Teramo rinunciatario cede quando il Padova alza i ritmi di gioco

Matura nella ripresa la prima sconfitta della gestione Ugolotti La tattica fin troppo accorta paga solo per metà partita
PADOVA. Un gol di Dettori nel cuore della ripresa condanna il Teramo alla prima sconfitta della gestione Ugolotti. Amadio e compagni giocano una gara troppo rinunciataria ma riescono a concedere poco all'avversario almeno nel primo tempo, mentre nella ripresa il Padova alza i ritmi, si fa arrembante e legittima un vantaggio trovato al 27'. Poi la miglior difesa del torneo non concede al Teramo palle-gol per cercare il pareggio, e così la gara termina 1-0. Il Diavolo fa decisamente un passo indietro rispetto alla vittoria contro il Pordenone.
Ugolotti ritrova Scipioni in difesa ed Ilari a centrocampo, confermando un fin troppo accorto 5-3-2 che vede la sua squadra disputare una gara di attesa, riuscendo inizialmente a ben contenere un Padova sceso in campo per dare l'assalto alle prime posizioni in classifica e con alcune novità (su tutte le esclusioni di Sbraga, Berardocco e De Risio, ma anche il recupero di Alfageme che sembrava out per problemi muscolari).
I ritmi della contesa sono bassi, tanto che nel corso del primo tempo non si conteranno tiri nello specchio della porta. Poche le emozioni e tanti i tatticismi: appare evidente come il piano del Teramo sia quello di lasciar fare la partita ai padroni di casa, imbrigliati dalle maglie della difesa abruzzese al punto che ben presto dagli spalti dell'Euganeo cominciano ad arrivare primi mugugni e poi fischi. La formazione locale prova a sviluppare il proprio gioco lungo le corsie laterali, ma non va oltre qualche cross neutralizzato dalla retroguardia avversaria oppure dallo stesso Narciso, che al 12' deve uscire in presa alta per neutralizzare un cross dalla sinistra di Favalli. Non appena ne ha la possibilità il Teramo si distende e prova a far male, ed è della squadra di Ugolotti la migliore occasione per spezzare l'equilibrio della prima frazione: al 16' da una palla difesa da Barbuti e da un inserimento di Karkalis nasce un cross basso da sinistra per Sansovini, che in area colpisce con il mancino ma da ottima posizione calcia alto. Il Padova non riesce ad alzare i ritmi e con il passare dei minuti viene rispettato il piano del Teramo, che al di là di qualche calcio d'angolo concede poco altro (da annotare al 42', su uno spunto di Mazzocco, un tiro dalla distanza di Dettori con pallone deviato in corner). I biancorossi ospiti, però, non riescono assolutamente a sviluppare gioco e quando recuperano il pallone lo sparacchiano a casaccio verso le punte, riconsegnandolo sistematicamente al Padova.
Decisamente diverso il Padova che rientra in campo dopo l'intervallo, tanto che nei primi dieci minuti la formazione di Brevi si rende pericolosa in ben quattro occasioni: prima al 2', quando Alfageme da destra serve De Cenco che dall'interno dell'area anticipa Scipioni e tira in modo lento, consentendo a Narciso di salvare i suoi con un colpo di reni; poi al 7', con un cross da sinistra di Favalli che trova in area Alfageme, la cui deviazione si spegne sul fondo; infine, al 9' e all'11', con i tiri dalla distanza di Mandorlini e Cappelletti che non inquadrano lo specchio della porta. Ugolotti corre ai ripari e manda in campo, prima del quarto d'ora, Baccolo e Petrella al posto di Amadio e Sansovini, ma i suoi si vedono soltanto al 25' con un tiro da fuori di Di Paolantonio abbondantemente alto.
La gara si sblocca poco dopo in favore del Padova: lancio in area di De Risio per Alfageme che con un movimento elude la sorveglianza di Scipioni e fa da torre per l’arrembante Dettori, che conclude a rete per l'1-0. Tempesti per Scipioni con il passaggio al 4-3-3 è l'ultima mossa di Ugolotti, ma i suoi proprio non riescono a reagire, anzi nel finale rischiano di subire il raddoppio: prima De Risio serve Madonna il cui cross in area viene colpito in rovesciata da Dettori (43', palla sul fondo), poi in contropiede Alfageme conclude a botta sicura (44', gran parata di Narciso), infine ci prova Mandorlini (48', altra parata di Narciso).
Giovanni Capuzzo

