Superlega, Agnelli ci riprova «Undici club sono con noi»

Il presidente della Juve: «Il progetto non è fallito, al calcio ora servono riforme» Ma Ceferin (Uefa) attacca: «Chi partecipa sarà sbattuto fuori dalla Champions»
TORINO. Nessun anticipazione o indizio. Per scoprire formula e dettagli della Superlega europea 2.0, dopo che la versione originaria è stata travolta e abbattuta dalle vibranti proteste delle tifoserie calcistiche di tutta Europa, bisognerà attendere il verdetto della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sulla presunta posizione monopolistica della Uefa. Ospite a Londra di un congresso organizzato dal Financial Times, il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha deluso la platea, rifiutandosi di esporre quale forma avrà la nuova competizione che hanno sviluppato le tre superstiti società scissioniste (Barcellona, Juventus e Real Madrid), decise comunque ad andare avanti. «La nostra posizione al momento è di attendere il pronunciamento della Corte Europea verso la quale nutriamo la massima fiducia», ha detto il presidente bianconero, tenendo sospese le indiscrezioni su una possibile riforma della Champions League in chiave Nations League Uefa, con le migliori 24 squadre confermate anche nella stagione successiva più otto qualificate dai campionati nazionali, suddivise in due categorie - Serie A e Serie B - con promozioni e retrocessioni. Più che dell'eventuale futura riorganizzazione delle coppe, Agnelli ha voluto piuttosto fare il punto sullo stato del calcio, mettendone in evidenza le perdite da 4,5 miliardi di euro. «Sono numeri che impongono profonde riforme perché la situazione continua a non essere sostenibile. Non ritengo che la Superlega europea sia fallita, si è cercata una soluzione che non fosse di compromesso. Si tratta di un lavoro collettivo di 12 squadre, non di una persona sola. E il contratto di 120 pagine sottoscritto dalle 12 società è ancora vincolante, almeno per undici di esse», resterebbe fuori l’Inter, perché aveva una clausola di uscita automatica se gli sponsor non avessero accettato il format della competizione. Le parole del presidente della Juventus sono state precedute dall’intervento del numero uno della Uefa, Aleksander Ceferin. «La Superlega non è un progetto calcistico», l'affondo di Ceferin, «per loro i tifosi sono consumatori. Possono giocare le loro competizioni, nessuno glielo vieta, ma non potranno partecipare alle nostre. La prima volta lo hanno lanciato nel mezzo della pandemia, ora durante la guerra: vivono in un mondo parallelo». Una certezza, però, Agnelli la confessa, a chi gli chiede se vede la Juventus partecipare alla Champions League tra cinque anni: «Di sicuro giocheremo nella più importante competizione europea». Verso lo Spezia. Tornando al calcio giocato, dopo la vittoria all’ultimo respiro contro la Fiorentina, nella semifinale di Coppa Italia, la Juve si prepara ad affrontare lo Spezia (domenica, ore 18, all’Allianz Stadium). Allegri vuole continuare a inseguire lo scudetto a fari spenti e punta a recuperare alcuni acciaccati: Vlahovic è da valutare, mentre Daniele Rugani, Paulo Dybala e Federico Bernardeschi si sono allenati parzialmente in gruppo, all’indomani della trasferta di Firenze, e Allegri li avrà a disposizione con lo Spezia. Si ferma di nuovo invece Leonardo Bonucci: a fronte del fastidio al polpaccio patito nella partita con l’Empoli, gli ulteriori accertamenti a cui è stato sottoposto hanno evidenziato l’elongazione del soleo sinistro. Le sue condizioni saranno rivalutate tra una settimana.
Angelo Caradonna

