Verso la sfida che vale la serie B. Tra sogni e scaramanzia: così Pescara vive l’attesa

Sabato sera il ritorno con la Ternana (stadio Adriatico, ore 21.15). La città in apprensione pronta a scatenarsi: il pensiero fisso dei tifosi è di riscattarsi lasciando la serie C
PESCARA. È la febbre del sabato sera, ma il protagonista di questo lungometraggio iniziato la scorsa estate non è John Travolta bensì i tanti tifosi del Pescara che sognano una notte magica, quella nella quale tornare nel calcio che conta. In città si respira un clima diverso, specialmente dopo il risultato di lunedì sera a Terni. Si parla solo della squadra di Silvio Baldini. Per lo meno, i più temerari ne parlano apertamente. Molti, invece, preferiscono un silenzio scaramantico, quasi surreale, però denso di tanti significati. Un gesto d’intesa al bar, un incrocio di sguardi gravidi di tensione con il cassiere del supermercato sotto l’ufficio, una domanda che quasi sottovoce è rivolta al vicino di casa, tutti accomunati da una passione, quella per i colori biancazzurri. Il calcio è lo sport della gente e il Pescara, in modo particolare, per molti è più di una semplice squadra: è uno di famiglia che ha accompagnato i tifosi nel corso della propria vita, tra gioie e delusioni. Tutto si misura sulla base dei risultati del Delfino, dalla gloria della serie A fino al baratro della Lega Pro dal quale una città intera spera di uscirne al triplice fischio dell’arbitro sabato sera all’Adriatico-Cornacchia per il ritorno di una super sfida con la Ternana. Tutti, ma proprio tutti attendono con fibrillazione quest’evento ed abbiamo provato a fotografare lo stato d’animo del pescarese attraverso i racconti di chi ogni giorno guarda l’orologio e conta le ore che mancano alle 21.15 di sabato 7 giugno 2025.
Franco Fedele (ex presidente del Pescara calcio). «L’emozione è tanta, ma vedrò la partita da casa insieme a tutti i miei nipoti che stanno addobbando la sala dove c’è il televisore perché sabato sarà il mio 83° compleanno e sarebbe fantastico festeggiarlo nel giorno della possibile promozione del Pescara».
Piero Mazzocchetti (tenore). «Svelo una notizia che mi dà una gioia immensa: sabato sera sarò in mezzo al campo per cantare l’Inno di Mameli prima della partita. Da pescarese è una grande emozione. Sono talmente in tensione che stasera canterò davanti al presidente della Repubblica Mattarella per la festa dell’Arma dei carabinieri, ma la mente e il cuore sono a Pescara, all’Adriatico-Cornacchia dove poi seguirò la partita, sperando alla fine di cantare “Vincerò” insieme a tutti i tifosi».
Carlo Masci (sindaco di Pescara): «Sabato sarò allo stadio, come per tutte le altre gare casalinghe della stagione. Sono andato anche in trasferta a Pineto e Pesaro, perché davvero quest’anno si percepisce la rinnovata speranza di cullare un sogno che abbiamo da anni. Questa però non è solo la squadra di Pescara, bensì di tutto l’Abruzzo visto che ogni giorno tanti mi chiedono tra gli impegni istituzionali, soprattutto di fuori città. Ho vissuto tutte le promozioni, mi ricordo ogni singolo momento ad esempio della promozione maturata con il pareggio in casa col Lecce su gol di Zucchini e la festa la domenica successiva a Latina, ma preferisco non aggiungere altro perchè la scaramanzia in questi casi regna sovrana».
Marcello Perazzetti (procuratore): «In città si respira un’aria particolare e mi tornano alla mente i ricordi del passato quando ottenni la promozione in A1 maschile con il Pescara e Galeone portava in trionfo il calcio. Lui era un grande appassionato di basket, e ci allenavamo spesso insieme. Speriamo che Pescara possa tornare a vivere momenti del genere».
Antonio De Leonardis (giornalista): «Sono molto fiducioso, la squadra ci ha trasmesso tanta tranquillità, soprattutto durante i play off. Baldini ha compiuto un miracolo, riaccendendo la passione allo stadio. Sabato sarò in prima linea per sostenere i ragazzi verso questo grandissimo traguardo».
Riccardo Padovano (titolare dello stabilimento Voglia di Mare): «Purtroppo sabato lavoro e vedrò la partita dallo stabilimento. Ogni giorni i bagnanti parlano solo del Pescara, da anni in città non si respirava un clima simile. Sembra quasi la vigilia della finale dei Mondiali. Ho chiesto al sindaco di dotare piazza Salotto di un maxischermo perché momenti del genere vanno vissuti in compagnia, tra amici e sostenitori biancazzurri. Da operatore economico poi le dico che quando il Pescara vince tutta l’economia cittadina decolla, il calcio ha fatto conoscere questa nostra splendida città a tutta Italia. Forza Pescara, sempre e comunque!».
Paolo Fazii (direttore UOC microbiologia e virologia all’ospedale di Pescara): «Ogni giorno nel reparto i miei pazienti mi fermano per scambiare due battute sul Pescara, nel mio studio ci sono così tanti vessilli biancazzurri che mi caricano in vista della finale di sabato. Sicuramente c’è tensione, nella speranza di non trasformare il sogno in un incubo perchè sarebbe davvero dura da digerire. Ma ho fiducia nella squadra e ci sarò anche io allo stadio».
Giacinto Di Pietrantonio (urologo): «Questa vigilia è un mix di passione e tensione, così come tutte le altre vissute sin da bambino. Ero a Terni per quel bellissimo spareggio e sabato affrontiamo la Ternana, squadra tosta e favorita alla vigilia della stagione. I miei pazienti, quelli che mi conoscono, sono in fibrillazione tanto quanto me. È il clima magico di Pescara».
Claudio Croce (consigliere comunale e co-presidente del Curi): «La cosa più emozionante è vedere lo stadio pieno di tanti ragazzi e ragazze, che s’apprestano a vivere la loro prima vigilia, a riprova dell’ottimo lavoro che sta portando questa proprietà verso i settori giovanili anche di altre città. Ho vissuto tanti momenti come questi e so quanto sia fondamentale lasciare il baratro della C per tornare in una categoria più consona al blasone di Pescara. Ma l’eventuale ritorno in serie B deve portare anche ad un rinnovamento dell’impiantistica sportiva, l’unica via possibile per crescere ancora di più».
Alessandro Romano (titolare del ristorante Tatillo): «Sabato mi concederò il lusso di non lavorare e andare allo stadio. Sono orgoglioso di questa squadra e, soprattutto, di mister Baldini, un uomo speciale al quale mi lega un’amicizia profonda e vera. Silvio ha fatto scoprire a Pescara una nuova visione del calcio, non fatta solo di risultati ma anche di empatia e legami umani. Non smetterò mai di ringraziarlo personalmente perchè, ogni volta che è venuto a mangiare da me, mi ha lasciato tanti insegnamenti morali che conservo nel cuore. Se andrà bene, questa sarà la promozione più bella di sempre (si congeda dall’intervista con lacrime di gioia, ndr)».
Luca Viola (titolare del ristorante Osteria Numero 1000): «Anche se è un sabato sera, quando gioca il Pescara chiudo il ristorante. Però sono abbastanza teso perchè la finale è ancora aperta, la Ternana è fortissima. Stiamo vivendo questa vigilia con più attesa perchè è molto più complicato vincere la serie C che non la B. Sembra un paradosso, ma è così. Può essere finalmente la fine di un incubo durato quattro anni e una svolta per tutta la società, visto che si parla anche del ritorno di Verratti. Sono fiducioso e non vedo l’ora che la partita inizi».
Carmine Ruggieri (imprenditore): «Vedo troppa rilassatezza in giro, come se fossimo già in serie B. Ho vissuto tutte le finali, sin dal 1976, però questa è fondamentale per tornare in una categoria più consona alla nostra storia. Sono scaramantico e non dirò nulla sulla partita. Però, come sempre, sarò a casa di amici, rigorosamente con la sciarpa biancazzurra, a sostenere una squadra davvero unica, come non si vedeva a Pescara da tanti anni».
Claudio Minicucci (titolare ristorante Chitarra Antica): «Il vero pescarese non parla della partita, soffre in silenzio e aspetta il fischio finale. Ma è innegabile che è esplosa la passione in città, come dimostrano i biglietti finiti. Mentre le promozioni in serie A sono state grandi cavalcate, questa è più complicata, per questo siamo più tesi. Merito di tutto questo è di Baldini che ha riacceso un entusiasmo a lungo sopito. Basta passeggiare in città per rendersi conto che tutti pensano, parlano e vivono questa partita sulla loro pelle».
Massimo Bottarini (titolare del Bar Napoli): «Nel mio locale si respira grande fermento, è innegabile. C’è stata una caccia al biglietto che non si vedeva dai tempi di Zeman. Nonostante tutte le critiche che riceve, io ringrazio il presidente Sebastiani perché ci ha portati alla finale per la serie B. Da sempre come famiglia sosteniamo il Pescara, mio fratello è stato anche ex giocatore e allenatore delle giovanili. Se il Pescara sarà promosso, penso che farò un gusto di gelato speciale per festeggiare. Sabato sarò aperto, pronto ad accogliere i tanti tifosi che vorranno gioire con un gelato più dolce del solito».
Guerino D’Agnese (presidente della Pro Loco Pescara Aternum): «L’età mi porta ad aver vissuto il Pescara sin dai tempi di Galeone. Tutti i miei coetanei hanno partecipato a momenti molto belli, però sono rimasti in sofferenza negli ultimi anni. Devo dire che questa squadra sta godendo anche di un buon sostegno della fortuna, come conferma l’incredibile gol di Letizia a Terni e ancora prima l’espulsione del nostro avversario. Se la sorte ci sorriderà anche sabato, festeggeremo. Pescara merita di tornare almeno in serie B, ma mi auguro che la società poi sappia strutturarsi per competere nella categoria superiore. Le racconto un aneddoto per farle capire l’anima del pescarese vero: mio zio non si perdeva mai una partita, anche in serie D. Un giorno ebbe un infortunio e fu ricoverato, ma ci costrinse a portarlo lo stesso allo stadio, contro il parere dei medici. Pescara è questa, vive di pane e calcio come ogni realtà di provincia. Speriamo di non trasformare quest’euforia in una delusione cocente».
Nicola Mattoscio (presidente Fondazione Pescarabruzzo): «I festeggiamenti uniscono una città intera come solo lo sport e, in particolare, il calcio sanno fare. Lo sport ha un linguaggio molto popolare, che catalizza sentimenti diffusi. In più la nostra Pescara vive per il calcio e, quando tutta la comunità cittadina vive in fibrillazione la vigilia della finale, riempiendo lo stadio, vuol dire che tutte le componenti si sono fuse facendo recuperare anche il diritto di sognare dopo anni di oblio per alcuni insuccessi sul campo. Allora mai come in questo momento, viva lo sport!».
Stefano Rajola (allenatore di basket): «Da pescarese dico che è fantastico vedere quest’euforia in città. Mio figlio è andato allo stadio in tutte le partite dei play off e mi ha raccontato la bellezza dell’Adriatico-Cornacchia addobbato a festa. Io sono tifoso del Napoli e del Pescara. La squadra di Conte mi ha regalato la prima gioia, spero che il Delfino possa fare altrettanto e mi piacerebbe chiudere questo trittico magico con la conquista della serie A2 di basket con Ruvo di Puglia. Non sarò presente in città sabato sera, però con il cuore sono lì».
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