Sebastiani-Iannascoli, lunedì prossimo la resa dei conti al tribunale dell’Aquila

28 Maggio 2018

PESCARA. Stavolta potrebbe esserci davvero la resa dei conti. Lunedì prossimo al tribunale delle imprese dell’Aquila ci sarà un nuovo scontro tra l’ex amministratore delegato e attuale socio del...

PESCARA. Stavolta potrebbe esserci davvero la resa dei conti. Lunedì prossimo al tribunale delle imprese dell’Aquila ci sarà un nuovo scontro tra l’ex amministratore delegato e attuale socio del Pescara, Danilo Iannascoli, e il presidente Daniele Sebastiani. Un’udienza forse decisiva nella battaglia legale tra i due principali azionisti del Delfino (Sebastiani possiede poco più del 50% delle quote, Iannascoli quasi il 30%); anche perché, si tratta del primo appuntamento dopo la conclusione del lavoro del commercialista teramano Massimo Mancinelli, l’ispettore nominato dal tribunale per fare luce sui bilanci della società 2015 e 2016, che secondo Iannascoli presentano delle irregolarità.
Mancinelli, al termine di una verifica iniziata lo scorso agosto, tre mesi fa ha depositato la relazione. Il documento consegnato ai giudici sostiene quasi tutte le eccezioni sollevate dagli avvocati di Iannascoli, Marco Sanvitale e Giovanni Di Bartolomeo, che chiedono la revoca degli attuali amministratori della società. Ora la palla passa al giudice che al termine dell’udienza prenderà una decisione.
Sebastiani si è sempre detto convinto di aver operato in modo legittimo. Mancinelli, invece, la pensa diversamente. Ad esempio, l’ispettore contesta la documentazione relativa all'emissione di biglietti omaggio per i bilanci del 2015 e 2016, l'iscrizione dei crediti per imposte anticipate pari a 3.358.334 euro e l'omessa rilevazione del debito di 1.480.000 verso l'Envigado per l'acquisto di Quintero, tutti nel bilancio del 2015. Tre punti su cinque contestati da Iannascoli che, secondo Mancinelli, se fossero stati riportati correttamente avrebbero portato il passivo da 4,6 a 9,8 milioni di euro. Poi ci sono le contestazioni al bilancio 2016, ritenute fondate da Mancinelli: illegittima iscrizione di crediti per imposte anticipate, insufficienza del fondo svalutazione crediti, l'illegittima considerazione nell'attivo di crediti inesigibili (400.000 euro dal Wanderers per l'attaccante Rodriguez) e l'errata rilevazione del debito verso un fornitore. Secondo Mancinelli, «se i vari punti fossero stati trattati in modo corretto, la perdita sarebbe stata di poco più di 5 milioni di euro contro 720 mila euro rilevati dalla società».
Infine, nei giorni scorsi la Cassazione ha accolto il ricorso di Iannascoli, il quale si era opposto alla decisione del tribunale dell’Aquila che, in merito alle controversie sul bilancio 2015, si era dichiarato incompetente accogliendo la tesi difensiva di Sebastiani. I legali del presidente si erano appellati alla cosiddetta “clausola arbitrale” (presente nello statuto del club), in base alla quale le controversie tra soci non possono essere portate in tribunale. Ma tale clausola, secondo la Cassazione, non può essere applicata per le questioni di bilancio e una nuova udienza ci sarà il 24 settembre. (g.t.)
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