Sebastiani, una furia contro l’arbitro «Abbiamo giocato in 12 contro 10»

PESCARA . Furia Sebastiani contro l’arbitro. Nel post partita il presidente del Pescara attacca duramente il direttore di gara, Giaccaglia di Jesi. «Questo pareggio è una beffa», dice Daniele...
PESCARA . Furia Sebastiani contro l’arbitro. Nel post partita il presidente del Pescara attacca duramente il direttore di gara, Giaccaglia di Jesi. «Questo pareggio è una beffa», dice Daniele Sebastiani, dopo il 2-2 finale. «Ci sono stati troppi errori arbitrali. Eravamo in vantaggio di due reti e il match si è riaperto con l’espulsione ingiusta di Gyabuaa. Il primo giallo preso dal nostro centrocampista è inesistente. A un certo punto della partita abbiamo giocato 12 contro 10. Aggiungo altri due episodi sfavorevoli. Il calcio di punizione del 2-1 nasce da un fallo laterale invertito dall’arbitro. La rimessa era nostra, invece è stata assegnata al Monterosi, nonostante il quarto uomo fosse a pochi metri di distanza. Mi chiedo cosa ci facciamo quattro persone in campo se poi la decisione viene presa da quella più lontana dall’azione. Infine, Cancellieri doveva essere espulso per il fallo su Saccani, che avrebbe potuto involarsi da solo verso la porta avversaria». È inviperito il presidente. A dieci minuti dalla fine, sul 2-0 per i biancazzurri, i tre punti sembravano in cassaforte, invece… «Siamo stati poco fortunati, se Cuppone anziché colpire il palo avesse segnato avremmo chiuso definitivamente la partita. Dispiace per questo mezzo passo falso», chiude Sebastiani che ha seguito la gara in tribuna accanto a Massimo Ferrero, ex presidente della Sampdoria, «ma, ripeto, a mio giudizio la direzione arbitrale è stata pessima».
Diversa l’analisi di Alberto Colombo.
Il tecnico biancazzurro evita le polemiche e si concentra sugli errori commessi dalla sua squadra. «Faccio una premessa», le parole di Colombo, «mi aspettavo tante difficoltà e lo avevo detto alla vigilia. Comunque, fino al gol dell’1-0 abbiamo tenuto bene il campo, invece, dopo il vantaggio, paradossalmente abbiamo abbassato la tensione, ci siamo rilassati pensando di poter gestire la partita. Se vogliamo crescere non deve succedere».
La scelta di schierare Tupta a destra in attacco non ha dato le risposte sperate. «Il Monterosi gioca bene e spinge molto sulle fasce, quindi avevo bisogno di esterni offensivi capaci di sacrificarsi in fase difensiva e di ripartire con velocità. Tupta ha giocato in quel ruolo varie volte negli ultimi anni, purtroppo oggi (ieri, ndc) non è stata la sua giornata migliore, ma ha dato tutto. L’ingresso di Palmiero? In quella fase avevo bisogno di un giocatore che ci aiutasse a tenere il possesso del pallone. Per me ha dato un contributo importante».
In otto minuti due gol subiti, lo stesso numero di reti incassate nelle 5 partite precedenti. Rispetto alle ultime gare qualcosa è mancato. «Sì, non è stato il solito Pescara, dopo l’1-0 bisognava continuare a spingere, invece in alcuni frangenti abbiamo pensato a controllare la partita. È mancata la voglia di chiuderla, questo è stato l’errore più grave».
Giovanni Tontodonati
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