Tumini fa un tuffo nel passato: mai un esonero nella mia gestione

7 Giugno 2019

VASTO. Si scriveva Vastese, ma si pronunciava Gabriele Tumini. E’ stato il presidente della rinascita del calcio biancorosso e del ritorno nei professionisti. La Vasto del pallone vi mancava quasi...

VASTO. Si scriveva Vastese, ma si pronunciava Gabriele Tumini. E’ stato il presidente della rinascita del calcio biancorosso e del ritorno nei professionisti. La Vasto del pallone vi mancava quasi da una vita, da quel lontano 10 giugno del 1979 quando il Gallipoli, vincendo lo scontro diretto proprio al cospetto di un’Aragona pietrificato, condannò l’allora Pro Vasto alla retrocessione in serie D. Da quell’infausta domenica trascorsero undici anni. Ecco perché la data del 29 aprile del 1990 è stata importante. Uno spartiacque importante che fece tornare alla mente anche i favolosi anni Settanta, quando la Pro Vasto dell’allora presidente Giuseppe Baiocco sfiorò addirittura la serie B. Un binomio, quello tra Tumini e la Vastese, che ha portato fortuna ai colori biancorossi. «La vittoria di quel campionato ci riempì di orgoglio perché fu rincorsa e programmata nel migliore dei modi. Una vittoria che premiò le fatiche, le speranze, i sogni di tutti noi, dirigenti, atleti, tifosi. Con la Vastese, mi preme sottolinearlo a distanza di tantissimi anni, vinse quella programmazione a noi tanto cara che portò a centrare l’obiettivo voluto alla scadenza prevista». Della sua esperienza calcistica (1986-1991) a Gabriele Tumini piace sottolineare un aspetto: quello di non aver mai esonerato un allenatore. «Vero, prima Renzo Rossi. Poi Aldo Ammazzaloro. Ed infine Tony Giammarinaro. Con tutti i tre ho avuto un rapporto splendido, mai messo in discussione anche nei momenti più complicati. Renzo Rossi era un aziendalista. Aldo Ammazzalorso un emergente, direi una nostra scoperta. Ricordo la festa in piazza quando siamo andati in C, le migliaia e migliaia di persone a festeggiare. Sono passati tanti anni ma i ricordi sono nitidi. E poi, Tony Giammarinaro: il più esperto, un profondo conoscitore del calcio. Ricordo che in quell’anno spendemmo tanto. Ricordo, però, pure i quasi mille abbonati e il grandissimo entusiasmo che ci circondava dentro e fuori dal campo». E a proposito di Giammarinaro l’ex presidente della Vastese ricorda l’operazione di mercato più importante della storia del calcio vastese: la vendita del giovanissimo Mario Lemme al Parma per l’incredibile cifra di cinquecento milioni di lire. «Vero, una operazione portata a termine grazie proprio alle conoscenze di Tony Giammarinaro. Fu lui a lanciare Lemme. Fu lui a piazzarlo al Parma. E poi ho avuto la fortuna anche di avere al mio fianco dei grandi dirigenti. Nomi? Ne faccio uno, l’avvocato Federico De Mutiis, allora direttore generale: un grande conoscitore di calcio, un eccellente dirigente ed una persona perbene. Se il calcio qui a Vasto a fatto la storia il merito è anche suo». (g.q.)
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