Sharks, giovani in vetrina Di Paolantonio ha i suoi assi

Basket A2. Di Bonaventura, Zampini e Lusvarghi la benzina verde rosetana L’allenatore è sicuro: «Sono prospetti importanti per la pallacanestro italiana»
ROSETO. Le ultime partite giocate dagli Sharks, hanno visto innalzarsi in modo evidente il minutaggio degli under, sia per motivi economici visto che Roseto è in corsa per uno dei premi per l’utilizzo dei giocatori nati dal 1997 in poi, sia per motivi tecnici visto che questi giovani in questo finale di campionato stanno mettendo a frutto un intero anno di esperienze vissute con la squadra tra allenamenti e partite. E’ coach Di Paolantonio a fare un bilancio per ciascuno di loro: «Il più utilizzato è stato senza dubbio l’ala piccola Giorgio Di Bonaventura. Lui è un ’97, ed era quello più avanti nel processo di apprendimento, provenendo da una stagione vissuta in serie B a Torino ad oltre 20 minuti di media. Com’era logico ha avuto bisogno di un po’ per entrare nelle rotazioni, riuscendo a meritare minuti grazie alla sua grande intensità difensiva, suo marchio di fabbrica. Lo ritengo uno dei migliori in A2 nel giocare senza palla, bravo a farsi trovare negli spazi in modo naturale, segno che capisce il gioco; e poi dalla sua difesa ha trovato anche buone gare in attacco, un crescendo continuo d’esempio per tutti gli under».
Il coach crede molto anche nella crescita del play Federico Zampini: «Classe 1999, è un prospetto di alto livello per la pallacanestro italiana; com’era ovvio, era la sua prima stagione da giocatore vero e l’ha vissuta tra alti e bassi, cosa normale visto che le sue apparizioni in serie B l’anno scorso erano solo sporadiche. E’ all’inizio della sua carriera ed ha bisogno di lavorare tanto, ma ha enormi potenzialità, e nel momento in cui capirà bene cosa può davvero fare in mezzo al campo, le saprà sicuramente sfruttare a suo vantaggio».
Il terzo under a referto è il pivot Marco Lusvarghi anche lui del 1997: «Ragazzo di grande intelligenza ed applicazione, capisce la pallacanestro ed il suo ruolo: nelle rotazioni ha davanti 3 lunghi importanti ed una situazione tattica che lo penalizza quando giochiamo con 4 piccoli. Ciononostante si fa trovare sempre pronto, un giocatore positivo che ci permette di allungare le rotazioni nel momento del bisogno».
Sul futuro dei tre rampolli, il coach è convinto: «Sono all’inizio della loro carriera e ho un solo consiglio: lavorare su ogni aspetto del gioco, senza dimenticare di divertirsi. E poi di continuare il loro percorso di studi, che darà a ciascuno di loro gli strumenti giusti per aiutarli sia nel mondo dello sport, che nella vita in generale. Auguro loro di fare ancora meglio in questo finale di stagione».
Il discorso giovani non si esaurisce con questi tre nomi: ci sono i ragazzi della Sharks Academy Roseto: «Sono stati diversi quelli venuti ad aiutarci al bisogno negli allenamenti: penso a D’Eustachio, Fasciocco, Nikoci, e poi a Palmucci ed Alessandrini, quelli che sono stati più stabili nelle nostre rotazioni. Sono tutti ragazzi giovanissimi, ed hanno naturalmente tanto bisogno di lavorare in palestra: sono contento che in questa annata non semplice, stiano riuscendo a darci una mano, avendo anche la soddisfazione di giocare minuti importanti: penso a Palmucci, un rosetano che sta giocando con la squadra della sua città, e poi ad Alessandrini, classe 2002, che domenica scorsa con Treviso ha giocato nei minuti veri del match, segnando anche il suo primo canestro. Hanno tutti la testa, la bravura ed anche la fortuna di potersi mettere in mostra».
Marco Rapone
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