Sarri disegna la sua Juventus: «Bella e cinica: voglio vincere»

28 Giugno 2019

TORINO. Cambiare senza stravolgere, guardare al futuro senza dimenticare gli anni, e le vittorie, di Allegri. A una settimana dalla presentazione ufficiale di Maurizio Sarri inizia a delinearsi la...

TORINO. Cambiare senza stravolgere, guardare al futuro senza dimenticare gli anni, e le vittorie, di Allegri. A una settimana dalla presentazione ufficiale di Maurizio Sarri inizia a delinearsi la nuova Juventus. Quella che dovrà «divertirsi e far divertire, coniugando vittorie e risultati positivi», sostiene il tecnico per la gioia della società che lo ha scelto e dei tifosi bianconeri, che sperano di perdonargli presto il suo passato al Napoli. «È un’eredità difficile, è una società che ha vinto tanto», ammette Sarri nella sua prima intervista a Juventus Tv. «Sarà difficile ripetere i risultati di questi ultimi cinque anni». Anche perché la concorrenza si sta rafforzando. «Sarà un campionato frizzante», dice. «Torna Conte in una società ambiziosa come l’Inter, Giampaolo finalmente potrà allenare una grande, senza dimenticare Ancelotti con il Napoli. Fonseca ha grandi doti e al Sassuolo c’è l’emergente De Zerbi». L’obiettivo è scaricare le responsabilità dalle spalle dei bianconeri, nonostante la presenza di Ronaldo e il possibile arrivo di altri campioni. «Dobbiamo dimenticare le responsabilità, divertire e divertirci. Tenteremo di giocare più palloni, questa è una filosofia di gioco». Resta però fondamentale che nel corso della stagione emerga quel cinismo che aveva reso grande la Juventus di Allegri, quella dei cinque scudetti consecutivi e delle due finali di Champions League. «Vorrei che la squadra conservasse alcune caratteristiche di Allegri. Sembrava a un passo dal finire sotto, ma poi ti schiacciava. Resistere alle difficoltà e poi distruggere l’avversario in 10’». Lo sa bene il tecnico ex Napoli, propositivo e dominante contro la Juventus ma spesso sfortunato nel capitalizzare. «Fino a un anno prima era la nemica storica con cui avevo combattuto anche in maniera forte: se non tiri fuori il 120% non puoi pensare di sconfiggerla». Il sogno di Sarri è che sia lo stesso anche per la sua Juventus. Perché «quando ti alzi la mattina l'obiettivo è uno: vincere». Anche in Europa, nonostante il livello delle avversarie sia superiore. «Bisogna viverla per quello che è, una Juve così straripante fa pensare a tutti che possa essere lo stesso in Europa», conclude, «ma il nostro movimento, purtroppo, oggi non è questo».