Teramo, il futuro resta in bilico ma la media spettatori finora è ok

TERAMO. Stadi chiusi per l'emergenza coronavirus. E chissà per quanto tempo gli impianti rimarranno desolatamente vuoti. Se si riuscirà a tornare in campo, infatti, lo si dovrà fare a porte chiuse...
TERAMO. Stadi chiusi per l'emergenza coronavirus. E chissà per quanto tempo gli impianti rimarranno desolatamente vuoti. Se si riuscirà a tornare in campo, infatti, lo si dovrà fare a porte chiuse per evitare possibili contagi tra i tifosi. In serie C, in attesa di capire cosa ne sarà di questa stagione (assemblea dei club il 4 maggio, consiglio federale il 5), le società dovranno comunque fare i conti con la prospettiva futura di giocare per un po' senza pubblico.
Un danno notevole, quello delle porte chiuse, considerando che in Lega Pro i ricavi sono miseri e che per i club gli introiti al botteghino rappresentano una boccata d'ossigeno importante. Nelle quindici gare su sedici giocate quest'anno al Bonolis con la presenza dei tifosi (l'ultima è stata quella col Potenza del 26 febbraio) il Teramo ha attirato complessivamente 36.869 spettatori, con una media di 2.458 a gara e circa 290mila euro incassati (quota abbonati compresa). Il picco è stato raggiunto lo scorso primo dicembre in occasione del match contro la capolista Reggina: c'erano 3.654 spettatori e l'incasso fu di 33.092,32 euro. La partita con meno presenza di pubblico, invece, è stata quella del 9 ottobre contro la Sicula Leonzio, giocata di mercoledì, che vide 1.844 tifosi sugli spalti. Nel girone C al comando della speciale graduatoria sugli spettatori, nella quale il Teramo è ottavo come in campionato, c'è la Ternana (media di 12.408, ma gli umbri hanno 12mila abbonati), seguita dal Bari (12.198) e dalla Reggina (10.561). All'ultimo posto c'è il Rende, che ha la media di appena 214 presenze a gara (senza abbonati), ma che è costretto a giocare le partite casalinghe a Vibo Valentia per indisponibilità dell'impianto cittadino.
Nei gironi A e B, che hanno però disputato meno incontri del girone C, comandano la graduatoria, rispettivamente, il Novara (media di 4.654) e il Cesena (10.146).
Tornando al Teramo, le 2.458 presenze di media per gara fatte registrare in questa stagione equivalgono all'incremento di 1.170 spettatori e del 90,8 per cento in più rispetto all'anno scorso (la media spettatori finale fu di 1.288) ed è il terzo dato assoluto degli ultimi vent'anni dopo quelli del 2014-2015 (2.874) e del 2002-2003 (2.821). Un dato che sarebbe stato probabilmente migliorato se si fossero giocate le ultime tre sfide casalinghe, tra le quali il big match con il Bari che era in calendario il 5 aprile. La tifoseria ospite più numerosa al Bonolis è stata quella della Ternana (710 biglietti staccati in curva nord), nella seconda gara più vista della stagione (3.527 spettatori). Numeri in netta crescita, per il Teramo, anche sul fronte degli abbonamenti: sono 1.064 le tessere stagionali staccate quest'anno, cioè 679 in più rispetto al dato deludente del campionato 2018-2019 (gli abbonati erano 385). Per trovare un riscontro migliore di quello attuale bisogna risalire alla stagione 2003-2004, con i biancorossi di scena ancora al vecchio stadio comunale, quando gli abbonamenti venduti furono 1.185.
Gaetano Lombardino
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