Verratti lascia Di Campli per Raiola

20 Luglio 2017

Il campione divorzia via social dall’agente storico dopo le pressioni del Paris Saint Germain in rotta con l’avvocato frentano

PESCARA. Un divorzio social. Un tweet dagli States, dove si trova con il Paris Saint Germain per una serie di amichevoli, e le strade del centrocampista pescarese Marco Verratti e il suo agente storico Donato Di Campli si sono separate. Messaggio inequivocabile lanciato ieri sera: «Comunico che con effetto immediato l’unica persona legittimata a rappresentare i miei interessi sportivi è il signor Mino Raiola. Ringrazio l’avvocato Donato Di Campli per l’egregio lavoro svolto sino ad oggi, rinnovandogli la mia profonda e immutata stima». Firmato Marco Verratti.
Un divorzio che era nell’aria, forzato, probabilmente, dai dirigenti del Paris Saint Germain che si sono segnati al dito una frase che Di Campli ha consegnato alla stampa: «Verratti prigioniero dell’emiro». Da quel giorno, il 7 luglio scorso, a Parigi è guerra aperta con l’avvocato frentano che ha accompagnato tutta l’ascesa del centrocampista originario di Manopello. Sono cresciuti insieme: Verratti come giocatore e Di Campli come procuratore. Il matrimonio va avanti dal 2008, quando il giocatore era un ragazzino del Pescara. Le vicende calcistiche si sono intrecciate con quelle personali: vacanze insieme, con le famiglie, fino al luglio scorso a Ibiza. E con gli interessi economici. L’ultimo affare insieme è quello con la Nike: contratto pluriennale vicino ai 30 milioni di euro. D’amore e d’accordo per anni fino all’ultima sfida: lasciare il Paris Saint Germain per passare al Barcellona con Di Campli a tessere la tela. Sarebbe stato l’affare dell’anno con i blaugrana disposti a spendere fino a 100 milioni. Ma il Paris Saint Germain non ha problemi di soldi. E ha detto sempre no. Il presidente Nasser Al-Khelaifi non è tipo che vende, piuttosto compra. Un tira e molla portato avanti per mesi, fino a quando Verratti è rientrato a Parigi a seguito della convocazione per la preparazione precampionato. Il giorno del primo allenamento con la squadra, il 7 luglio, esce sul Corriere dello Sport l’intervista in cui Di Campli pronuncia la frase incriminata, “Verratti prigioniero dell’emiro” che ha mandato in bestia la proprietà qatariota, la quale in precedenza aveva sempre assecondato le richieste di adeguamento del contratto fino a portarlo a 5,6 milioni all’anno. Appena letta l’intervista la dirigenza del Psg ha chiesto a Verratti di prendere le distanze dal procuratore. E in serata ecco la video-dichiarazione pubblicata sul sito del Psg in cui il 24enne abruzzese si dissocia dalle parole di Di Campli. “Non rappresenta il mio pensiero”, dice il centrocampista della Nazionale che annuncia anche amore per la maglia. E, quindi, mette da parte, per il momento, il sogno di vestire la maglia del Barcellona. In cambio chiede un altro adeguamento del contratto. Nasser Al-Khelaifi pur di trattenerlo approva la richiesta, ponendo, a quanto sembra, una condizione. Che al tavolo della trattativa non ci sia Donato Di Campli. Passano i giorni fino all’inizio di questa settimana quando il Paris Saint Germain vola a Miami per l’International Champions Cup. Ed ecco che si materializza Mino Raiola, il procuratore di Ibra e Donnarumma, tra gli altri, in buoni rapporti con il Paris Saint Germain e con lo stesso Di Campli. Pochi giorni e ieri sera il tweet di Verratti. E’ divorzio con la benedizione del Paris Saint Germain.
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