Stendardo fiducioso: «I gradoni? Saranno utili»

23 Febbraio 2017

Il 35enne difensore: «Il mister si è rivelato un fine psicologo. E poi mi ha colpito la sua ironia»

PESCARA. «Sappiamo che è un'impresa difficile, ma da qui alla fine la squadra darà il massimo. Poi tireremo le somme». Inizia così l'arringa difensiva dell'avvocato Guglielmo Stendardo, noto ai più come il difensore centrale del Pescara. Che poi prosegue deciso: «Ogni volta che nel calcio ho fatto tabelle sono sempre state smentite. È chiaro che dieci punti sono tanti e se vogliamo andare ad Empoli per riaprire il discorso salvezza occorre ridurre il divario cercando di portarlo al minimo». Una distanza, quella tra abruzzesi e toscani, creata nel corso di lunghi mesi di buio e crisi. Ma è bastata una scintilla per riaccendere l'anima e il cuore dei tifosi. Una scintilla chiamata Zeman: «Quando cambi l'allenatore c'è qualcosa che ti scatta dentro. Tutti vogliono dimostrare di essere migliori rispetto a quanto visto in precedenza. Tra l'altro il mister è anche un ottimo psicologo: credo che sia riuscito a toccare le corde giuste per liberare la squadra soprattutto dal punto di vista mentale. È come se prima avessimo delle paure che ora sono andate via. Ma non illudiamoci. Già a Verona ci aspetta una sfida complicatissima».

Dopo un breve impatto alla vigilia di Pescara-Genoa, la squadra ha avuto modo, durante questa settimana, di lavorare a tempo pieno con il nuovo allenatore: «Dal punto di vista umano la sua ironia è stata forse la cosa che mi ha colpito di più. Spesso si dice che sia sinonimo di intelligenza. Ecco, secondo me lui è una persona molto intelligente. In campo tutti ci stiamo adattando ai suoi metodi d'allenamento, che sono per noi nuovi ma dai quali credo potremo trarre grandi benefici. I gradoni? Saranno utili...».

E i primi già si sono visti: «Non vedevo l'ora di vivere una domenica come quella appena passata. Ci sono stati momenti difficili sotto tutti i punti di vista. Anche noi abbiamo sofferto con i tifosi quando i risultati non arrivavano. Rabbia e delusione erano anche nostre. Ed è per questo che uscire dal campo tra gli applausi, vedere in settimana la gente al Poggio, assume oggi un valore diverso e positivo che deve darci la carica per il futuro». Non semplice peró, perché ci sono due trasferte impegnative, Chievo prima e Sampdoria poi. Firmerebbe Stendardo per portare a casa quattro dei prossimi sei punti? «Magari». (a.d.s.)

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