Sugli spalti in duemila: soliti cori contro Sebastiani Sembrava di rivivere il debutto del primo Galeone

12 Agosto 2024

PESCARA. Né colore né calore, pochi intimi e tanta calura per la prima di Baldini all'Adriatico-Cornacchia. Una prima, col Pineto, che ormai è quasi una classica agostana. Peccato che l'evento, per...

PESCARA. Né colore né calore, pochi intimi e tanta calura per la prima di Baldini all'Adriatico-Cornacchia. Una prima, col Pineto, che ormai è quasi una classica agostana. Peccato che l'evento, per carenza di storia, non sia vissuto come tale. Viale Pepe quasi non avverte l'evento. L'idea di rinunciare al riposo non sfiora nemmeno i titolari di alcuni tradizionali luoghi di ristoro dei fan. E non se ne sono certo pentiti, vista la quantità di pizzette rimaste invendute sui banchi di chi aveva invece rispettato l'appuntamento. Sarà anche stata la coincidenza olimpica, ma faceva tristezza osservare il gigante di calcestruzzo, delle "famose" colonne di Piccinato, illuminato a festa eppure silenzioso, semivuoto, triste. E non ché qualcuno abbia pensato minimamente di regalare confort agli irriducibili presenti.
Tristemente chiusi i chioschetti sotto le tribune, per il disappunto di chi una un'acqua fresca per i ragazzi l'avrebbe apprezzata. Ma tant'è, così è se vi pare. Da queste parti.
Sugli spalti (2.100 paganti!) l'attesa è tratteggiata da commenti ammirati... per le pallavoliste di Velasco, eroine di giornata. Né sussulti suscitano le tambureggianti note dell'inno o la coinvolgente aria di "gente di mare". Questa sorta di fortezza Bastiani del bel calcio che fu (la doppia fortificazione pare ormai sfida al ridicolo, spesso complica le uscite più che ingressi indesiderati) ormai affoga nell'indifferenza. Non fa certo nota, all'apparire del presidente Daniele Sebastiani, il partire dei soliti corali inviti a frequentare altri lidi. E non aiuta la partita, che definire per larga parte sonnolenta è perfino gentile, a rimettere il pallone al centro dei pensieri. Una situazione che ricorda un illustre precedente: per la prima ufficiale di Galeone i paganti furono meno... Ce n'è davvero tanto di lavoro da fare per Baldini, per l'uomo che dice di non pensare troppo ai problemi, alle polemiche, di non preoccuparsi per una tifoseria troppe volte illusa e altrettante disillusa, ormai quasi ostile. Lui, Silvio Baldini, si dice motivato a ridare entusiasmo a una piazza che aveva ammirato da lontano per la sua capacità di accendersi, coinvolgere, trascinare, inseguire sogni appunto. E a volte realizzarli. Certo serate come quella di ieri non ispirano trame leggendarie. Difficile immaginare in quel clima antichi eroi biancazzurri spuntare dalla pineta e rimettersi a giocare. Ma i sogni sono tali, non rispondono a perché e logica. E infatti alla fine la curva ha fatto la curva. Tamburi e cori. Nonostante lo 0-2. Nonostante Fabrizi. E nonostante Tunjov... Buon lavoro, mister.
Walter Nerone