Teramo valuta Tomasello o Biordi ma Salvemini sogna Rezzano
TERAMO. La Rennova Teramo a Spicchi è concentrata sul derby di domenica (ore 18) contro Roseto che, a grandi passi, si avvicina. Ma la società ha un altro obiettivo chiaro, quello di rinforzare...
TERAMO. La Rennova Teramo a Spicchi è concentrata sul derby di domenica (ore 18) contro Roseto che, a grandi passi, si avvicina. Ma la società ha un altro obiettivo chiaro, quello di rinforzare ulteriormente l’organico anche per sostituire il tassello mancante nel mosaico a disposizione di coach Giorgio Salvemini. Alla luce dell’addio di Simone Gatti. La società sta sfogliando la classica margherita. Due i nomi sul taccuino, il primo è un ex Virtus Roma, Ygor Biordi che ha giocato la prima parte della corrente stagione nella massima serie fino a quando i capitolini hanno deciso di ritirarsi dal campionato, il secondo, che pian piano sta rimontando posizioni nella classifica di gradimento, è Daniele Tomasello, vecchia conoscenza del basket abruzzese già visto a Campli, Giulianova e Teramo: per lui sarebbe un ritorno, anche se con una società tutta nuova. Il sogno, caldeggiato soprattutto da coach Salvemini che lo ha avuto anche a San Severo, è quello di Massimo Rezzano, ala centro classe 1982 attualmente a Salerno che rappresenterebbe un lusso per la categoria. La sensazione è che il nuovo acquisto possa arrivare già oggi. La squadra, però, come detto, è concentrata sul match contro Roseto che sarà trasmesso in diretta da Super J. Biancorossi che puntano molto sul play guardia Gianmarco Rossi, 11 triple messe a segno nelle ultime due gare. «È il mio marchio di fabbrica, nella prima sfida, persa, ad Ancona, ho avuto percentuali migliori rispetto a Jesi dove abbiamo vinto. Stiamo facendo un grande lavoro ma sappiamo di affrontare una squadra costruita per vincere e desiderosa di riscatto sia per il derby perso in Supercoppa che per lo stop ultimo contro Montegranaro. Da parte nostra, comunque, nessuna paura ma grande determinazione. Il derby è penalizzante giocarlo a porte chiuse, perchè il pubblico», conclude Rossi, «è l’essenza dello sport». (m.f.)

