Sharks aggrediti dai tifosi Il club: immagini alla polizia

22 Gennaio 2019

A Cagliari alcuni sostenitori contro la squadra: preso di mira il vice coach Casadio Il club: «Situazione inaccettabile, consegneremo un dossier alla Questura»

ROSETO. È stata tredici mesi fa l’ultima volta che si è dovuto parlare del Roseto Sharks per questioni che nulla c’entrano con lo sport ed ora ci risiamo. A fine ottobre 2017 fu per i 16 daspo a carico degli ultrà rosetani per il tentativo di aggressione in occasione della partita tra Forlì e Roseto; ieri invece, lo ha fatto direttamente il club biancoblu, per i fatti accaduti al termine del match di domenica a Cagliari. La nota societaria parla chiaro: una decina di ultras rosetani dopo il fischio finale ha contestato la squadra superando ogni limite, visto che oltre alle offese verbali, agli insulti, alle ingiurie ed agli sputi, sono stati lanciati oggetti di vario genere (acqua e sembra un bidone di immondizia) colpendo allenatore, staff e giocatori. E c’è stata anche un’immangiabile ciliegina sulla torta, con una tentata aggressione all’uscita degli spogliatoi contro uno dei vice allenatori, Francesco Casadio. A parlare in prima persona sono stati Cimorosi e Norante, patron e presidente del club, a riprova dell’estrema gravità dei fatti avvenuti. Ha detto Norante: «Non è possibile andare avanti così. Erano già successe cose molto spiacevoli in trasferta, penso ad esempio agli sputi presi dal nostro allenatore a Imola. Ma siccome se la critica è legittima, l’offesa non può mai esserlo, adesso nessuno potrà più dire di non sapere; esprimendo la nostra vicinanza a coach, staff e giocatori, diciamo a tutti che ci rivolgeremo alle autorità competenti al fine di identificare questi individui affinché non possano ripetersi in futuro questi episodi violenti, ed ognuno si assumerà le proprie responsabilità». Gli fa eco il patron Daniele Cimorosi, che rivela: «Sono degli scellerati, sono stati già identificati e domani (oggi, ndc) verranno consegnate alla Questura di Teramo le immagini e le fotografie dei tifosi presenti domenica a Cagliari. Se queste persone pensano di poter far fallire il nostro progetto insieme alla Stella Azzurra sappiano che non ci riusciranno mai: non solo lo porteremo avanti fino alla fine». La società, che dopo l’episodio di Cagliari è in silenzio stampa, ha anche confermato che forti preoccupazioni sono arrivate anche da Lega e Sportitalia, per la diretta televisiva di fine febbraio in casa contro Udine, segno che nessuno vuole sottovalutare questa situazione. Ma cosa rischia Roseto? Dal punto di vista sportivo questi fatti, seppur successi a gara finita, potrebbero essere stati annotati dagli arbitri, ma si saprà solo quando si pronuncerà il giudice sportivo. Dal punto di vista ambientale invece, c’è solo da sperare in una normalizzazione, condannando queste contestazioni: basta sia agli insulti che agli atti violenti. Perché ci sta che il progetto tra Sharks e Stella Azzurra possa non piacere a qualcuno. Ma contestare la propria squadra, tra l’altro composta da ragazzi la cui età media sfiora i 23 anni non va bene per niente. Loro proprio non se lo meritano.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.