Torreira “mata” Ronaldo l’ex Pescara sempre più stella dell’Uruguay

2 Luglio 2018

Torreira “mata” CR7. Il piccolo fenomeno di Fray Bentos ha lasciato il segno anche con la Celeste. Lucas Torreira, dopo aver incantato Pescara e Genova, sponda Samp, si è preso l’Uruguay, che adesso...

Torreira “mata” CR7. Il piccolo fenomeno di Fray Bentos ha lasciato il segno anche con la Celeste. Lucas Torreira, dopo aver incantato Pescara e Genova, sponda Samp, si è preso l’Uruguay, che adesso non può fare più a meno del centrocampista cresciuto in riva all’Adriatico. Dopo aver iniziato con le prime due partite del Mondiale in panchina per poi subentrare nella ripresa, l’ex biancazzurro non ha poi più abbandonato la cabina di regia della Nazionale uruguaiana, collezionando grandi prestazioni per la gioia del Maestro Tabarez, il ct che lo ha voluto a tutti i costi in Russia. Quantità, grinta, corsa e qualità miscelate alla perfezione. Sabato sera, a Sochi, contro il Portogallo, Torreira è stato uno dei migliori, facendo vedere i sorci verdi a Cristiano Ronaldo, che in più occasioni ha dovuto ammainare bandiera bianca nei duelli con l’ex pescarese. Impostazione, rottura del gioco avversario e tanta corsa per Torreira, che ha sfiorato anche il gol in una mischia in area. La stella di Fray Bentos ha brillato negli ottavi e adesso vuole replicarsi nei quarti di finale, venerdì, contro la Francia. E sabato, a Sochi, c’era colui che ha scoperto e lanciato Torreira nel grande calcio, ovvero il talent scout pinetese Roberto Druda, dirigente e consigliere del Pescara.
«È stata una gioia immensa venire a vederti giocare con la Camiseta della Celeste», ha scritto su Facebook il dirigente del Pescara, che ha pubblicato anche delle foto della serata magica al Fisht Olympic Stadium. Druda ha ricordato «Quando dopo i primi giorni di ritiro a Pizzoferrato», riferendosi al Pescara che nel 2014 era allenato da Baroni. «Ti avevamo lasciato a Dragonara, quando il giorno di Pasqua eri rimasto solo in convitto e quando chiamavo Gabriele (Bankowski, ndr) o Claudio per portarti all allenamento. Quante volte hai dovuto non mollare e soffrire», è stato il pensiero di Druda, che ha seguito la partita insieme alla famiglia di Torreira e alla fidanzata. «Lucas è un esempio», racconta Druda, poco prima di salire sul volo che, dopo uno scalo ad Istanbul, è diretto a Roma. «Ho parlato con lui dopo la partita e gli ho detto di rimanere concentrato e di usare poco lo smartphone», dice il 60enne pinetese, che nel 2013 ha scoperto in Uruguay il nuovo centrocampista dell’Arsenal, club che ne ha acquistato il cartellino per 30 milioni di euro dalla Sampdoria. «Per me vale molto di più», continua Druda, che ha fatto una scommessa. «Ho detto alla famiglia che tornerò in Russia per la semifinale. Sarebbe bello per Lucas e per tutto l’Uruguay». Venerdì al Nizhny Novgorod Stadium il piccolo fenomeno di Fray Bentos - una delle città più povere dell’Uruguay -, vuole continuare la corsa al Mondiale, ma dovrà vedersela contro la Francia di Mbappè. La Celeste vuole arrivare fino in fondo, però deve fare i conti con lo stop di Edinson Cavani. Infortunato al polpaccio sinistro, oggi “il Matador” si sottoporrà agli esami strumentali per capire l’entità dell’infortunio.
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