Teramo, il futuro resta un rebus Il tribunale a Ciaccia: non decidi tu

Il custode giudiziario prende le distanze dalle frasi del maggiore azionista sugli scenari societari E adesso il passaggio di quote del club biancorosso all’imprenditore Spinelli diventa più complicato
TERAMO. Il futuro del Teramo è ancora tutto da decifrare. Le parole di Davide Ciaccia, arrivate al termine della gara di sabato con la Reggiana, sembravano avere fatto un po' di chiarezza sugli scenari societari. Il patron biancorosso aveva tranquillizzato l'ambiente garantendo continuità ed esprimendo l'intenzione di restare nel club oltre alla volontà di portare a termine le trattative per l'ingresso in società dell'imprenditore Giuseppe Spinelli. Ieri, invece, tramite un comunicato stampa, l'amministratore giudiziario Claudia Capuano (curatrice dei beni sequestrati del gruppo Ciaccia) e i commercialisti Carmine Tancredi e Stefano Cavallari (componenti del Consiglio d’amministrazione del Teramo nominati dal tribunale di Roma) hanno preso le distanze dalle dichiarazioni di Ciaccia. Nella nota, incentrata su tre punti, si precisa in primis che «le dichiarazioni rese da Davide Ciaccia sono autonome affermazioni, non avendo titolo né poteri di rappresentanza, né tantomeno può esercitare la direzione e il coordinamento del Teramo Calcio, sottoposto a sequestro di prevenzione». Nel secondo punto del comunicato si legge poi che «l'amministrazione giudiziaria, su impulso dell'organo amministrativo, non ha ancora sciolto le riserve circa i presupposti e le condizioni per assicurare un'adeguata continuità aziendale del Teramo Calcio ed è stata rimessa ogni decisione in merito alla autorità giudiziaria competente, anche in ordine ad altre questioni rilevanti». Nel terzo e ultimo punto della nota, a proposito di eventuali ingressi nel club, si sottolinea che «per quanto a conoscenza dell'organo amministrativo, non sussiste alcuna manifestazione di interesse finalizzata alla acquisizione della partecipazione di controllo del Teramo Calcio che, ove vi sarà, cosa del tutto auspicabile, andrà condotta nelle sedi istituzionali a ciò deputate e con gli organi del procedimento sotto la direzione del giudice delegato e del tribunale di Roma-misure di prevenzione».
Il tribunale capitolino, che da due mesi ha il controllo del Teramo, ha dunque stoppato Davide Ciaccia. In sostanza, con il comunicato stampa di ieri, oltre a frenare il patron biancorosso l'amministratore giudiziario e i componenti del Cda hanno voluto ribadire un concetto, cioè che nessuna decisione e trattativa può essere portata avanti senza il parere e l'ok del tribunale di Roma. Cosa ne sarà, a questo punto, dei discorsi, già bene avviati, tra Davide Ciaccia e l'imprenditore siciliano Giuseppe Spinelli? Non resta che attendere i prossimi giorni per capire come evolverà la situazione e se, eventualmente, spunteranno anche altri imprenditori interessati ad entrare in società. Sul fronte dei programmi tecnici (sono in scadenza, per esempio, l'allenatore Federico Guidi e il ds Sandro Federico) è al momento tutto congelato e così sarà fino a quando non verranno sciolti i delicati rebus societari. Domani pomeriggio e giovedì mattina la squadra, dopo aver conquistato la salvezza, effettuerà gli ultimi allenamenti della stagione prima del rompete le righe.
Gaetano Lombardino
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