Scudetto e libri, Ricci l’insaziabile: ora la laurea

L’ala teatina ha vinto il tricolore con l’Armani Milano: «Grande gioia, il mio obiettivo è finire l’università»
CHIETI . «Volevamo chiuderla qui. Davanti ai nostri tifosi che hanno meritato forse anche più di noi questo successo». Stato d’animo che schizza dal tumulto festante del dopopartita, Giampaolo Ricci ha impiegato davvero poco per entrare nel cuore e nei cori dei tredicimila spettatori del Forum dove l’Olimpia Milano ha conquistato il 29° scudetto superando in gara 6 la Virtus Bologna. E non può mancare la foto con i genitori per “Pippo” Ricci, lo scorso anno capitano proprio delle V nere.
Cambiano i colori di fondo, resta l’immagine di un giovanotto partito quindici anni fa da Chieti per provare a diventare un giocatore di basket.
«Non pensavo alla categoria dove sarei potuto arrivare. Volevo provarci e basta. Tanta gavetta, molti sacrifici ma, soprattutto, il desiderio di migliorare. Poi un giorno finisci per entrare in uno spogliatoio ed incontrare campioni come Belinelli e Teodosic. Così, tanto per fare qualche nome. Ecco, lì devi solo ascoltare. Stringere i denti e dare il massimo per ripagare la fiducia del tecnico quando ritiene che puoi tornare utile».
Un prezioso contributo che non è mai mancato dopo un continuo salire di categoria. La svolta della carriera?
«L’incontro con coach Meo Sacchetti che, sia a Cremona che nella nazionale azzurra, mi ha dato spazio e fiducia. Non gli sarò mai abbastanza grato per tutto ciò che ha rappresentato per me».
Nel trionfo dell’Olimpia, un piccolo spazio se lo conquistato anche un altro ragazzo di Chieti, il 16 Samuele Miccoli, cresciuto nel vivaio del Magic ed ora tra i protagonisti nelle giovanili della formazione milanese con la soddisfazione dell’esordio in serie A.
«Gli ho appena regalato la mia maglia. Samuele ha un carattere solare e positivo. Si impegna parecchio e coach Messina lo vede bene pur non risparmiandogli i suoi solenni rimbrotti».
Beh, essere oggetto di una ramanzina da parte di un tecnico come Ettore Messina, in fondo, è il sogno di ogni ragazzo che si avvicina al basket.
«È un grande allenatore, estremamente esigente nel cercare di tirar fuori il meglio dai propri giocatori. Quel qualcosa che, il più delle volte, finisce per fare la differenza all’interno di una organizzazione perfetta come quella dell’Olimpia che sta chiedendo strada con decisione anche in Eurolega. Un'avventura davvero fantastica».
Cosa c’è nell'immediato futuro di Giampaolo Ricci, legato a Milano per un altro anno?
«Un ritorno a casa, magari per festeggiare in famiglia anche la promozione nella serie A1 di volley di mia sorella Maria Irene che gioca a Macerata. La nazionale? Non so se sarò tra i convocati di Pozzecco che ho avuto come vice allenatore all’Olimpia. Vedremo. Frò le vacanze la mia fidanzata Silvia, puntualmente chiamata a sopportare i miei sbalzi di umore, e poi, insomma, ci sarebbe anche l’ultimo esame per la laurea in matematica. Se ne parlerà in autunno».
Giuseppe Rendine

