Teramo si divide sui dubbi di Iachini ma in futuro serve un bomber di razza

11 Maggio 2020

TERAMO. Quale futuro per il Teramo? È la domanda che tanti tifosi biancorossi si sono posti alla luce delle ultime dichiarazioni, tutt'altro che rassicuranti, del presidente Franco Iachini....

TERAMO. Quale futuro per il Teramo? È la domanda che tanti tifosi biancorossi si sono posti alla luce delle ultime dichiarazioni, tutt'altro che rassicuranti, del presidente Franco Iachini. Dichiarazioni che hanno un po' allarmato i sostenitori del Teramo, a tal punto da innescare un dibattito sui social nel week end appena trascorso. Tra i tifosi c'è chi invita Iachini a non mollare, facendo leva sul progetto a medio-lungo termine annunciato fin dall'inizio della sua presidenza, ma c'è anche chi ha storto il naso sul contenuto delle recenti interviste e teme di rivivere un'estate "calda" per le sorti del Diavolo. Ogni scenario è possibile. L'ingegnere teramano ha detto che non è intenzionato ad andare avanti da solo dopo le spese ingenti sostenute in questo suo primo anno di gestione e che per restare al timone del Teramo vorrebbe avere delle risposte certe dal territorio su vari punti. Rispetto ai mesi scorsi bisogna fare i conti anche con gli effetti negativi della crisi causata dal coronavirus. Iachini, a tal proposito, ha dichiarato di dover prima pensare alla tutela della sua azienda e poi al Teramo. Il presidente ha più volte lanciato l'allarme sulla sostenibilità economica della serie C e oltre a reclamare l'aiuto da parte di istituzioni e imprenditori locali ha posto l'accento sulla necessità di riformare con urgenza il format della Lega Pro. C'è poi la spinosa questione degli impianti cittadini, con la gestione del Bonolis che non è ancora ufficialmente nelle mani del patron biancorosso, per cavilli burocratici da risolvere, e con il progetto della costruzione di un centro sportivo che non ha più avuto sviluppi. Iachini reclama da tempo la possibilità di indire un bando pubblico al quale partecipare per ottenere la gestione del campo dell'Acquaviva. Il malcontento nei confronti dell'amministrazione comunale, dunque, è evidente e bisognerà attendere le prossime settimane per capire se ci saranno delle novità positive per il Teramo. Tutto fermo, al momento, per qualsiasi discorso legato a programmi tecnici e di squadra.
I pochi gol. La regular season, in attesa che il consiglio federale si esprima su quanto votato dai club nell'assemblea di Lega, si è fermata alla 30ª giornata disputata l'8 marzo. Il Teramo, con 29 reti fatte (la media è di poco inferiore di un gol a partita), ha avuto il quartultimo attacco del girone C, a pari merito con il Picerno e il Rieti. Soltanto tre squadre, quindi, hanno fatto peggio dei biancorossi: la Cavese (24 gol), il Bisceglie (21) e il Rende (19). Al comando di questa speciale classifica si sono piazzate il Bari e la Reggina, a segno in 54 occasioni a testa. Nelle 30 giornate disputate il Diavolo è rimasto a secco di reti in undici partite, cioè negli 0-0 contro Vibonese e Paganese e nelle sconfitte con Monopoli (andata e ritorno), Potenza (andata e ritorno), Avellino, Viterbese, Cavese, Reggina e Virtus Francavilla. Le ultime reti di questa stagione sono state quelle del successo per 2-0 sul campo del Rieti, il 22 febbraio, nel giorno dell'esordio in panchina di Cetteo Di Mascio. Sono stati nove i marcatori stagionali del Teramo. Bombagi e Magnaghi, con 8 gol ciascuno, sono quelli che hanno segnato di più. La sterilità offensiva di quest'anno, comunque, è stata in linea con quella delle due stagioni precedenti: anche nel 2017-2018 i gol segnati, dopo 30 giornate, erano stati 29 mentre nel 2018-2019 erano stati 28. Da quando i biancorossi sono tornati tra i professionisti (stagione 2012-2013) l'annata più prolifica è stata la 2014-2015, chiusa con la promozione in B poi revocata dalla giustizia sportiva. In avanti, però, c'erano due elementi come Lapadula e Donnarumma...
Gaetano Lombardino
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