di Pescara, spetta proprio a Mirko entrare nel merito della questione: «Appurata la cosa, Stefano si è dato subito da fare, raccogliendo alimenti, prodotti destinati all'igiene personale, materiale didattico e quant'altro potesse soddisfare le tante esigenze della popolazione locale. Poi, però, ha pensato anche ai bimbi che da quelle parti giocano a calcio e così, da ex tesserato del club, ha decido di coinvolgere anche noi. Che pur non passandocela granchè bene, abbiamo da subito aderito con entusiasmo, regalando loro diversi palloni (da calcio e anche da volley, ndc), affinchè potessero utilizzarli al posto di quelli, fatti di stracci o corde, con cui abitualmente giocano in strada. Un piccolo contributo, il nostro, fatto però col cuore. Che si è riempito di gioia quando, successivamente, mio fratello ci ha inviato decine di foto che ritraevano ragazzini sorridenti, intenti ad aprire i pacchi ricevuti».
Soddisfazione che ha fatto passare in secondo piano le pene di una stagione calcistica, come detto, da dimenticare. «È vero, avendo sin qui fatto incetta di record negativi, ma per capire come si sia arrivati a questo, occorre fare un passo indietro».
Prego.... «Alla fine della scorsa stagione», svela Mirko Palombaro, «la dirigenza in carica aveva deciso di mollare, inducendo me e l'attuale presidente Nevio Checchia, a subentrare, pur di non perdere l'affiliazione alla Figc, che dura dal 1976. I problemi sono però sorti dalla totale incertezza relativa alle strutture di gioco, che ha indotto tutti i tesserati a trasferirsi altrove. Basti pensare che a settembre, poco prima dell'inizio del campionato, avevamo meno di dieci atleti a disposizione e che, fino a dicembre, abbiamo giocato senza portiere di ruolo. Ecco spiegati quindi i risultati ed è anche il motivo», conclude Palombaro, «per cui desidero ringraziare gli amici e gli studenti universitari che hanno accettato di giocare con noi, e i Comuni di Ripa Teatina e San Giovanni Teatino, per averci consentito di usufruire dei loro impianti».
Stefano De Cristofaro
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