Teramo, l’attacco è in crisi: solo quattro gol su azione dalle punte schierate da Asta

Capitan Speranza non drammatizza: «In un processo di crescita ci può stare qualche intoppo. Ripartiamo con fiducia verso la salvezza»
TERAMO. Sono bastati due minuti di blackout per mettere fine alla serie positiva del Teramo. Nella gara che avrebbe potuto addirittura lanciare i biancorossi in zona play off è arrivata, invece, la doccia gelata. La sconfitta casalinga contro il Gubbio ha riportato tutti alla dura realtà: la strada verso la salvezza, obiettivo dichiarato della società, è ancora lunga e piena di ostacoli. Guai a perdere di vista quello che accade in classifica alle spalle del Teramo, la zona play out dista ora 4 punti. La vittoria manca ormai da un mese e all'orizzonte, per i ragazzi di Antonino Asta, ci sono due partite difficili prima del turno di riposo del 2 dicembre. Domenica è in programma la trasferta sul campo del Renate, vice capolista del girone B, imbattuto da oltre due mesi (e miglior difesa del campionato con 7 reti al passivo), mentre lunedì 27 novembre ci sarà al Bonolis il quasi-derby con la Sambenedettese nel posticipo televisivo della 16ª giornata. Bisogna, quindi, assorbire in fretta l'inatteso scivolone contro il Gubbio e provare a rimettersi subito in carreggiata. Per ricaricare le pile, dopo il tour de force della scorsa settimana, lo staff tecnico ha concesso un giorno in più di riposo: la ripresa degli allenamenti è dunque slittata a domani, in doppia seduta (ore 10 e 14,30). «Rimbocchiamoci le maniche», dice il capitano Ivan Speranza, «non è il caso di fare drammi dopo la sconfitta col Gubbio. Avremmo meritato di raccogliere più di quanto è avvenuto in altre partite, ma purtroppo è andata male. Pazienza. Sono intoppi che in un processo di crescita come il nostro possono starci. Dobbiamo migliorare anche attraverso una sconfitta, rimanendo umili e con la testa sulle spalle. Non eravamo fenomeni prima, quando non si perdeva da otto partite, e non siamo scarsi adesso. Si va sul campo del Renate con lo stesso atteggiamento mostrato finora e senza condizionamenti a livello mentale».
Da tenere d'occhio, intanto, le decisioni di oggi del giudice sportivo. Ci sarà qualche provvedimento dopo il parapiglia scoppiato tra alcuni giocatori al termine della gara di domenica oppure non ci saranno sanzioni?
Attacco flop. Gli attaccanti continuano a deludere e a non incidere. Asta le sta tentando tutte, sul piano tattico e individuale, per trovare la quadratura del cerchio nel reparto avanzato. I numeri, però, parlano chiaro: dalle punte sono arrivati soltanto sette gol (sui 14 complessivi) e appena quattro di questi su azione. Foggia ha segnato tre reti, due delle quali su rigore, in tredici presenze; Barbuti è a quota due (con un tiro dal dischetto), Fratangelo e Bacio Terracino hanno realizzato un gol a testa. C'è poi il lungo digiuno di Giacomo Tulli, ancora a secco in campionato e mai del tutto convincente, come si è nuovamente visto contro il Gubbio. Oltre a Tulli, anche Soumarè (impiegato di meno rispetto al 30enne ex Vicenza) è a quota zero. L'attacco, insomma, è il tallone d'Achille del Teramo. Ci saranno novità al mercato di gennaio o la società, per motivi di budget, andrà avanti così?
Nuova panchina. Aldo Papagni, 61 anni, è il nuovo allenatore della Fidelis Andria (girone C). Papagni prende il posto di Michele Loseto, esonerato dopo lo 0-0 di sabato nel derby contro il Bisceglie. Tempi duri per Federico Nofri Onofri sulla panchina della Viterbese (girone A). L'ex tecnico del Teramo non è riuscito a dare il cambio di passo ai laziali da quando è subentrato al posto di Valerio Bertotto. L'andamento deludente (sei punti in sei partite) ha indotto la dirigenza della Viterbese a fare delle riflessioni sulla posizione di Nofri, in sostituzione del quale sono circolati i nomi di Prina e Galderisi. Mercoledì 22 novembre il Teramo sarà di scena a Viterbo (ore 16,30) nei sedicesimi di coppa Italia, in gara unica.
Gaetano Lombardino
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