Tour de France al via, Pogacar e Roglic a caccia della gloria

26 Giugno 2021

BREST. Il Tour de France di ciclismo edizione numero 108, che scatterà oggi da Brest, in Bretagna, promette molto e rappresenta sotto certi aspetti un trampolino di lancio per le Olimpiadi di Tokyo....

BREST. Il Tour de France di ciclismo edizione numero 108, che scatterà oggi da Brest, in Bretagna, promette molto e rappresenta sotto certi aspetti un trampolino di lancio per le Olimpiadi di Tokyo. La grande boucle propone solo tre arrivi in quota, ma comunque tante salite. Un esempio? In una tappa verrà scalato per due volte il leggendario Mont Ventoux. Ci saranno tanti chilometri a cronometro (58), suddivisi in due tappe e dislocati fra il quinto e il penultimo giorno della corsa a tappe francese. Pur subendo la concomitante rivalità con l'Europeo di calcio, il Tour mantiene intatto il proprio fascino di evento popolare di altissimo profilo agonistico e l'ormai consolidata abitudine ai percorsi più brevi, ma anche molto più duri: saranno solo tre le frazioni che supereranno la soglia dei 200 chilometri. Resta l'incognita dei ritiri per partecipare alle Olimpiadi giapponesi: Van der Poel si farà da parte, stesso destino potrebbe toccare anche a Nibali («se Cassani mi convoca, mi ritirerò, la maglia azzurra è un grande onore per me», le parole del corridore messinese che da tempo ormai non riesce più a trovare spazio fra i big delle corse a tappe). Gli italiani al via, comunque, saranno in tutto solo nove. Occhi puntati, ovviamente, sul campione uscente Tadej Pogacar, vittorioso nel 2020 a soli 22 anni e quest'anno sempre primo nelle corse alle quali ha preso parte. Pogacar dovrà vedersela con il connazionale Primoz Roglic che il Tour l'anno scorso lo perse nella penultima tappa, facendosi battere nettamente nella cronoscalata decisiva: Roglic non corre da due mesi, perché ha preparato il Tour nei minimi dettagli. Brutti clienti per tutti i due alfieri della Ineos: l'ecuadoriano Carapaz e il gallese Thomas, ma non solo. Altri due assi come il tasmaniano Porte e l'inglese Tao Geoghegan Hart, potrebbero sconvolgere le gerarchie del team e della corsa transalpina in generale. Occhio anche al beniamino di casa Julian Alaphilippe, che avrà dalla sua le caratteristiche del tracciato.