Teramo, è il giorno del giudizio della Figc Slitta la sentenza sul dissequestro delle quote

8 Luglio 2022

TERAMO. Il tribunale di Roma non si è espresso sulla richiesta della famiglia Ciaccia di dissequestrare i beni. Lo farà forse entro lunedì.Oggi, invece, il consiglio federale, a Roma, esaminerà il...

TERAMO. Il tribunale di Roma non si è espresso sulla richiesta della famiglia Ciaccia di dissequestrare i beni. Lo farà forse entro lunedì.
Oggi, invece, il consiglio federale, a Roma, esaminerà il ricorso presentato dall’avvocato lombardo Cesare Di Cintio contro la bocciatura della Covisoc che ha ritenuto il Teramo inadempiente e quindi ha dato parere negativo all’iscrizione al prossimo campionato di serie C. La decisione spetta al consiglio federale che solitamente si fida del parere tecnico dei membri della Covisoc. E quindi il destino del Teramo sembra segnato, non essendoci stati fatti nuovi intercorsi tra la bocciatura della Covisoc e la presentazione del ricorso.
Anche perché le quote di maggioranza del club sono state sequestrate dal tribunale di Roma e, di fatto, la società non si è potuta muovere. Teramo, quindi, si prepara a rivivere un film già visto nel 2008 quando il Diavolo fu escluso dalla serie C e dovette ripartire dalla Promozione. Oggi le norme sono cambiate e c’è la possibilità di ripartire da un campionato diverso, forse dalla serie D. Sono due i fronti aperti: quello di un ricorso al Collegio di Garanzia del Coni contro la bocciatura del consiglio federale e quello a cui sta lavorando il sindaco Gianguido D’Alberto di un bando per far ripartire il calcio dalla serie D. Serviranno 300 mila euro a fondi perduto da versare alla Figc e un progetto solido e credibile.
Solo così la Figc accetterà la richiesta del sindaco. E il calcio teramano potrà ripartire dalla D. Come se la salvezza conquistata dai biancorossi sul campo non fosse servita a nulla. Ripartire da chi se i vari organi di giudizio respingeranno i ricorsi della società in mano ai Ciaccia? A questo interrogativo dovrà rispondere il sindaco e il bando che andrebbe a formulare. Gianguido D’Alberto avrebbe un paio di imprenditori disposti a fare calcio a Teramo e a tenere alto la tradizione calcistica cittadina. Però, negli ultimi giorni la tifoseria organizzata avrebbe fatto sapere che gradirebbe che il Teramo non giocasse più al Gaetano Bonolis almeno fino a quando la gestione sarà dell’ex presidente Franco Iachini. I rapporti tra l’imprenditore che ha rilevato il Teramo da Luciano Campitelli nel maggio del 2019 e la piazza non è dei migliori. E i tifosi vorrebbero che la squadra del cuore non avesse a che fare con le attività di Iachini che ad oggi è il socio di minoranza del Teramo calcio.
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