Un Paterno non brillante lascia un punto al Montorio

PESCINA. Contro l'Angolana, il Paterno aveva perso la sua unica partita proprio a chiusura del girone di andata, e la voglia di riscattarsi era forte in casa nerazzurra, ma il Montorio ha fatto...
PESCINA. Contro l'Angolana, il Paterno aveva perso la sua unica partita proprio a chiusura del girone di andata, e la voglia di riscattarsi era forte in casa nerazzurra, ma il Montorio ha fatto capire fin dal fischio d’inizio, che non aveva nessuna voglia di recitare il ruolo della vittima predestinata.
E bisogna dire che i gialloneri non hanno rubato nulla, ribattendo colpo su colpo al più quotato avversario, anche quando è rimasto in dieci per l’espulsione Di Giulio, reo di un fallo da ultimo uomo sul lanciato Carosone. Chi ha deluso è stata invece la formazione di casa, apparsa involuta e incapace di imporre i diritti della sua superiore qualità tecnica a un avversario che comunque non è mai andato in affanno. A parziale giustificazione della ex capolista, bisogna dire che le assenze di elementi come Paris, Albertazzi, Amore e Catalli (in panchina solo per fare numero), si sono fatte sentire parecchio e l’innesto di Kras, prelevato dall’Avezzano, non ha conferito al centrocampo dei marsicani, quella spinta in più che forse ci si attendeva.
Primo tempo con poche emozioni e dopo un tentativo di Galvez, da una parte, e di Tuzi, dall’altra, al 21’ è ancora Galvez a sfiorare il bersaglio di testa. Ripresa molto più vivace e teramani che sfiorano nuovamente il bersaglio con l’ottimo Galvez, che già al 1’ viene beffato da una pozzanghera che consente a Di Girolamo di intercettare un pallone destinato all’attaccante giallonero. Al 12’ il Montorio perde Di Giulio che non trova di meglio che stendere il lanciatissimo Carosone proprio sotto gli occhi del direttore di gara. Rosso diretto e Montorio che per alcuni minuti sbanda e rischia di capitolare. A seguire, un pallonetto senza esito di Carosone e un tiro di Cordischi che al termine di un contropiede calcia proprio addosso a Di Giuseppe.
Considerato che non c’è verso di metterla dentro, alla mezzora Jodice gioca la carta della disperazione e manda Gabrieli a fare il centravanti. La mossa sortisce effetti positivi, perché un minuto dopo, è proprio Gabrieli a lanciare Miccichè che in diagonale batte Di Giuseppe. Poi Gabrieli torna a fare il difensore, ma il Montorio non si arrende e dopo aver sfiorato il pari con Napolitani, al 40’ sfrutta un errato disimpegno dei nerazzurri e pareggia con Galvez che batte Di Girolamo con un preciso pallonetto. Al termine mancano ancora 5’ quando l’esperto Gabrieli torna a fare la punta, ma ormai è troppo tardi.
Plinio Olivotto
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