Spezialetti: Nibali favorito Il futuro? Punto su Ciccone

6 Maggio 2016

Il ds pinetese scommette sul teatino in gara con la Bardiani e loda D’Urbano

TERAMO. Il direttore sportivo pinetese Alessandro Spezialetti è, da qualche mese, nello staff tecnico del team Roth Gruppe, formazione Professional svizzera. Spezialetti, 41anni, ex gregario di Di Luca, Bartoli, Simoni e Cunego, si racconta al Centro parlando della sua esperienza all'estero e del Giro d'Italia, la corsa al via oggi che lo ha visto protagonista, da corridore, in ben 14 edizioni.

Come sta andando finora la sua avventura in Svizzera ?

«Molto bene. La considero una tappa importante della mia crescita professionale. Dopo l'annata alla Vini Fantini (nel 2014, ndc) cercavo il salto in una categoria superiore (la Professional, ndc). Quì c'è un gruppo di ciclisti giovani, sui quali si può lavorare. Sono appena tornato dal Giro di Turchia e ora sto facendo il Giro dell'Azerbaijan. Poi ci sarà il Giro di Svizzera (a giugno, ndc). Ci tengo a ringraziare i tre sponsor che mi affiancano e credono in me, cioè Florideo Panaccio dell'azienda Cams, Nicola Di Medio della Nikita e Ettore Liberatoscioli della Tecnomeccanica Sud».

Qual è il suo sogno?

«Tornare un giorno al Giro d'Italia in ammiraglia. Ho l'ambizione di fare una bella carriera anche da direttore sportivo e spero proprio di riuscirci».

Ha qualche rimpianto nella sua carriera da corridore?

«No. Ho sempre fatto il mio dovere al 100%. Ho concluso 12 Giri d'Italia su 14 e ne vado fiero, aiutando anche quattro miei compagni di squadra a vincerli. Non è una cosa che capita a tutti».

Quali erano le corse che le piacevano di più quando gareggiava?

«Tra le corse a tappe senza dubbio il Giro d'Italia, mentre tra le corse di un giorno la mia preferita era la Liegi-Bastogne-Liegi».

Oggi parte dall'Olanda il Giro d'Italia 2016. Chi sono i favoriti per la vittoria ?

«Il principale favorito, a mio parere, è Vincenzo Nibali. Credo e spero in un suo bis dopo il successo del 2013. Vincenzo, d'altronde, ha già vinto tutte le grandi corse a tappe e sa gestirsi al meglio. In tanti proveranno a metterlo in difficoltà. Uno degli avversari più temibili per lui potrebbe essere lo spagnolo Alejandro Valverde».

A quale corridore del passato paragonerebbe Vincenzo Nibali?

«A Miguel Indurain. Vincenzo è uno che punta alla sostanza, pur non vincendo 15-20 gare all'anno. In questo mi ricorda davvero Indurain e il suo modo di affrontare la stagione».

L'Abruzzo riabbraccia il Giro d'Italia dopo tre anni con l'arrivo di Roccaraso-Aremogna e la partenza da Sulmona. Che tappa sarà quella di giovedì a Roccaraso?

«Non prevedo scossoni alla classifica generale, a meno che non ci siano condizioni meteo difficili. I migliori arriveranno insieme e si giocheranno la vittoria di tappa. Valverde, per le caratteristiche che ha, può vincere sulla salita di Roccaraso».

Che significato ha per l'Abruzzo ritrovare quest'anno il Giro d'Italia ?

«Enorme. Gli abruzzesi non possono stare senza il ciclismo. Lo si è visto a marzo alla Tirreno-Adriatico. Bisogna anche ringraziare la Vini Fantini, che porta un po' d'Abruzzo in gara per tre settimane, e gente come Maurizio Formichetti (referente abruzzese della Rcs, ndc) per l'impegno che ci mette nell'organizzare le tappe. Ogni anno dovrebbe esserci almeno un arrivo nella nostra regione».

C'è un corridore abruzzese sul quale scommettere?

«Il teatino Giulio Ciccone (sarà al Giro per la prima volta con la Bardiani Csf, ndc) ha già fatto vedere tanto in questi primi mesi da professionista. Un altro nome potrebbe essere quello di Marco D'Urbano, che fa parte della mia squadra».

Al Giro d'Italia ci saranno diversi arrivi adatti ai velocisti. Da chi bisogna attendersi grandi cose in volata?

«I tedeschi Kittel e Greipel sono gli uomini da battere, ma l'azzurro Elia Viviani è cresciuto tanto e può dire assolutamente la sua».

Per le vittorie di tappa, invece, su quale italiano punterebbe?

«Stimo da sempre Diego Ulissi. Spero possa togliersi qualche soddisfazione. Poi faccio il tifo per i corridori della Nippo Vini Fantini».

Negli ultimi giorni si è parlato tanto del libro di Danilo Di Luca dal titolo Bestie da Vittoria. Lei è stato un gregario di Di Luca. Che si sente di dire a riguardo?

«Preferisco non parlarne. Non voglio entrare in cose di Danilo. Nel 2013, però, gli dissi questa frase già riportata dalla Gazzetta dello Sport alla vigilia della presentazione del libro: "Danilo, puoi dire che è un mondo di merda se te ne vai tu, non se ti cacciano. Non hai nessuna credibilità».

Gaetano Lombardino

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