Società nel mirino dei tifosi: scelta per salvare la faccia

18 Maggio 2015

PESCARA. Tutto come previsto. L’esonero di Marco Baroni a una sola giornata dalla fine del torneo ha scatenato le reazioni dei tifosi. In tanti si sono confrontati sui social network del Centro per...

PESCARA. Tutto come previsto. L’esonero di Marco Baroni a una sola giornata dalla fine del torneo ha scatenato le reazioni dei tifosi. In tanti si sono confrontati sui social network del Centro per esprimere la propria idea su una situazione paradossale.

Nella lunga storia del Delfino, infatti, non si era mai verificato un cambio della guida tecnica a soli novanta minuti dal termine della regular season. Alcuni si sono chiesti quale senso abbia questa mossa, mentre per molti altri si tratta di una decisione che andava presa da diversi mesi.

Anche sull’opportunità di affidare la gestione del match decisivo contro il Livorno al debuttante Massimo Oddo c’è qualche divergenza di vedute. In ogni caso, la dirigenza biancazzurra è finita sul banco degli imputati.

La prima reazione è di Claudio Di Rupo che scrive: «Così salva la faccia la società, ma per piacere… Se veramente volevano provare a salire o almeno centrare i play off, lo toglievano a gennaio o dopo il ko contro il Brescia…».

Non si fa attendere la risposta di un altro utente, Lino Lattanzio, secondo il quale il Pescara, se avesse confermato Baroni, non avrebbe avuto alcuna chance di entrare nella griglia degli spareggi. «Se vogliamo avere una speranza per i play off è la mossa giusta. Cosa abbiamo da perdere? Considerata la forza dell’organico con un altro tecnico forse saremmo già saliti».

Subito dopo appare il commento perentorio di Nicola De Iuliis. «È talmente lampante che questa proprietà non voglia andare in Serie A! Con quali soldi allestirebbe una squadra decente? L'ultima esperienza in A ha insegnato che con prestiti ed acquisti di giocatori minori si rischiano solo magre figure!»

Sulla stessa lunghezza d’onda Pierluigi Astrologo. «Questo è Il modo migliore per perdere col Livorno e contemporaneamente salvare la faccia…». Duro con i dirigenti anche Loris Mogino Mazzioli che contesta la scelta iniziale di affidare la panchina all’ex tecnico del Lanciano. «Ennesima dimostrazione di una società mediocre… Una stagione intera a difendere l'indifendibile. Sono riusciti a gettare alle ortiche un campionato mediocre. Con un allenatore normale si andava in A a mani basse».

Un pensiero condiviso totalmente da Ruggero Formoso. «La colpa non è di Baroni... ma di chi ti c'ha mess!» Parole che testimoniano quanto sia stato complicato il rapporto tra Baroni e la piazza. Anche nei momenti migliori di questa stagione, infatti, il calcio proposto dall’allenatore fiorentino non ha mai entusiasmato i pescaresi. Un feeling mai scattato che avrebbe comunque sancito il divorzio a fine stagione.

Con il passare delle giornate, nonostante la squadra fosse ancora in corsa per il play off, l’Adriatico si andava svuotando in maniera progressiva. «Che goduria», è il commento di Carlo Gianko Iocco. Insomma, per molti il rapporto doveva essere interrotto già da un pezzo. Antonio Cermignani «Semmai l'esonero andava fatto due mesi fa». Fabiola Ballone: «Lo dovevi esonerare a Natale non adesso». Lino Lattanzio: «Meglio tardi che mai. Giochiamocela sta partita, poi si vedrà». L’ultimo post è una boccata di grande entusiasmo. Lo scrive Manolo Magistro. «Siete tutti dei criticoni. Il Pescara vince 3 a 0 contro il Livorno e poi va in serie A vincendo le altre».

Giovanni Tontodonati

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